Il Masetto

Il Masetto In questa pagina raccontiamo cosa potrete trovare al Masetto. Benvenuti. Il Masetto è un esercizio rurale con sede nella valle di Terragnolo, in Trentino.

Aperto per la prima volta al pubblico nel 2016, è dotato di due aule studio nelle quali hanno luogo lezioni, incontri di approfondimento, mostre documentarie e di una foresteria che ospita fino a 18 persone. Ogni estate, cucina schietta, ospitalità rurale e un programma di workshop per adulti e bambini nel paesaggio di montagna.

Manca un mese. Il che vuol dire, a dar retta alla saggezza popolare contadina di montagna (la quale, sia detto per incis...
20/05/2024

Manca un mese. Il che vuol dire, a dar retta alla saggezza popolare contadina di montagna (la quale, sia detto per inciso, non si sbaglia), che manca molto meno di un mese, ormai ci siamo, in pratica quel giorno lì, tra un mese, è subito qui, l’è doman. Chi lo sa poi come avvengono le cose. Come ha una fine, tutto ha pure un inizio, è ovvio. Ma di certe cose è difficile dire con precisione quando siano cominciate. C’è una data di apertura, ma prima dell’apertura ci sono tutte le cose da fare per poter aprire, e dunque l’apertura è cominciata prima, no?
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Sia come sia, fatto sta che il rifugio Carè Alto, la forma che prende il mio mestiere dopo il Masetto, sarà aperto dal 20 giugno. Ci sarà magari ancora un pò di neve, negli avvallamenti in ombra, e questa che può essere interpretata come una scomodità è a ben vedere una fortuna, se considerata sub specie aeternitatis. Ne va della tenuta dei ghiacciai, il che è un modo circoscritto per affrontare una questione d’ordine più generale, ovvero la tenuta della nostra specie.
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Vista da qui, un mese prima, sembra una impresa titanica. Tutto sarà nuovo, dovremo portare lassù quanto occorre per stare bene e far stare bene chi ci verrà a trovare, prendere le misure per non inciampare, capire come funziona la teleferica, come funziona la centrale idroelettrica, come funziona la cucina, mettere a posto i sentieri, pulire e arieggiare le stanze, preparare i letti, metterci alacremente a spadellare. Lo sarà, sarà una impresa titanica, per forza. Ma la prendiamo per il verso giusto, fremiamo come fossimo alla vigilia del nostro matrimonio, anche se di matrimoni noi non ne abbiamo avuta esperienza, almeno per ora, e dunque è un paragone che fa acqua da tutte le parti.
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Vi aspettiamo lassù, e anche solo il fatto di scriverlo ci colma di una emozione fortissima.

Rifugiocarealto

Di solito il primo maggio era il giorno in cui il Masetto apriva le sue porte per cominciare una nuova stagione. Quest’a...
01/05/2024

