09/09/2026
24 Agosto 2025 Foresta di Alishan Taiwan.
La grandine aveva deciso di fermarmi, ci avevano provato, pioggia, vento, nebbia, tuoni e fulmini avevo del tè nello zaino ed un nuovo appuntamento. Si erano dovute arrendere alla mia tenacia. Il navigatore diceva che avrei impiegato ancora 1ora e 12 minuti, calcolando l andatura con motorino 1.40 calcolando che volevo godermi il panorama 2 ore. Non avevo però calcolato gli imprevisti. Per quelli dovrebbero creare una vita a parte. Nel mazzo di carte della mia vita attendevo un jolly da tempo, quello con il cappello colorato e il sorrisone a 32 denti.
Seduto per terra nascosto nella foresta di Alishan sotto una tettoia di lamiera di un negozio ormai fallito, in attesa che la grandine possa permettermi di risalire in sella potrei ripensare alla partita appena giocata: Non ho tempo le carte vengono subito servite, grandine, pioggia e un altro tuono tra le mie mani. Sta calando la notte sono preoccupato.
Guardo il cielo e prendo una carta, è il buio, niente qui le carte non si possono contare, non è come il blackjack, nel gioco della vita non si sa nemmeno quanti mazzi ci sono e non si possono calcolare gli imprevisti. Io non me ne sarei aspettati cosi tanti. Non se lo aspettava nemmeno quel mio amico, quando gli hanno detto che sarebbe mancato poco, quella carta generalmente la si trova alla fine del mazzo, per lui purtroppo avevano mischiato troppo velocemente. Nemmeno lei quando gli è uscito un figlio inaspettato. Ascolta prendi un’altra carta: boom una porta chiusa. Sarebbe stato meglio fermarsi, contro il banco si perde sempre.
Poso il mazzo che ho davanti ed estraggo quelle che ho in tasca, le carte che ho già visto: il sorriso di un’anziana signora con cui ho condiviso un tè, gli occhi scuri riflessi sulla teiera, le foglie delle foreste di Alishan, un ragno gigante nella doccia, una rana che mi chiede di attraversare la strada, un tramonto rosso fuoco, una frenata tachicardica.
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