Wooding

Wooding wood*ing wil food lab è un laboratorio di ricerca sull'utilizzo del cibo selvatico per la nutrizione umana.

wood*ing – wild food lab è un laboratorio di ricerca e sperimentazione sull’utilizzo del cibo
selvatico per l’alimentazione e la nutrizione umana. Studiamo, raccogliamo, cataloghiamo,
analizziamo, e sperimentiamo vegetali selvatici o parti di essi ritenuti commestibili e adatti all’uso
umano, il loro utilizzo, l’elaborazione di prodotti, e la loro conservazione. Il cibo selvatico,
disponibile nei

nostri ecosistemi, è un'importante risorsa alimentare e culturale esistente a impatto
quasi nullo sul pianeta. Questo concetto è facile da dimenticare, abituati a procacciare ciò che mangiamo dagli scaffali di
un supermercato o dal menù di un ristorante dove la disponibilità è immediata e priva di sforzi
produttivi apparenti. Conoscere la possibilità di utilizzare cibo ad origine spontanea, ci spinge ad
approfondire la conoscenza e lo studio del mondo vegetale, delle piante disponibili e del loro uso,
avvicinandoci all’etnobotanica e a comprendere il modo complesso con cui il cibo è legato alla
nostra esistenza, alla salute del pianeta terra e dei suoi equilibri. Svolgiamo le nostre ricerche con estrema attenzione e rispetto verso gli ecosistemi in cerca di una
POSSIBILE e VERA sostenibilità alimentare che va oltre al bio, aoltre al km zero e che coniuga,
nel suo delinearsi, l’identità culturale dei luoghi e dei tempi passati e presenti, la nostra storia
sociale, l’importanza della biodiversità naturale spontanea del nostro paese e delle antiche
tradizioni legate alla nostra cultura. La raccolta di piante, frutti, semi, radici spontanee, la ricerca delle tecniche artigianali
gastronomiche del passato, la biodiversità delle nostre colture antiche genera, proseguendo la
ricerca, un database di materiale genetico autoctono, di organismi, di pratiche culturali, di idee
infinito ma che è in grado, nel contempo, di mantenere la nostra identità nella sua forma più
robusta e autentica e di aprirci, nella sua ricchezza, la possibilità di sperimentazioni culinarie di alto
livello contemporaneo veicolando un chiaro intento di salvaguardia ambientale. Il nostro team è composto da professionisti di diversi settori ed i servizi che offriamo sono:
• ricerca
• consulenza
• elaborazione di nuovi prodotti innovativi a basso impatto ambientale per aziende
• academy per formazione professionale
• seminari e conferenze
• corsi amatoriali e divulgativi
• menù degustazione, catering

Girare la serie Wild Food of the World ci ha fatto una cosa semplice e gigantesca insieme: ci ha fatto girare il mondo d...
30/12/2025

Girare la serie Wild Food of the World ci ha fatto una cosa semplice e gigantesca insieme: ci ha fatto girare il mondo davvero. Chilometri, fusi orari, neve e polvere, mercati e foreste, cucine improvvisate e tavole che sembrano altari. Ma soprattutto persone.

Ogni episodio è stato un viaggio fuori e dentro: imparare a guardare meglio, ascoltare di più, capire che il cibo non è mai solo cibo. È territorio, memoria, resilienza. È il modo in cui una comunità tiene insieme il presente, anche quando tutto cambia.

In mezzo a paesaggi che ti fanno sentire piccolo, abbiamo capito una cosa che non dimenticheremo: il pianeta non è un’idea astratta. È fatto di gesti concreti, di cura quotidiana, di saperi che resistono, di biodiversità che non chiede moda ma rispetto.

E sì: ci ha fatto crescere. Come autori, come esseri umani, come squadra. Perché quando vedi quanta intelligenza e quanta bellezza esistono ancora nei luoghi più lontani e nelle vite più essenziali, ti torna addosso una speranza lucida: possiamo farcela. Non con le parole, ma con le scelte.

Wild Food of the World è stato il nostro modo di dire grazie al mondo. E di ricordarci che vale la pena difenderlo, un morso alla volta.

