Trattoria Ai Cascinari

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Il Sacrificio del Pesce SpadaCome cuoco palermitano e studioso della cucina siciliana, il mio legame con ingredienti com...
02/09/2025

Il Sacrificio del Pesce Spada
Come cuoco palermitano e studioso della cucina siciliana, il mio legame con ingredienti come il pesce spada trascende la semplice preparazione. Insieme a sarde, tonno e baccalà, rappresenta uno dei tre pilastri della mia cucina, un elemento essenziale in innumerevoli ricette, dalla versione "alla ghiotta" tipica di Messina a quella "a sfincione" che appartiene alla mia Palermo.
Ma il pesce spada non è solo un protagonista della nostra tavola; è il custode di storie e riti ancestrali che intrecciano il destino del pescatore a quello del mare. La sua essenza stessa è un concentrato di simbolismo, il cui significato profondo ho appreso nel corso delle mie ricerche.
La mitologia greca ci racconta dei Mirmidoni, i guerrieri devoti ad Achille. Annientati dal dolore per la morte del loro condottiero, scelsero di seguirlo nel suo destino, gettandosi tra le onde. Per loro, un'esistenza senza il proprio eroe era priva di scopo; quel gesto fu l'estremo atto di una fedeltà assoluta. Commossa da tanto amore, la ninfa Teti li trasformò in creature marine, dotandoli di una "spada" a perenne memoria delle loro lance.
Come tributo supremo ed eterno al loro comandante, il loro fato divenne quello di attraversare ogni anno, tra maggio e agosto, lo Stretto di Messina. La loro migrazione non è un semplice ciclo biologico, ma un rito che si rinnova nel tempo, un omaggio che non conosce fine.
Questo legame con il mito lo ritroviamo nella pesca tradizionale, che non è un mestiere, ma un vero e proprio rituale. Il pescatore sulla sua barca chiamata feluca, non getta una rete, ma impugna un arpione, mosso da una consapevolezza profonda. Sa di dover catturare prima la femmina, perché il maschio, in un ultimo atto di amore e sacrificio, non l'abbandonerà, condividendone la tragica sorte.
Una volta issato a bordo, il pescatore più anziano compie un gesto di riverenza solenne: con le dita della mano destra, traccia una croce sulla branchia del pesce, sussurrando una preghiera tramandata da generazioni: "Scusami se ti ho ucciso. So che sei il principe dei mari, ma io di te vivo."
Questo non è solo un atto di perdono, ma il riconoscimento del dono immenso che quella vita rappresenta, offrendoci uno dei cibi più prelibati.
Il compito del pescatore termina in mare; il mio inizia in cucina. Sento la responsabilità, come cuoco e come studioso, di onorare tale sacrificio. Il pesce spada cessa di essere un semplice ingrediente per trasformarsi nell'erede di una tradizione millenaria.
La sua presenza sulle nostre tavole è un invito a meditare sul nostro rapporto con la natura e le sue preziose risorse. È un simbolo che racchiude storia, mito e un legame inscindibile con l'ambiente che ci circonda. E io, attraverso ogni piatto che preparo, ho il privilegio di continuare a narrare questa storia.

