04/07/2026
“Delle 100 partite da CT questa è quella che mi ha segnato di più”, ha detto Scaloni a fina partita.
Stanotte l’Argentina è riuscita a vincere e ottenere il passaggio al turno successivo come da pronostici, ma mentre molti pensavano che l’avrebbero chiusa facilmente entro i 90 minuti abbastanza agilmente, Capo Verde non ha mollato il colpo fino all’ultimo.
Anzi, dire che non ha mollato il colpo fino all’ultimo, per una squadra che ha fermato tutte e tre le squadre incontrate ai gironi -tra cui Spagna e Uruguay- sembra quasi irrispettoso.
Il gol da Puskas di Cabral al 103’ dei supplementari racchiude un po’ tutto ciò che è stato il cammino di Capo Verde in questi Mondiali.
Una storia incredibile, di quelle che solo il calcio sa regalare e che onestamente non vedevamo da un po’.
La riprova del fatto che in campo si scende sempre e solo in 11 contro 11, e la riprova del fatto che la fotta, in questo gioco, è un elemento troppo importante.
A fine partita i calciatori si sono lasciati cadere a terra finendo in un pianto inconsolabile, ma quello che più di tutti mi è piaciuto è stato Vozinha: è andato a prendere i suoi compagni uno ad uno, li ha aiutati ad alzarsi e gli ha detto che non c’era proprio un c***o per cui piangere.
Capo Verde è venuto a giocarsi questo Mondiale senza aspettative, e ne va da squadra che ha regalato al globo intero una delle storie sportive più belle degli ultimi anni.