UMA ULAFI

UMA ULAFI Siamo il Concept che vi condurrà alla scoperta delle Identità Gastronomiche Afro Caraibiche

17/09/2026

Cosa c'entra la curiosità con la cultura?
Siamo curiosi di sentire la vostra!

15/09/2026

Come si impara a coabitare senza snaturare la propria identità?

Guarda, leggi e commenta.
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Un artista con suo colori Jonathan Rodríguez,Una ritrattista con suo obbiettivo Giulia - Fotografa Ritrattista per ARTIS...
12/09/2026

Un artista con suo colori Jonathan Rodríguez,
Una ritrattista con suo obbiettivo Giulia - Fotografa Ritrattista per ARTISTI cattura tutto,
Una première: il 06.12.2023 scrive la propria storia.
Siamo qui, abbiamo apparecchiato e accogliamo tutti figli della teranga

C’è chi arriva quando la luce è già accesa.E c’è chi ci crede quando sei ancora un’idea.Fumagalli Danilo Srl è stato il ...
09/09/2026

C’è chi arriva quando la luce è già accesa.
E c’è chi ci crede quando sei ancora un’idea.
Fumagalli Danilo Srl è stato il primo sponsor a credere in UMA ULAFI. Non quando eravamo “già pronti” per la Villa Reale ma quando eravamo embrione da spiegare, non da celebrare.
Danilo, Antonella, Erika: tre generazioni, cuore della Brianza, leader nel commercio all’ingrosso di ortofrutta. Una famiglia che alle tre del mattino è già al lavoro, che sceglie la merce con la stessa cura con cui si sceglie un ospite a tavola.
Molti, nel mondo della distribuzione, guardano solo i grandi palchi. Quelli già illuminati. Loro hanno scelto di camminare con noi prima che il palco esistesse. Per questo, arrivarci il 17 ottobre alla Sala d’Onore della Villa Reale con loro a fianco non è solo partnership. È riconoscenza. È famiglia.
E a voi, confratelli e consorelle che avete un ristorante, un catering, un laboratorio, un banco: se cercate un tramite serio per la materia prima — freschezza, stagione, servizio — sappiate che esistono partner italiani che non hanno paura di sedersi alla vostra tavola. Fumagalli è uno di questi.
Grazie, Danilo. Grazie, famiglia.
Siete stati luce quando ancora si camminava al buio.
LA LUCE 2026 — Gastronomia come Energia Culturale
Fumagalli Danilo Srl
Victoire G.🇨🇬🇮🇹🇫🇷

Non celebriamo solo ciò che funziona.Scorri e leggi le cose che non dovrebbero stare nella terra, nei campi, nelle cucin...
04/09/2026

Non celebriamo solo ciò che funziona.
Scorri e leggi le cose che non dovrebbero stare nella terra, nei campi, nelle cucine.

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28/08/2026

Prima del piatto, c’è una storia. Prima della ricetta, c’è una memoria. Prima della tecnica, ci sono mani che sanno.
Il fuoco trasforma.
Le mani tramandano.
Il cibo racconta.
In queste immagini non vediamo semplicemente una preparazione.
Vediamo un sapere che passa da una generazione all’altra, lontano dai riflettori, dalle cucine patinate e dalle parole difficili.
È questa la gastronomia che UMA ULAFI vuole continuare a raccontare: quella che parte dalla terra, dalle persone e dalla memoria per arrivare al piatto.
Perché l’alta cucina non comincia sempre in una cucina stellata.
A volte comincia davanti a un fuoco.
E forse è proprio lì che dobbiamo tornare a guardare.

UMA ULAFI
Food • Culture • Origins

Le birre e vini tradizionali african:Umqombothi (Sud Africa)Sorgo, mais e acqua fatti fermentare pazientemente in grandi...
23/08/2026

Le birre e vini tradizionali african:

Umqombothi (Sud Africa)
Sorgo, mais e acqua fatti fermentare pazientemente in grandi vasi d'argilla.
Tej (Etiopia)
Miele selvatico puro infuso con legno di gesho e lasciato maturare con cura. Un elisir dorato, storicamente riservato solo ai re.
Vino di Palma (Nigeria, Ghana, Congo)
La linfa pura estratta dalla cima delle palme fermenta da sola in poche ore grazie ai lieviti della natura. Un nettare vivo, bianco e prezioso.

