20/08/2026
Si stima che nel 2025 le alte temperature abbiano provocato 16500 morti nelle città europee. In Italia 4500.🌡🥵
📉L'impatto anche di piccole zone verdi garantisce una riduzione di temperatura di circa 3,5°C rispetto al dato medio.
🌇Le città sono roventi: le superfici specchianti dei vetri e dell’acciaio degli edifici più moderni rilanciano una luce accecante e amplificano l’afa. I materiali inerti che hanno invaso ogni angolo sono accumulatori di calore che lo assorbono e rilasciano ogni ora del giorno e della notte. I condizionatori attivi senza sosta, in migliaia e migliaia di appartamenti e uffici, rinfrescano gli interni – dei privati che possono permetterselo, perché la crisi climatica è elitaria - espellendo il caldo all’esterno - pubblico -, col risultato di funzionare da riscaldamento ambientale gratuito nelle strade e nelle piazze.
🌳È ormai condivisa e celebre la regola del 3/30/300: almeno 3 alberi visibili da ogni casa, scuola o luogo di lavoro. Almeno il 30% di copertura arborea in ogni quartiere. Massimo 300 metri di distanza tra l’abitazione e il primo spazio verde pubblico.
Si chiamano soluzioni basate sulla natura che possono contribuire a realizzare gli obiettivi della nuova Legge europea per il Ripristino della Natura, che impone di raggiungere almeno il 10% di copertura arborea nelle aree urbane entro il 2030.
«Un tiglio generoso, tenace e sfrontato, e mille tigli, platani, sicomoro e altri alberi in città, insieme a piccoli parchi disseminati ovunque, a corridoi verdi, giardini, tetti inerbiti, orti comunitari, pergolati, possono rendere la città un luogo adatto alla vita.
La natura può far sopravvivere gli esseri umani in città e magari farli vivere addirittura dignitosamente. Se non renderli felici.
Mi commuovo, o forse è sudore degli occhi» Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.
📰Leggi l'articolo completo pubblicato su Il Fatto Quotidiano a firma della presidente di Slow Food: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/12/in-citta-asserragliati-dal-caldo-rovente-ma-un-tiglio-ci-salvera-la-rubrica-slow-food/8476926/