Vito

22/08/2025

In vacanza passo "dalla padella alla penna"
mai rilassato 🤣.
LA FROCIA UN PIATTO DA RE
(diamo a Cesare quello che è di Cesare ma non ci avrei scommesso una lira)
La frittata, sia che sia cucinata con pochi o con molti ingredienti, per il palermitano doc è: A FROCIA
La frittata per la sua versatilità, rimane spesso uno di quei piatti che ti fa ti**re un sospiro di sollievo a chi cucina e in particolare a chi di esse un attimo prima angosciata ha pensato: cavolo non ho comprato niente, e ora che faccio ? E nella disperazione più totale apre il frigo quasi vuoto e trova sempre delle uova e gli scarti del pranzo o della cena precedente che non ha voluto buttare nell’organico, non perché combatte lo spreco alimentare ma perché o non è il giorno di buttare l’organico o perché ha paura che possa andare a male e ti impuzzolisca tutta la casa.
Dunque la frocia, in un parallelismo tutto culinario è :
A cucchiaia ri tutti i pignati (il cucchiaio di tutte le pentole), cioè riesce a toglierti dai guai.
Gran parte del mio lavoro da cuoco è stato diviso da una parte dedicata alla ricerca e allo studio e dall’altra con le padelle e con le pentole. Un giorno sfogliando uno di questi testi antichi di cucina e precisamente il liber de coquina, il primo ricettario gastronomico dell’epoca cristiana, scritto nel periodo normanno alla corte di Guglielmo il buono e Federico II;
Libro con ricette ricche di influenze di svariate culture dell’epoca, in particolare arabe, che si divide in 172 ricette, di cui :
43 piatti di verdure e legumi
71 preparazioni di carne
18 ricette di pasticci e uova
26 specialità di mare
14 di ricette complicatissime e alcune impensabili anche
anche per i più grandi chef stellati
alla lettura della sezione pasticci e uova, sobbalzo dalla sedia perché ai miei occhi si presentano le parole froscia, frosa, penso, ma come era possibile, già nel XII secolo l’umile frittata palermitana si chiamasse frocia ed era presente nel menù del re, subito mi metto alla ricerca delle fondamenta di quello che avevo letto come se il liber de coquina non mi bastava, e ogni dubbio mi viene fugato da Senisio che nel suo Declarus, manoscritto/vocabolario del 1348 , è presente la parola frocia = frittata.
Bistrattata, poco considerata, spesso non presente nei libri di cucina, tappabuchi, ecc.… avevo realizzato che la frocia ha origine nobili.
Quel giorno non poteva finire così, senza poche dimostranze convinco mia moglie che quella sera volevo una frocia, e come se non bastasse durante la cena isolandomi con la mente comincio a immaginarmi in una di quelle stanze meravigliose e uniche al mondo del palazzo dei normanni con accanto il re Federico II, e mentre gli facevo i complimenti della bellezza di ciò che aveva realizzato, la voce di mia moglie mi riporta in questo mondo e mi dice : sei pensieroso ma non ti è piaciuta la frittata ? Vedi che tu l’hai voluta, ed io con grande soddisfazione e tutto di un fiato rispondo:
Lilly complimenti hai fatto una frocia da re.

Vito

22/08/2025

Cari amici, anche noi siamo in vacanza 😎, riapriremo a cena, il
3 SETTEMBRE.
Vi raccomandiamo di non mangiare troppo, cercate di perdere più peso possibile, poi ci penseremo noi a rimettervi in forma 😂😂😂😂🥰🥰🥰🥰🤗🤗🤗🤗

23/07/2025

Cerchiamo personale di sala da inizio Settembre, per chiunque fosse interessato ci contatti in privato o al numero della trattoria 0916519804 o al 3881812368

26/08/2024

Cari amici, da oggi andiamo in vacanza anche noi! Ci prendiamo 2 settimane per ricaricare le pile e tornare al meglio e più abbronzati di prima, si spera 🤣. Ci rivediamo giorno 11. Buone vacanze a tutti! Vi aspettiamo a settembre ☺️

28/12/2023

Amici,

Onde evitare qualsiasi inconveniente nella prenotazione dei tavoli, vi chiediamo di non contattarci tramite social ma di chiamarci dal Mercoledì alla Domenica ai seguenti numeri:

0916519804
3881812368

Grazie della collaborazione e auguri 🥰

04/09/2023
22/08/2023

Amici,

tocca anche a noi riposarci, ritorneremo giorno 6 Settembre più carichi di prima!!!

A presto! E buon fine agosto! 🥰

07/03/2023

Cucina gourmet, cucina rivisitata, cucina fusion, cucina contemporanea, e così via. Ma una sana, gustosa, saziante cucina tradizionale, no? È quella che si gode alla Trattoria Ai Cascinari a Palermo, che fa cucina solo tradizionale più che siciliana addirittura palermitana, essenzialmente popolar...

13/11/2022

Premiati alla cerimonia dei negozi storici di Palermo! Un traguardo che tramandiamo dal 1949!

22/08/2022

Amici, da oggi andiamo in vacanza anche noi! Spegniamo i fornelli per poi riaccenderli il 1 Settembre a cena!

A presto! 😊😊

Indirizzo

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Palermo
90138

Telefono

+390916519804

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