Sostenibilità Viaggio Storytelling PlanetHope WildFood

Valeria ha cucinato per  con .canella e  per una cena dal titolo “selvatico di oggi, civile di domani”.
19/10/2024

Valeria ha cucinato per con .canella e per una cena dal titolo “selvatico di oggi, civile di domani”.

A dominare il panorama della Valmalenco, con la sua presenza imponente e maestosa, è il Monte Disgrazia. Con i suoi 3.67...
06/07/2024

A dominare il panorama della Valmalenco, con la sua presenza imponente e maestosa, è il Monte Disgrazia. Con i suoi 3.678 metri di altezza, è una delle cime più alte delle Alpi Centrali e un sogno per ogni alpinista.

Il nome “Disgrazia” potrebbe sembrare inusuale per una montagna così bella, ma deriva da antiche leggende locali che raccontano di difficoltà e pericoli legati alla sua scalata. Tuttavia, per chi ha il coraggio e la determinazione di affrontarla, il Monte Disgrazia offre un’esperienza indimenticabile, fatta di sfide e conquiste.

Le sue pareti scoscese e i suoi ghiacciai attraggono alpinisti da tutto il mondo. Le ascensioni, che richiedono tecnica e preparazione, sono premiate da panorami spettacolari che spaziano dalle cime innevate delle Alpi fino alle pianure sottostanti. La vista dalla vetta, con il sole che sorge o tramonta dietro le montagne, è un’immagine che rimane impressa per sempre nella memoria.

“Affrontare in gruppo le meraviglie della natura è come tessere una tela sacra, ogni individuo un filo, ogni esperienza ...
05/07/2024

“Affrontare in gruppo le meraviglie della natura è come tessere una tela sacra, ogni individuo un filo, ogni esperienza condivisa un intreccio che si rafforza e si colora con la luce della collaborazione e dell’unione. Immagina una tribù che cammina insieme attraverso una foresta antica, dove gli alberi, giganti silenziosi, raccontano storie di epoche passate attraverso il fruscio delle foglie e il canto degli uccelli. In questo contesto, l’esperienza collettiva diventa un rito, una danza sacra in cui ogni passo è un atto di comunione con la terra e con gli altri.

Il gruppo, come un cerchio sacro, offre protezione e potere. Ogni membro contribuisce con la propria energia, conoscenza e spirito, creando un mosaico di saggezza e forza che supera la somma delle singole parti. Quando una persona vacilla, il cerchio la sostiene; quando qualcuno scopre una nuova meraviglia, tutti ne partecipano. È come se la natura stessa si rivelasse più generosamente quando è osservata attraverso gli occhi di molti, come un’alba che sorge non solo per un osservatore solitario, ma per un’intera comunità raccolta in preghiera e meraviglia.

In questo pellegrinaggio condiviso, la natura diventa un tempio senza mura, un luogo dove la spiritualità si intreccia con la realtà tangibile. Le montagne, con la loro maestosità, diventano cattedrali di roccia; i fiumi, serpenti lucenti che portano le benedizioni della terra. Ogni sosta è un altare dove si celebra la sacralità della vita e dell’universo. Il gruppo, con i suoi legami intessuti di esperienze comuni, diventa una tribù sacra, un’entità collettiva che vive e respira in armonia con l’ambiente circostante”.

Living in the Wild

Lo SCOBY (Symbiotic Culture Of Bacteria and Yeast) è una coltura simbiotica di batteri e lieviti che viene utilizzata pe...
22/05/2024

Lo SCOBY (Symbiotic Culture Of Bacteria and Yeast) è una coltura simbiotica di batteri e lieviti che viene utilizzata per fermentare il tè zuccherato e produrre il kombucha.

