28/07/2026
LA STORIA DI GIANNI:
Erano 15 mq ma c'erano tutti i loro risparmi.
Nessun dipendente, solo lui e mia madre.
Io e mio fratello, un ragazzo Down.
E i miei nonni che ci incitavano ad inseguire i nostri sogni.
Ogni pomeriggio, dalle 16,00 alle 04,00 del mattino, 365 giorni l'anno.
Si, compreso Natale, Pasqua, e qualsiasi altra festa esistente.
Lui, professore di Musica, con già una vita formata, una casa, un lavoro stabile, una piccola band di musicisti e le serate musicali che amava fare.
Mia Madre, donna bellissima, con un carattere d'acciaio, 2 figli, di cui appunto uno con la sindrome di Down, diventato poi campione del mondo nella sua categoria nuoto 100 a farfalla.
Partivano da un sogno, quello di tornare nella sua Montesilvano, città di origine di mio padre.
Allora lasciarono tutta la loro comoda situazione in Belgio, paese dove mio padre era emigrato da piccolino con i suoi genitori, perché l'Italia della guerra/dopoguerra non garantiva neppure il mangiare quotidiano.
(Mio nonno, Ronco Nicola, decise di portare tutta la famiglia li, lavorando nelle miniere, e facendo studiare i suoi figli.)
Li conobbe mia Madre.
Ma ripartono entrambi da zero, nel 1976 con una roulotte portata dal Belgio, con l'intenzione di vendere Patatine fritte e Panini, a Montesilvano, la sua città.
Molti gli hanno chiesto se all'epoca non provassero vergogna per il lavoro in una umile roulotte.
Perché all'epoca lo StreetFood come lo conoscete oggi non esisteva ancora in Italia.
Non c'erano le leggi a tutela, le licenze specifiche, i prestiti per questa categoria.
Non c'era nulla.
In banca non ti consideravano proprio.
E noi, figli e nipoti, continuiamo il loro sogno ❤️
Solo lui e mia madre contro ogni logica, contro il desiderio di ritornare in Belgio e non farsi più trattare male perché semplicemente lavoravano in una roulotte.
Oggi si chiamano Truck food, e hanno addirittura manifestazioni e giornate indette a loro.
Ma allora non era esattamente cosi...
Ma hanno tenuto duro, contro tutto e tutti, e oggi, finalmente possono dire di aver creato qualcosa di bello, qualcosa che tutti apprezzano e ricercano.
Loro sono: Giovanni(detto Gianni!) mio fratello Dominique, e Michelle