30/09/2026
A volte non conosciamo davvero le persone che abbiamo vicino
Come se la distanza ravvicinata sfocasse la visione e ci impedisse di mettere a fuoco i dettagli
Eppure sono proprio quei dettagli a essere rivelatori spesso
Non ci sembrano interessanti? Diamo per scontato di avere tempo per interessarci, fare domande, guardare davvero?
A volte lo sappiamo che stiamo lasciando andare qualcuno senza afferrarlo, a me è successo con mia nonna
Lo sguardo miope era il mio perché da lei non mi sarei potuta aspettare davvero di più, riservata per carattere e generazione, eppure a volte mi chiedo chissà se abbia provato a dire qualcosa di più di quello che ho ascoltato
Agnès Septembre “scopre” sua zia Colette, solo dopo la sua morte, anzi dopo che Colette muore per la seconda volta
E la scopre proprio grazie al dono che riceve dalla zia, 120 cassette, come quelle che ascoltavamo da ragazzine con le canzoni registrate dalla radio e sempre mancanti di un attacco e di un finale
120 cassette in cui Colette racconta di sé e delle persone che hanno attraversato la sua vita e che sono state anche la costellazione involontaria del cielo di Agnés
Le storie di famiglia sono sempre quelle che amo di più
Quel salottino di casa, quella zia che odora un po’ di naftalina, quella nonna silenziosa, quel nonno burbero, quella madre malinconica e un po’ persa nei suoi pensieri chissà quanti segreti straordinari custodiscono.l
Straordinari perché ordinari, forse
Avevo ricevuto in regalo Tatà, di Valerie Perrin qualche Natale fa, e non lo avevo letto
Poi l’ho cercato qualche giorno fa
E mi è caduta tra le mani Agnés Septempre che incontra Antoine Eté e una casa che è un posto nel mondo
È una storia sul racconto. Mi capita un racconto tra le mani proprio mentre io scrivo diari e di una vita ordinaria.
Ho amato tutti i libri della Perrin, ma questo, ve lo giuro, ha un posto speciale tra tutti
Ultimo giorno di Settembre