02/03/2023
IL MIO ULTIMO ARTICOLO INCHIESTA PER Telecolor GreenTeam
Dati alla mano, secondo i report del 2022, in Lombardia ci sono circa 12.600 allevamenti.
Nella sola provincia di Cremona ci sono 1.588 allevamenti/aziende zootecniche di cui circa 150 quelle soggette ad Aia, ovvero aziende a forte rischio inquinamento.
Il primato per numero di allevamenti spetta al comune di Castelleone con un totale di 32. Seguono Crema con 23 e Cremona con 20.Il territorio dell’Ats Valpadana rappresenta un comparto veterinario d’eccezione, basti pensare che si allevano 650 mila bovini, il 42% del fabbisogno regionale nonché il 12% di quello nazionale e se ne macellano 265 mila, il 43% del fabbisogno regionale e il 9,5% di quella nazionale. Per quanto riguarda i suini allevati, questi sono circa 2 milioni, ossia la
metà del numero lombardo e un quarto del totale italiano. Sono oltre i 3 milioni e mezzo i capi macellati: il 95% del fabbisogno regionale e il 34% di quello nazionale, inoltre Il latte prodotto nel territorio cremonese e mantovano copre il 44% del fabbisogno regionaleIl dato che interessa il lavoro dell’Ats riguarda il fatto che numeri così alti richiedono una gestione altrettanto onerosa, soprattutto in merito ai controlli necessari a garantire la tutela della salute pubblica.
Nel 2021 nell’Ats Valpadana ci sono stati 299.636 accertamenti diagnostici e 3.333 campionamenti. A causa del Covid e della diffusione dell’aviaria poi, ci sono state pesanti ricadute sulla programmazione e sulle gestione delle attività di controllo e di
campionamento. Un comparto produttivo di così grande impatto e d'eccezione nei numeri, necessiterebbe di strutture di controllo altrettanto d'eccezione e non in affanno perché sottodimensionate o oberate. Nel frattempo il Dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale (DVSAOA) ha dichiarato che nella sola Ats Valpadana, a causa di 30 focolai durante il biennio 2021-2022, sono stati abbattuti 3.685.130 capi di bestiame,
distrutti 540mila kg di uova e 1,8 milioni di kg di mangime.
Mentre il governo olandese fissa l’obiettivo di riduzione del 30% del numero di capi allevati tra le misure che adotterà per dimezzare le emissioni di azoto entro il 2030, in regione Lombardia le linee regionali non bastano ed i singoli cittadini ed i comitati devono spesso lottare da soli per evitare l’insediamento nuovi allevamenti e le autorità di controllo sono in affanno a causa del numero dei capi da monitorare.
Emblematica è la lotta dei cittadini di Schivenoglia (MN), che hanno portato in tribunale le istituzioni che avevano autorizzato l’ampliamento di un allevamento che avrebbe portato a 9, dai 2 attuali, il numero di suini per abitante a livello comunale su base annuale.
Davanti a questi numeri sarà necessario un intervento importante da parte della nuova
giunta regionale in termini di investimenti per aumentare personale a disposizione delle ATS e di ARPA e consentire un aumento di controlli finalizzati alla sicurezza sanitaria e ambientale, e al contempo cambiare rotta in termini di programmazione per ridurre gli impatti della zootecnia intensiva nel territorio cremonese, bresciano e mantovano.