09/08/2026
No, non mi piego. Ho saputo che al Senato della Repubblica, oggi, mentre era in corso l’audizione del ministro Musumeci, circa l’emergenza bradisismo nei Campi Flegrei, un senatore di Fratelli d’Italia, anziché dirci cosa faranno per affrontare i danni causati dalle scosse, ha ritenuto più opportuno attaccare me ed i cittadini che protestano.
È un fatto incredibile, ma vero.
Ha detto che fomento la gente che protesta. Ha detto che sono mosso da “livore immorale”. Ne prendo atto. Così, da oggi, ho imparato che abbracciare un cittadino dei Campi Flegrei esasperato perché non ha acqua a casa da 4 giorni, o perché è stato sgomberato, è “immorale”. Anzi, sempre a suo dire: è un’azione “misera”. Annoto. Ed annoti anche lei, sign. senatore.
Perché vorrà dire che sarò sempre più “misero” e sempre più “immorale”. Perché mi troverà sempre più al fianco di questo nostro popolo flegreo che soffre.
Ma non è finita qui.
Prendo atto che, sempre a detta dello stesso senatore della maggioranza di centrodestra, la gente che protesta in questi giorni a Pozzuoli è spinta a contestare da “agitatori dediti all’illecito”. Una roba surreale.
Egregio sign. senatore, mi ascolti bene. Non perda tempo a parlare di me. Io non sono nessuno. Sono un sindaco con i capelli lunghi. Voi, invece, siete stati chiamati a governare questa nazione. Finché è vostro dovere farlo, fatelo. Fate lo Stato. Agite da Governo Nazionale. E trattate Pozzuoli, Bacoli, Napoli, Monte di Procida, Quarto e tutta l’area flegrea con il rispetto dovuto. Trattate questa emergenza costante come quelle che avvengono nel Nord Italia. Perche qui non vogliamo la vostra elemosina. Qui pretendiamo i nostri sacrosanti diritti. Senza sconti.
E lo sappia bene, sign. senatore. Qui non ci sono delinquenti. Ma donne, uomini e bambini in ginocchio. Per le scosse, in primis. E per le promesse non mantenute.
Ah, un’ultima cosa sign. senatore. Oggi, urlando a squarciagola al Senato, mi ha anche accusato perché, nelle sedi istituzionali, dialogo con il Governo. Mentre pubblicamente lo attacco. Ebbene, sign. senatore, abbia pazienza. Dialogare tra istituzioni è un dovere che mi impone il ruolo che ho l’onore di ricoprire. Ma non confondete mai il rispetto istituzionale con il servilismo. Forse siete abituati male. Perché, ascoltando i sindaci, non state compiendo alcuna gentile concessione. Nessun piacere. State facendo solo il vostro dovere.
Io faccio il sindaco e difendo la mia comunità. E, da flegreo, lotto per questa terra. Faccio e farò la mia parte. Con ogni energia che ho in corpo. Non ho però l’abitudine di piegarmi, mai. Insieme a questa comunità sofferente, manterremo sempre la schiena dritta. Se lo ricordi bene, sign. senatore: sempre.
Qui, cadiamo e ci rialziamo.
In ginocchio, non ci sappiamo stare.