Di solito il primo maggio era il giorno in cui il Masetto apriva le sue porte per cominciare una nuova stagione. Quest’anno non è così. Un mese fa sono apparse qui dentro un po’ di parole per abbozzare un saluto. La reazione a quel breve post non ha mancato di provocare grande commozione, da queste parti. Ma siccome magari interessa a chi ogni tanto finisce qui sapere cosa ne sarà di tutto quello che, succedendo al Masetto, ha depositato esperienza a pacchi e intrecciato relazioni e procurato in definitiva una certa dose di reciproca simpatia, ecco, a quelle e quelli a cui interessa sapere che succederà da adesso in avanti dirò francamente che non lo so di preciso. Spero davvero che il Masetto, quel puntino lì, in quella parte di Trentino sgangheratamente démodé, possa riaprire al più presto, per servire fanzelti e birrette, perché un posto così serve a far incontrare chi si passa a fianco e si sfiora ma si prende solo di rado la briga di mettersi in altri panni. La sua funzione è stata sempre quella di accorciare le distanze e mettere insieme le differenze, come in quelle coperte fatte di scampoli, di pezzi assortiti, con colori accostati senza criterio. Il Masetto è stato un patchwork di destini incrociati, quello di una valle, delle città che cercano il fresco, dei giovani che non se ne vanno e dei vecchi che prima di andarsene ti insegnano qualcosa. Sarà bene che resti, dunque, con quel nome o un altro, con altri a darsi da fare. Non è che possiamo passare la vita a dirci no, che peccato!.
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Oggi è la festa dei lavoratori, è il compleanno di Urca (ne fa 10!), ed è il giorno in cui comincia il contratto con cui la SAT Società Alpinisti Tridentini affida a me la custodia e gestione del rifugio Carè Alto. Così chi si chiedeva dove diavolo sarei finito adesso lo sa. Mi farebbe piacere avere l’opportunità di rivedervi lassù, la prossima estate. Per cui mettete in conto di dovervi sobbarcare una camminata di tre ore e passa per arrivarci, sono 1200 metri di dislivello, mica bruscolini. Mi farebbe però piacere anche continuare a raccontare qualcosa di quello che si vede sbirciando attorno al posto in cui mi troverò a lavorare, per quello che si può osservare da lì, un po’ di sghimbescio, ma con l’attenzione che deriva dalla consapevolezza che mutamenti profondissimi stanno investendo quelle quote, trasformazioni che ci riguardano da vicino, processi che dicono quello che siamo e ci costringeranno con molta probabilità a rifarci un po’ diversi da come ci siamo conosciuti fino ad ora.
Vediamo come va, e se va a voi ci becchiamo lì.

Rifugiocarealto

Care amiche, cari amici del Masetto, vi scrivo per dar conto di una cosa minuscola dentro un mondo in cui accadono cose ...
27/03/2024

Care amiche, cari amici del Masetto, vi scrivo per dar conto di una cosa minuscola dentro un mondo in cui accadono cose troppo grandi, lo sapete bene.
La mia presenza al Masetto sta per giungere al termine. Dalla prossima estate non sarò più lì, dietro ai fornelli, davanti a voi che avete frequentato quel luogo con sincero affetto. Provo un certo disagio a dirla così, semplice e diretta. Perché è stata una decisione difficile, complicata, sofferta. Presa tra molte perplessità e giunta a seguito di mille considerazioni.
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Ho infine deciso di cogliere l’opportunità di prendere in gestione un rifugio. Un passo indietro qui, lunghi passi altrove. Nessun rimpianto, sono stati anni formidabili, mi pare. Almeno per me, per quel che conta la mia opinione. Teniamoci alla larga da successi e sconfitte, si tratta solo di vivere come si può, e provare a essere felici, ogni tanto. O in pace, che è già più di quanto sia consentito sperare, di questi tempi.
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Vi ringrazio per tutto quello che avete dato al Masetto, spero che il Masetto abbia lasciato qualcosa anche a voi. Mi tengo stretti i ricordi, chiudo piano una porta, mi volto, per me è tempo di cambiare, di nuovo. Forse ci saranno altre occasioni per incontrarci. Perché incontrarvi, sì, adesso che ci penso, è stato davvero un piacere.
Gianni
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Gocciolava sulla legna accatasta nella baracca sul retro di casa e così un pomeriggio ci siamo messi a togliere le tegol...
22/12/2023