È formato prevalentemente da Batteri Acetici. Questi batteri convertono l’alcool prodotto dai lieviti in acido acetico, conferendo al kombucha il suo caratteristico sapore acido e leggermente aspro. I batteri acetici più comuni nel kombucha sono del genere Acetobacter. Inoltre lo scoby è composto da Lieviti che fermentano gli zuccheri presenti nel tè, producendo alcool e anidride carbonica. I lieviti più comuni includono Saccharomyces, Zygosaccharomyces, e Brettanomyces. Inoltre vi sono i Batteri Lattici come i Lactobacillus che anche se meno predominanti possono essere presenti e contribuiscono alla produzione di acido lattico. Inoltre Lo SCOBY stesso è una matrice gelatinosa composta principalmente da cellulosa prodotta dai batteri, che fornisce una struttura di supporto per la coltura di microrganismi.

Dal punto di vista biologico, la schiusa dei fiori in risposta al sole è principalmente un processo regolato dall’orolog...
17/05/2024

Dal punto di vista biologico, la schiusa dei fiori in risposta al sole è principalmente un processo regolato dall’orologio circadiano della pianta e dai fotorecettori che rispondono alla luce. La luce del sole stimola la produzione di fitormoni come l’auxina, che induce la crescita e l’apertura dei petali. Questo processo ottimizza la disponibilità di risorse per la fotosintesi e aumenta le probabilità di impollinazione, poiché molti insetti impollinatori sono diurni e attivi durante le ore di luce.

I vegetali selvatici sono predecessori di quelli coltivati. Come siamo arrivati ai vegetali coltivati e perché, se into...
07/05/2024

I vegetali selvatici sono predecessori di quelli coltivati. Come siamo arrivati ai vegetali coltivati e perché, se intorno a noi c’è così tanto cibo disponibile? La selezione dei semi compiuta dall’uomo nei secoli ha portato a ottenere dei vegetali che hanno caratteristiche diverse da quelli selvatici, volte a facilitarne il consumo e la vendita: le piante coltivate hanno frutti e foglie più grandi, che possono essere raccolti e conservati più facilmente; sono più produttive o producono solo in certi periodi dell’anno; hanno frutti più belli e attraenti, e possono essere gestite nei sistemi di agricoltura intensiva ed estensiva.
Durante questa selezione, attenta agli aspetti economici del sistema del cibo, ci siamo però dimenticati di mantenere intatte le molte proprietà dei cibi selvatici, sia dal punto di vista organolettico sia rispetto ai principi attivi e ai nutrienti. Per esempio, molto spesso ci accorgiamo di quanto sia intenso il sapore dei vegetali selvatici. Avete mai provato una Daucus carota? La carota selvatica, o meglio la radice a fittone di questa pianta, è di colore bianco (questo vegetale è stato reso arancione per onorare la dinastia olandese degli Orange) ed è molto più piccola e sottile, con una forma irregolare e meno attraente esteticamente; ha un sapore così forte da sembrare quasi ostile, abituati come siamo a quello delle carote acquistate al supermercato, che sanno di acqua zuccherata con un leggero profumo di carota e niente di più. Allo stesso modo, le fragole selvatiche sono più piccole, più bruttine, sono più morbide e si schiacciano facilmente, ma che esperienza appagante è assaporarne una appena colta, inebriante nel gusto e nel profumo?

La Rafflesia è un fiore che appartiene alla famiglia delle Rafflesiaceae. Ciò che la rende straordinaria è la sua dimens...
24/04/2024

La Rafflesia è un fiore che appartiene alla famiglia delle Rafflesiaceae. Ciò che la rende straordinaria è la sua dimensione imponente e il suo ciclo di vita unico. La Rafflesia non possiede foglie, steli o radici, ma è un parassita che si nutre dei nutrienti di una pianta ospite. Il suo fiore può raggiungere dimensioni enormi, fino a un metro di diametro, rendendola il fiore più grande del mondo. Inoltre, emette un odore sgradevole simile a carne marcia per attirare gli insetti impollinatori. Questa strategia, sebbene poco attraente per gli esseri umani, è vitale per la sopravvivenza della pianta. La sua ecologia unica e la sua struttura insolita la rendono un soggetto affascinante per lo studio scientifico e la conservazione della biodiversità.










