22/02/2025
Ieri ho colpevolmente marcato visita per il compleanno di Roberto Baggio, oggi, scusandomi per il ritardo, faccio gli auguri ad uno dei miei idoli di sempre riproponendo questo vecchio post.
Auguri al Divin Codino, perché se ami il calcio ami Roby al di là di ogni colore.
Road to Napoli – Fiorentina…quando Baggio mi rapì il cuore.... di Mario Ferbo
Se dici Fiorentina pensi sicuramente al 10 maggio 1987.
Ma se sei stato un bambino a Napoli negli anni 80 hai vissuto e respirato Maradona ogni giorno, ogni ora, in ogni dove.
Ed allora capita che in una soleggiata domenica settembrina tuo padre decida di renderti felice e di portarti a vedere Maradona nel suo tempio, nella sua casa.
E capita che la delusione sia forte quando, entrati gli azzurri in campo, ricerchi quella zazzera riccia e la trovi tra i panchinari con indosso una maglia con un triste numero 16.
E capita che, nel modo più impensabile, incomprensibile, improbabile, quel pomeriggio ci sia in campo un altro numero 10, in maglia bianca, che ti rapisce il cuore, che disegna calcio, che segna un gol che è pura poesia.
Quel numero 10 era Roberto Baggio e quel pomeriggio mi fece innamorare.
Fu passione pura, un’esplosione di gioia, un gol di quelli che Pasolini avrebbe amato…anche se all’epoca manco sapevo chi fosse Pasolini.
In campo c’erano Alemao, Careca, Carnevale, c’erano i nomi che ascoltavo ogni domenica alla radio ed i volti che vedevo a 90° minuto mentre Necco salutava “il Collega da Milano”, ma per 45 minuti, per me ci fu solo quel ragazzetto smilzo che quell’anno avrebbe trascinato la Fiorentina alla finale di UEFA e che in quel primo tempo regalò magia e ci fece vedere i sorci verdi.
Il resto è storia.
Dopo l’intervallo Lui entrò in campo, battè le mani per svegliare i compagni, ruppe l’incantesimo dei perfidi fiorentini e giusto per dargli un po’ di vantaggio decise di sbagliare un rigore (sì, Maradona poteva sbagliare solo intenzionalmente).
Alla fine regalò un pallone al bacio per la capa del più improbabile dei goleador - Giancarlo Corradini da Sassuolo che in 173 partite al Napoli avrebbe segnato la bellezza di due gol - e ribaltò la partita regalandoci un pomeriggio che fu preludio allo scudetto numero 2.
Quel pomeriggio, però, in casa di D10S, Baggio dimostrò che in lui c’era una grandezza che mi avrebbe accompagnato per sempre nel mio personale romanzo calcistico.
MF