17/08/2013
Resistere non serve a niente" Walter Siti. Rizzoli
Ripresa la lettura, finalmente,
incontro la scrittura di Walter Siti, nel suo Premio Strega 2013: "resistere non serve a niente".
Il romanzo apre con uno stretto zoom dedicato alla difficile giovinezza di Tommaso, il protagonista, andando, nel percorso della vita di quest'uomo, ad inserire forme ed immagini, parole, mostri che si compongono mano a mano che le pagine scorrono, verità che prendono forma, lasciando una fotografia lucida e trasparente del nostro circondario.
Le strette connessioni tra politica, mafia e finanza, intrighi mondiali, offrono al lettore un'apertura sempre più ampia dell'obiettivo, dandomi la sensazione di ritrovarmi, col libro in mano, posizionato su di un altro pianeta, distaccato, a guardare la grandezza della natura e delle piccole cose, scorrendo delle meschinità a cui è ridotto l'uomo, succube dell'intreccio tra soldi e potere, non più padrone di sè stesso.
Raccapricciante, nel finale, punta dell'iceberg e indice del valore di depravazione pendente dal quattrino, il donarsi di una bimba dodicenne per la difesa dell'azienda del padre accondiscendente.
Porto qui delle righe per la descrizione del tema dominante del romanzo e per offrire una traccia della scrittura di Siti:
" La nuova criminalità finanziario eccentrica si muove su di un piano sfalsato rispetto a quella dell'affrontamento aperto e del sopruso, su un'altra lunghezza d'onda e quasi si potrebbe dire in un'altra dimensione.
Non ha il gusto dello scannare gli animali a mani n**e, di vedere il commerciante o il piccolo imprenditore tremebondi sotto la mazza da baseball; non ha bisogno dei suoi uomini in Parlamento, untuosi e intenti a mascherare il terrore sotto una dignità formale, venata di sentimentalismo e autoironia. Gradisce piuttosto gli animali che si credono liberi e corrono verso il cibo senza essersi accorti che il percorso seguito era in realtà un labirinto rigorosamente predisposto. Il labirinto alibi si chiama "utilità pubblica" attraverso il mito del "creare valore". "
"Quale amministratore o ministro negherebbe all'ente che presiede, il denaro necessario a realizzare le opere richieste dallo sviluppo? "Il vero potere della criminalità è quello oggi autorizzato dalla legge."
"Si delinea un potere a doppio fondo in cui chi comanda davvero si occulta dietro le chiassate dei media; la criminalità vivrà sicura e sdoganata se un'informazione cieca continuerà a dipingerla come un morbo alieno da cui ripulirsi come da una macchia sul vestito"
" La criminalità mette a disposizione degli Stati la propria energia antiburocratica, la propria flessibilità e immediatezza d'applicazione, le proprie tecniche più soft di intimidazione e di ricatto, allora gli Stati non possono che riconoscerla come una collaboratrice preziosa e un'alleata nella lotta contro l'immobilismo e l'anarchia."
"Per i mercati finanziari, resistere alla penetrazione criminale sarebbe come resistere alla cannula dell'ossigeno"
Ed il popolo?
"Nessuno vuole davvero rinunciare al potere salvifico del consumo, le vittime sono invidiose dei carnefici ed è facile ingannarle con l'elemosina di un simulacro anche miserabile.
Le vecchie oligarchie gettavano al popolo manciate di monete d'oro dalla carrozza ora basta fargli sentire il rumore di un Jingle accattivante o intravedere il fulgore di una farfallina tatuata."
"C'è chi teme che la recessione conduca alla violenza e alle guerre mondiali ma al tempo delle rivoluzioni russa e fascista l'età media era la metà di oggi e il sangue ribolliva il doppio. Oramai le masse sono atomizzate e disperse, i ragazzi che saccheggiano i negozi rubano gli iPad e si contemplano compiaciuti in differita."
Le prime parole del libro, una citazione di Graham Greene :"la narrativa è più sicura: tanti editori avrebbero paura a pubblicare saggi su questi temi" ..la criminalità, invece, ci gode.
Rizzoli
Buona lettura a tutti
Eugenio