Siamo in missione nella splendida Mongolia per studiare il rapporto tra popolazioni nomadi e cibo selvatico raccolto e c...
14/03/2024

Siamo in missione nella splendida Mongolia per studiare il rapporto tra popolazioni nomadi e cibo selvatico raccolto e cucinato con metodi e tecniche tradizionali antiche di migliaia di anni. Stay tuned!

🇲🇳

Le illustrazioni botaniche hanno una lunga storia che risale a migliaia di anni fa. Tuttavia, il loro sviluppo significa...
04/03/2024

Le illustrazioni botaniche hanno una lunga storia che risale a migliaia di anni fa. Tuttavia, il loro sviluppo significativo si è verificato nel Rinascimento europeo, quando gli artisti cominciarono a rappresentare accuratamente le piante per scopi scientifici e decorativi. Un esempio famoso è il “Herbarium” di Leonhart Fuchs del 1542, che contiene dettagliate illustrazioni di piante accompagnate da descrizioni scientifiche. Nel corso dei secoli successivi, artisti come Maria Sibylla Merian e Pierre-Joseph Redouté hanno contribuito ad arricchire il genere con le loro opere distintive.

Nel corso del XIX e del XX secolo, le illustrazioni botaniche sono diventate sempre più importanti per la classificazione scientifica delle piante e per la documentazione della biodiversità. Artisti come Ernst Haeckel hanno prodotto opere dettagliate che hanno contribuito alla comprensione della morfologia e della diversità delle specie.

Immagine: Plantago di Leonhart Fuchs (1542)

Wild recipe - Febbraio RIBOLLITA DI PRIME ORTICHEIngredienti• 100 g di fagioli secchi • 1 carota• 2 patate grandi• 1 cip...
23/02/2024

Wild recipe - Febbraio
RIBOLLITA DI PRIME ORTICHE

Ingredienti

• 100 g di fagioli secchi
• 1 carota
• 2 patate grandi
• 1 cipolla
• 400 g di ortiche pulite
• 200 g di fagioli in scatola
• 20 fette sottili di pane toscano
• 100 g di olio evo
• Sale q.b.
• Pepe q.b.

preparazione e tempo di cottura: 3 ore • porzioni: 4

1 Mettere a bagno i fagioli secchi in abbondante acqua per 8 ore.

2 Tagliare a piccoli tocchetti le verdure pelate e unirle ai fagioli scolati in 1,5 l di acqua, salando, pepando e aggiungendo un goccio d’olio; far bollire dolcemente per 2 ore.

3 Aggiungere il contenuto frullato di una lattina di fagioli in scatola e far cuocere ancora per 20 minuti.

4 Stendere in una teglia uno strato di fette di pane, poi uno strato di ribollita, un altro di pane e uno di ribollita fino a terminare gli ingredienti.

5 Far riposare per qualche ora, quindi saltare la ribollita in padella per far abbru- stolire il fondo e servire in piatti piani cospargendo con abbondante olio a crudo.

Nives Meroi, la leggendaria alpinista italiana, ha scalato le vette più alte del mondo senza l’ausilio di ossigeno suppl...
13/02/2024

Nives Meroi, la leggendaria alpinista italiana, ha scalato le vette più alte del mondo senza l’ausilio di ossigeno supplementare, dimostrando che la determinazione e la passione possono spingere i confini umani oltre ogni limite. La sua storia è un’ispirazione per tutti coloro che sognano di superare le proprie sfide personali, di affrontare le montagne della vita con coraggio e perseveranza.

Da quando ha scalato la sua prima montagna all’età di 20 anni, Nives ha continuato a sfidare se stessa e la natura, conquistando le vette più impegnative e remote del pianeta. Il suo percorso è stato caratterizzato da sacrifici, momenti di paura e di gioia indescrivibile, ma in ogni passo ha trovato la forza di andare avanti, ispirando milioni di persone in tutto il mondo.

Oggi celebriamo il coraggio e la determinazione di Nives Meroi, un vero esempio di resilienza e determinazione. Le sue imprese sono un monito per tutti noi: non importa quanto difficile possa sembrare la salita, con impegno e determinazione possiamo raggiungere qualsiasi obiettivo.

Indirizzo

Viale Mulini Asciutti 4
Monza
20900

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