21/08/2017
È strano, ma ognuno di noi nella propria vita tocca un apice. Una volta raggiunto, non può che scendere. Nessuno però sa dove sia il proprio apice. La linea di confine può presentarsi all'improvviso, quando si crede di essere ancora al sicuro. Nessuno lo sa. Alcuni possono raggiungere quel culmine a dodici anni. Da quel momento in poi la loro vita scorrerà nel più monotono tran tran. Alcuni continuano a salire fino alla morte. C'è chi muore nel suo massimo splendore. Molti poeti e musicisti hanno vissuto in modo febbrile e sono morti a trent'anni per aver bruciato traguardi troppo in fretta. Picasso a ottant'anni passati realizzava ancora quadri pieni di vigore, ed è morto serenamente senza sperimentare il declino. È impossibile conoscere il proprio destino senza averlo percorso fino in fondo.
Io per esempio, mi ritrovo sempre con la sensazione di aver toccato l'apice la sera prima di traslocare da Romolo in Corso Lodi. Stavo distribuendo l'Anduja a Pavesi e Cucci mentre Loca e Pier cercavano di colmare la mia ignoranza musicale attraverso la musica di Gue Pequeno e la Dark Polo Gang. Ad un certo punto la Signora Villani suonò il campanello di casa.
" Ci risiamo! Chissà cosa avrò combinato" pensai in un primo momento. Quando aprii la porta, mi ritrovai a faccia a faccia con lei e al posto di farmi la solita ramanzina, scoppiò in un inatteso pianto liberatorio e mi abbracciò intensamente. In quel lungo, commovente e silenzioso momento, entrambi eravamo consapevoli che dopo quella serata, non ci saremmo mai più rivisti.
Ecco, credo di aver raggiunto il mio apice in quel preciso momento...
(Francesco Dominelli, 2017)