Gocciolava sulla legna accatasta nella baracca sul retro di casa e così un pomeriggio ci siamo messi a togliere le tegole e i listelli per stendere la guaina ed evitare infiltrazioni. Mio padre è anziano e ha idee tutte sue. Una volta queste idee erano tutte giuste ma da qualche anno perde colpi, talvolta se ne esce con suggerimenti discutibili. Io lo assecondo quasi sempre, anche se non sono d’accordo, non per quella forma di compassione che nei figli chiamati a essere padri dei propri prende talvolta il posto dell’affetto, ma per il gusto di continuare a fare comune esperienza delle cose, insieme, finché dura. Pure sbagliando, ché di sbagliare non si finisce mai. Che il difetto sia dell’uno o dell’altro non importa. Poi lui è entrato in casa per un tè caldo, io sono rimasto sul tetto a finire.
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Ho letto nei giorni scorsi Alzarsi presto, il libro nuovo di Sandro Campani. Parla di funghi e tartufi, di cani, di boschi. Di un fratello con cui fare le stesse cose. Di un padre e dei suoi insegnamenti. È il libro più bello di questi ultimi mesi, sarà anche perché fino a prima ero in giro con le capre e ci pensavo e diventare sentimentale è facile. Ma insomma per come mi pare di capirla vale la pena certe volte tenere gli occhi fissi su quello che si ha sotto il naso, stare vicino a chi ci sta accanto, accorgersi fino in fondo del proprio circostante, senza smanie, senza strafare. Dicono che si avvicina il Natale. Speriamo di portargli qualcosa di buono. Auguri dal Masetto a tutti e tutte voi.
^^^campani


D’altronde è così che va ogni anno, non c’è da stupirsi. Si agisce d’istinto, perché poi in definitiva è solo d’istinto ...
13/10/2023

D’altronde è così che va ogni anno, non c’è da stupirsi. Si agisce d’istinto, perché poi in definitiva è solo d’istinto che agiamo, anche se ci piace raccontarcela in maniera differente. Le notti si allungano, e da quando scioperano i cervi ci si sono messi gli allocchi a sancire i tramonti. Le foglie fanno tappeti che nessuna mano ordisce. Rari ormai i rumori dei motori, secche le more lasciate sui rovi, i lampioni non catturano ombre da sdraiare ai loro piedi. Qualcuno gira ancora forse nel weekend, dipende dal meteo, ma per il resto l’immobile è tornato a esser tale. D’istinto dunque il Masetto chiude. (Cioè, ha chiuso domenica scorsa, per capirsi).
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Finisce una stagione rocambolesca e ci viene da richiamare alla memoria chi è passato a trovarci, e quando, e ci viene il magone per tutto questo vedersi sempre di corsa, l’affetto conciso per forza di cose, e poi perdersi a lungo, ma siamo contenti di avercela fatta anche questa volta, ché l’impressione è stata di un vaso sempre colmo fino all’orlo e l’arrivo imminente di un temporale improvviso.
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A me personalmente, intendo io che scrivo - anche se dire io suona sbagliato perché questo io e il Masetto non coincidono affatto - a me insomma preme qui ringraziare quei prodigi di paziente perseveranza che sono stati Alberto, Francesca, Lucia, Andrei e Eleonora (in ordine di apparizione). Questa gratitudine servirà proprio a poco, e meno ancora gioverà loro l’augurio di imparare meglio il mondo, ora che hanno di nuovo lasciato questo tiepido congelatore di vicende personali e là fuori la situazione si fa incandescente. E inoltre le raccomandazioni sono sempre state piuttosto implicite, per così dire, tra di noi. Però, sì, grazie a loro, più di tutto.
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E come ogni anno, arrivati a questo punto, chissà se ci sarà un’altro anno. Potrebbe prevalere l’istinto, e a quel punto è solo questione di beccare proprio quel momento, o uno completamente diverso. Intanto tenetevi tutte e tutti considerate/i, da parte nostra. E pensate alle cose più importanti.

Domani il Masetto sarà chiuso. Il tempo è glorioso e allora ne approfittiamo per riportare a casa le capre. Nell’altra c...
27/09/2023

