12/05/2026
Prima di diventare Zorro, era figlio di due emigrati siciliani partiti da Messina con pochi soldi e il desiderio di costruirsi una nuova vita negli Stati Uniti.
Il 14 gennaio 1924, a New York, nacque Armando Joseph Catalano. In casa si parlava italiano. Suo padre Attilio e sua madre Clara facevano parte di quella generazione di famiglie arrivate dalla Sicilia all’inizio del Novecento in cerca di lavoro e stabilità.
Quelle origini non passarono mai in secondo piano.
Armando crebbe a Manhattan in un ambiente semplice, tra dialetto, tradizioni italiane e sacrifici quotidiani. Era alto, atletico e aveva una presenza che si notava subito. Studiò matematica all’università, poi iniziò a lavorare come modello grazie al fisico imponente e ai lineamenti considerati perfetti per il cinema dell’epoca.
Hollywood si accorse presto del suo talento.
Negli anni Cinquanta entrò nel mondo della televisione e del cinema americano. Fu in quel periodo che cambiò nome in Guy Williams, una scelta comune per molti attori figli di immigrati che cercavano spazio nell’industria cinematografica americana.
Poi arrivò il ruolo che avrebbe cambiato la sua vita.
Nel 1957 la Disney stava preparando una serie televisiva dedicata a Zorro e cercava un volto capace di unire eleganza, ironia e presenza scenica. Guy Williams ottenne la parte di Don Diego de la Vega.
La serie diventò un enorme successo.
Il mantello nero, la spada e il celebre gesto con cui tracciava la “Z” entrarono rapidamente nell’immaginario di milioni di spettatori. Per molte persone, ancora oggi, il volto di Zorro resta il suo.
Ma lontano dal set continuava a sentirsi Armando Catalano.
Non nascose mai le sue radici italiane. Nelle interviste parlava spesso della famiglia, della lingua ascoltata da bambino e del percorso fatto dai suoi genitori partendo dalla Sicilia per arrivare negli Stati Uniti.
Da quel momento la sua carriera continuò.
Negli anni Sessanta interpretò anche il professor John Robinson nella serie Lost in Space, raggiungendo un pubblico ancora più vasto. Ma nessun ruolo riuscì davvero a superare l’immagine di Zorro.
Negli ultimi anni della sua vita si trasferì in Argentina, dove accadde qualcosa di particolare.
La serie di Zorro era stata trasmessa per anni e il pubblico argentino continuava ad adorarlo. Guy Williams trovò lì un affetto quasi inatteso. Veniva riconosciuto per strada, invitato in televisione e accolto come una figura familiare.
Quando morì, nel 1989, a Buenos Aires, migliaia di persone parteciparono al funerale.
Un attore nato a New York da una famiglia siciliana era diventato un simbolo popolare dall’altra parte del mondo.
La maschera di Zorro serviva a nascondere il personaggio. Le sue origini, invece, non le nascose mai.
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