19/05/2026
I e r i, ✨
Lunedì 18 Maggio,
ospite al Consorzio del Torchiato di Fregona
ho avuto la sensazione
di entrare dentro qualcosa
che non ha fretta di farsi capire…
Ho scoperto un vino che
non si racconta: si conquista.
Nasce da uve autoctone come
Verdiso, Boschera e Glera,
che qui non sono solo varietà,
ma memoria viva di
queste colline del
Trevigiano.
Poi c’è il tempo, ⏳
che è il vero protagonista.
Dopo la raccolta,
i grappoli vengono lasciati ad appassire per mesi, lentamente, fino a trasformarsi.
E quando tutto sembra immobile, arriva l’inverno e la torchiatura:
un gesto antico, quasi rituale,
che dà il nome al vino,
Da lì inizia un percorso lungo, silenzioso, fatto di attesa e trasformazione.
Non c’è fretta, non ci sono scorciatoie.
Solo il tempo che lavora.
È una delle DOCG più piccole e meno produttive d’Italia, e forse proprio per questo ha qualcosa di raro,
quasi prezioso da custodire.
Una giornata dove,
non ho solo scoperto un vino.
Ho capito cosa significa davvero lasciare che il tempo faccia il suo lavoro...
anche quando vuol dire investire tanto, aspettare ancora di più, e soprattutto resistere. 🎩✨
🇮🇹