19/12/2021
- Un illuminato -
L' "UOMO" JUNG
Jung era un uomo molto bello, affascinante, passionale. Un intellettuale finissimo con una semplicità e una manualità da contadino. Uno sciamano, un guaritore che leggeva nel pensiero, che sapeva adattare le parole e finanche il tono di voce alle esigenze dei diversi pazienti. Un improvvisatore originale, sorretto da studi serissimi, vasti, singolari e che non smise mai di approfondire, aprendosi ai più lontani aspetti della conoscenza, viaggiando dall’Africa all’India, esaminando da antropologo sul campo le tribù primitive, interessandosi alle altre religioni, cercando nell’antica alchimia i segreti dell’essere. Era una forza della natura. Poteva lavorare anche sedici ore al giorno. Alto 1,85, biondo, occhi cerulei, sottile da giovane, robusto nella maturità, fragile da vecchio. Grande sportivo, velista, naturista. Cuoco fantasioso e buongustaio che conosceva i migliori ristoranti, i vini pregiati. Fumatore di p**a e di sigari brasiliani, lettore accanito di gialli (soprattutto Simenon), commosso adoratore di Bach. Nato nel segno del Leone, ascendente Aquario, Venere in Cancro, Luna in Toro e in terza Casa, quella del talento, uno splendido Giove trigono a Saturno, Marte in Sagittario (quanto gli piaceva scherzare col fuoco!), personalità n.1 e n.2 ben rappresentate da due pianeti dominanti, Saturno e Urano… Calcolava lui stesso il Tema Natale ai pazienti per capirli meglio e, insieme a Toni Wolff, si divertì a fare l’oroscopo pure a Freud. Dava a tutti un’impressione di 'rasserenante onestà', di 'meravigliosa naturale semplicità', sentivi che 'ci si poteva affidare a lui' (giudizi di alcuni pazienti).
Il nipote Dieter Baumann, che ha ereditato la casa di Bollingen ed è l’unico della famiglia ad aver seguito le orme del nonno, diventando psichiatra e psicanalista, lo descrive così in un’intervista allo junghiano Augusto Romano: "Era una persona intensa. In lui c’era sempre una forte presenza direi psicofisica. In lui si vedevano sempre le radici. Mia madre parlava certe volte della sua emotività che poteva essere impressionante e fare paura anche ai figli". Dice Baumann: “In Jung l'astratto, le idee, non erano mai separate dall’inmediato, dal concreto, dalle emozioni. Era un uomo molto semplice, un contadino. Mi ha insegnato a va***re, quando ero bambino, durante la guerra, e bisognava piantare le patate. Mi ha anche insegnato a scolpire la pietra. Una volta abbiamo sco1pito insieme un dio pagano. Bisogna metterlo sul davanzale della finestra, è un dio che scaccia le nuvole, un dio del buon tempo... Jung era una persona intensa, perché il suo comportamento, il suo corpo e quello che diceva andavano sempre insieme.Anche quando pensava in astratto, cosa che sapeva fare molto bene, sentivi che era completamente presente anche col corpo, a differenza di certi tipi intellettuali, anche fra noi analisti, che sembrano vivi solo a partire dalla testa e sotto sono completamente rigidi. La sua psicologia era il suo vissuto. Cercava sempre di aderire ai fatti. Ricordo la sua concentrazione, quando era seduto sulla sua poltrona e si discuteva; rifletteva e intanto tirava la p**a o il sigaro, e mentre faceva buio la brace diventava più ardente. Questo era uno dei modi in cuí si manifestava la sua intensità. Ma era anche molto intenso quando si arrabbiava. Poteva essere impresionante. Jung ha affermato di se stesso, in una lettera, che il suo sentimento era un mostro. Noi sappiamo dalle sue ricerche che la funzione inferiore, quella meno sviluppata, la piú arcaica, é mostruosa, eccessiva, violenta. Per esempio, poteva dare dei giudizi di sentimento troppo drastici e generalizzati. Sapeva peró tornare indietro e ristabilire una certa distanza".