20/05/2024
Manca un mese. Il che vuol dire, a dar retta alla saggezza popolare contadina di montagna (la quale, sia detto per inciso, non si sbaglia), che manca molto meno di un mese, ormai ci siamo, in pratica quel giorno lì, tra un mese, è subito qui, l’è doman. Chi lo sa poi come avvengono le cose. Come ha una fine, tutto ha pure un inizio, è ovvio. Ma di certe cose è difficile dire con precisione quando siano cominciate. C’è una data di apertura, ma prima dell’apertura ci sono tutte le cose da fare per poter aprire, e dunque l’apertura è cominciata prima, no?
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Sia come sia, fatto sta che il rifugio Carè Alto, la forma che prende il mio mestiere dopo il Masetto, sarà aperto dal 20 giugno. Ci sarà magari ancora un pò di neve, negli avvallamenti in ombra, e questa che può essere interpretata come una scomodità è a ben vedere una fortuna, se considerata sub specie aeternitatis. Ne va della tenuta dei ghiacciai, il che è un modo circoscritto per affrontare una questione d’ordine più generale, ovvero la tenuta della nostra specie.
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Vista da qui, un mese prima, sembra una impresa titanica. Tutto sarà nuovo, dovremo portare lassù quanto occorre per stare bene e far stare bene chi ci verrà a trovare, prendere le misure per non inciampare, capire come funziona la teleferica, come funziona la centrale idroelettrica, come funziona la cucina, mettere a posto i sentieri, pulire e arieggiare le stanze, preparare i letti, metterci alacremente a spadellare. Lo sarà, sarà una impresa titanica, per forza. Ma la prendiamo per il verso giusto, fremiamo come fossimo alla vigilia del nostro matrimonio, anche se di matrimoni noi non ne abbiamo avuta esperienza, almeno per ora, e dunque è un paragone che fa acqua da tutte le parti.
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Vi aspettiamo lassù, e anche solo il fatto di scriverlo ci colma di una emozione fortissima.
Rifugiocarealto