24/08/2023
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Roque junior eroe per una notte
Nella notte di Manchester, tanto cara ai tifosi del Milan, Roque Junior giocò i due tempi supplementari praticamente con una sola gamba.
Tra i ricordi più dolci dei tifosi del Milan c'è sicuramente quella finale di Champions tutta italiana giocata e vinta ai danni della Juventus nel meraviglioso teatro dell'Old Trafford: era il 28 maggio 2003. Dallo sguardo di Sheva alle parate di Dida, ma non tutti probabilmente ricordano che la notte di Manchester fu anche la notte di Roque Junior, diventato eroe per caso a partita in corso.
Un match equilibrato, giocato sul filo del tatticismo più esasperato con tanti campioni in campo: il risultato resta bloccato sullo 0-0 ma il difensore brasiliano viene chiamato in causa da mister Ancelotti al 66', quando Costacurta fa tremare lo staff rossonero facendo cenno di non poter continuare a causa di un acciacco muscolare.
Fino a quel momento Roque Junior, acquistato tre anni prima dal Palmeiras nel gennaio del 2000, aveva collezionato solamente sette presenze in stagione, addirittura nessuna in Champions League. Ma il 'Dio del calcio' aveva riservato per il classe '76 un destino speciale, proprio nel momento più importante.
La gara va ai supplementari, ma poco dopo il difensore sudamericano crolla a terra vittima di una dolorosa f***a: lo staff medico intuisce subito la gravità dell'infortunio (successivamente gli esami strumentali riveleranno uno stiramento muscolare di primo grado), ma i cambi sono già finiti e in caso di forfait il Milan sarebbe costretto a giocare quasi tutti gli extra-time in inferiorità numerica.
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Roque Junior eroe del Milan per una notte: nella finale di Manchester giocò infortunato
Andrea Giuttari
31 ago 2022 11:23+02:00
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Roque JuniorGoal
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Nella notte di Manchester, tanto cara ai tifosi del Milan, Roque Junior giocò i due tempi supplementari praticamente con una sola gamba.
Tra i ricordi più dolci dei tifosi del Milan c'è sicuramente quella finale di Champions tutta italiana giocata e vinta ai danni della Juventus nel meraviglioso teatro dell'Old Trafford: era il 28 maggio 2003. Dallo sguardo di Sheva alle parate di Dida, ma non tutti probabilmente ricordano che la notte di Manchester fu anche la notte di Roque Junior, diventato eroe per caso a partita in corso.
Un match equilibrato, giocato sul filo del tatticismo più esasperato con tanti campioni in campo: il risultato resta bloccato sullo 0-0 ma il difensore brasiliano viene chiamato in causa da mister Ancelotti al 66', quando Costacurta fa tremare lo staff rossonero facendo cenno di non poter continuare a causa di un acciacco muscolare.
Fino a quel momento Roque Junior, acquistato tre anni prima dal Palmeiras nel gennaio del 2000, aveva collezionato solamente sette presenze in stagione, addirittura nessuna in Champions League. Ma il 'Dio del calcio' aveva riservato per il classe '76 un destino speciale, proprio nel momento più importante.
La gara va ai supplementari, ma poco dopo il difensore sudamericano crolla a terra vittima di una dolorosa f***a: lo staff medico intuisce subito la gravità dell'infortunio (successivamente gli esami strumentali riveleranno uno stiramento muscolare di primo grado), ma i cambi sono già finiti e in caso di forfait il Milan sarebbe costretto a giocare quasi tutti gli extra-time in inferiorità numerica.
Roque Junior decide però di sorprendere tutti: si rimette in piedi vistosamente claudicante e fa cenno all'arbitro di voler rientrare in campo. La bandiera bianca non è ancora alzata.
Il brasiliano resta all'interno del rettangolo di gioco zoppicando e trascinandosi eroicamente con una sola gamba, tra un tocco sbagliato e una marcatura affannosa. I compagni lo cercano il meno possibile, appoggiandosi maggiormente sui colpi di testa e solo quando strettamente necessario. Un eroico tentativo di creare comunque densità e fastidio alla manovra bianconera fino al minuto 120, che decreta la conclusione delle ostilità ai calci di rigore.
25 minuti quasi commoventi per un giocatore che ha stretto i denti fino in fondo, cercando di restare aggrappato a un momento troppo importante, consapevole che difficilmente un'occasione simile si sarebbe presentata nuovamente.
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