14/10/2020
È soprannominata la città dei 3 senza: il santo senza nome, il prato senza erba e il caffè senza porte. Capiamo il motivo di questo curioso gioco di parole.
Santo senza nome: il santo patrono di Padova è San Antonio ma la Basilica a lui dedicata è nota a tutti semplicemente come la Basilica del santo. Sant’Antonio era un frate francescano di origine portoghese che trascorse gli ultimi anni della sua vita a Padova, dove morì. Era un frate molto amato dai cittadini, in particolare dai ceti meno abbienti. Dal suo arrivo si era infatti impegnato senza sosta per combattere la corruzione e lo strozzinaggio. Nella Basilica eretta in suo onore sono conservate le sue reliquie e ogni anno diventa meta di pellegrinaggio di milioni di fedeli. Padova, è una delle più importanti mete di turismo religioso al mondo ed è anche nota come “Città del Santo” ma, appunto, senza mai necessità di specificarne il nome.
Prato senza erba: si fa riferimento a Prato della Valle, una piazza della estensione di 90mila metri quadrati. La sua ampiezza l’ha fatta entrare di diritto nella classifica delle piazze più grandi d’Europa, seconda solo a Piazza Rossa di Mosca. Un tempo questo era un terreno paludoso, bonificato e riqualificato dal podestà Andrea Memmo. L’attuale nome Prato della Valle deriva dal toponimo Pratum, ovvero un ampio spazio usato a scopi commerciali, come il mercato di bovini e animali di grossa taglia. Uno spazio che poteva essere erboso ma non era il caso di Prato della Valle.
Caffè senza porte: lo storico Caffè Pedrocchi, realizzato nell’800 dall’architetto Giuseppe Japelli, divenne un rinomato luogo di incontro per accademici, intellettuali e uomini politici, anche di fama internazionale. Il caffè era noto come “il caffè senza porte” proprio perché aperto sia di giorno che di notte. Solamente nel 1916 iniziò a chiudere la sera; si temeva che le luci del locale potessero fornire agli austriaci, che stavano assediando e bombardando la città, importanti punti di riferimento.