Domani il Masetto sarà chiuso. Il tempo è glorioso e allora ne approfittiamo per riportare a casa le capre. Nell’altra casa, quella dell’inverno. Ieri pomeriggio le ho portate al pascolo, ma più lontano del solito, per saggiare la gamba, oltre che per una abbuffata di noccioli. La condizione c’è, sono allenate, anche le piccole. Io molto meno, ma non conta. La strada la conoscono, sopporteranno l’iniziale isteria di Urca, sanno di dover tirar via svelte davanti casa dell’Antonia, che ha fuori dalla porta tutti quei vasi di fiori, limeranno le unghie sull’asfalto, sarà sosta alla fontana dei Luneri, a quella dei Zencheri. Il tratto più ripido è quello sotto la Cogola, bocca aperta e respiro affannato, sassi che rotolano, una mano appoggiata sulla schiena a dare coraggio. Di solito ci si ferma a mangiare i panini alla colonia, con la Elsa che viene ad annusare, e poi si scende e si prende una andatura baldanzosa, che diventa strafottente tra i praticanti del golf. Infine, e giuro che non me lo spiego, la corsa sfrenata tra il baito del Forrer e il prato consueto, i campanelli che suonano all’impazzata.
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E comunque una cosa che mi capita quando sto da solo per qualche giorno è che mi viene da parlare a voce alta. Succede spontaneamente, senza intenzione, a un certo punto mi accorgo che alle parole che mi passano in testa sto dando un suono. Penso sia per farmi compagnia. Da questo a rivolgersi direttamente alle capre il passo è comprensibilmente breve, ne converrete. Così, poco fa, alle capre ho chiesto come se la sono passata, questa stagione. Se se la sono goduta, e se adesso sono contente di tornare su. Concedendosi quel lusso della perplessità che hanno eletto a privilegiata condotta di vita hanno continuato imperterrite a ruminare. Qui ci sono cibo e riparo, là anche, che differenza vuoi che faccia. Un po’ la invidio, questa loro sovrana indifferenza. Noi ci facciamo sempre un mucchio di storie.
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Riapriremo venerdì, sabato e domenica a pranzo. Ci troverete poi nel fine settimana successivo, 7 e 8 ottobre.

I giorni furibondi sono trascorsi come stelle cadenti, rapidi e brillanti. E noi ci siamo sentiti come cosmonauti catapu...
13/09/2023

I giorni furibondi sono trascorsi come stelle cadenti, rapidi e brillanti. E noi ci siamo sentiti come cosmonauti catapultati nei lontani siderali, a fissare dentro la lente di un telescopio spaziale questo puntino traballante in cui consistiamo quando qui appaiono finalmente gli appuntamenti previsti. C’è il gusto di immaginarli, il fervore dei preparativi, l’acquolina in bocca appena prima dell’inizio, il calore dei saluti all’arrivo di ospiti e pubblico, il viavai, il brulicare. Poi tutto dura troppo poco, non ce la facciamo quasi mai a goderci un incontro, un concerto, uno spettacolo dal principio alla fine. Capita che ci facciamo raccontare come è andata da chi c’era, quasi fossimo davvero su un altro pianeta. E alla fine la notte si svuota ma lo spirito no. Che effetto che fa, starci dentro e sentire che dipende da una forza più grande di noi, che ci travolge e sconquassa e ci lascia esausti, in preda a un vago stordimento.
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Le settimane trascorse ci hanno accelerato la vita, ingolfandola di ricordi. Settembre è arrivato, la scuola, ombre lunghe, una strada interrotta, l’attesa dei cervi. E qualcuno di noi ha finito la stagione, parte per viaggi, sostiene esami, torna in Appennino. Il Masetto rimane aperto ancora un mese circa, ma osserva alcuni giorni di chiusura. Siamo qui dal mercoledì alla domenica (domenica solo a pranzo) fino a fine mese. E poi si vedrà.

03/09/2023

Ciao! La nostra linea telefonica è traballante da ieri, prende solo ogni tanto. Se ci chiamate, non riusciamo a rispondere per questo motivo, ma rispondiamo qui o a [email protected]. In ogni caso per oggi a pranzo siamo al completo. Vi aspettiamo a cena!

Stiamo partendo per la città, andiamo a fare una cosa bella a Orto San Marco - Setàp.Il Masetto salta un turno, per cena...
01/09/2023

Stiamo partendo per la città, andiamo a fare una cosa bella a Orto San Marco - Setàp.
Il Masetto salta un turno, per cena siamo chiusi.
Ci trovate di nuovo qui domani, pimpanti as usual.

Indirizzo

Località Geroli
Piazza
38060

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