​Non sono semplici bevande: sono vere e proprie opere d'arte nate dalla pazienza e dalla natura.
​In Etiopia, il Tej richiede mesi di fermentazione del miele puro per raggiungere quella regalità dorata. In Sud Africa, l'Umqombothi nasce dalla lenta lavorazione del sorgo in vasi d'argilla. Tra le palme della Nigeria, del Ghana e del Congo, il Vino di Palma è un miracolo quotidiano: una linfa che fermenta da sola sugli alberi, regalando una freschezza unica.

​ 🇿🇦

20/08/2026

Lo sapevate che era una donna???
Carmen Stevens è la prima donna nera — e la prima persona nera — a diplomarsi in enologia in Sudafrica.

Nel 1995, a Elsenburg, ha fatto la storia. L’apartheid era appena caduto. Lei no.
Cresciuta a Belhar, nei Cape Flats, si è innamorata del vino leggendo romanzi. Voleva quella bellezza. Voleva quella libertà.
Ha fatto domanda tre volte. Due rifiuti per il colore della pelle. Al terzo tentativo ha minacciato di andare ai giornali. L’hanno ammessa.
Il secondo anno è stato insopportabile. Il razzismo era ovunque. Sua madre le ha detto: “Fai i bagagli o vengo io a farli”. Lei è rimasta.
Nel 1995 si è diplomata. Prima enologa nera del Sudafrica. Poi ha lavorato per grandi cantine: Distell, Welmoed, Amani.
Nel 2011 ha fondato Carmen Stevens Wines. Nel 2019 ha registrato la prima cantina 100% black-owned e woman-owned di Stellenbosch.
I suoi vini volano. Winemaker of the Decade nel Regno Unito. Imprenditrice dell’anno in Sudafrica. Medaglia 1659 per la leadership visionaria — lo stesso premio dato a Nelson Mandela.
Petrichor, Carménère, Merlot. Doppio Oro, 92 punti Tim Atkin, Top 10 Merlot per tre annate consecutive. Qualità senza compromessi.
Sull’etichetta c’è una tigre. L’ha dipinta sua figlia Caitlin a sei anni. Dentro si nascondono tre figure. È la sua famiglia. È il suo segno.
Con la sua fondazione nutre ogni giorno più di 25.000 bambini in 125 scuole del Western Cape. Milioni di pasti. Perché un bambino affamato non può imparare.
Oggi ha comprato la sua terra a Stellenbosch. Sta piantando il suo Carménère. Dalla visione alle vigne. Un lascito.
Carmen Stevens non ha chiesto il permesso. Ha fatto il vino. Ha fatto la storia. Ha nutrito i bambini. Ha aperto la strada.

Questa è l’Africa che UMA ULAFI racconta: identità, eccellenza, resistenza e bellezza.

Non è un’innovazione.È una memoria.Prima che arrivasse la plastica — derivata dal petrolio, prodotta lontano e spesso im...
16/08/2026

Non è un’innovazione.
È una memoria.

Prima che arrivasse la plastica — derivata dal petrolio, prodotta lontano e spesso importata — in molte regioni d’Africa si usavano le foglie. Foglie di banano e di plantain (Musa sapientum e Musa paradisiaca), foglie di teak (Tectona grandis), di Thalia geniculata, di manioca, di mais, e decine di altre piante non tossiche. Servivano a cucinare, a avvolgere, a servire e a conservare.

In Ghana il Fante kenkey — pasta di mais fermentata — viene ancora tradizionalmente avvolto in foglie di plantain prima di essere cotto a vapore. Le autorità sanitarie del paese stesso hanno messo in guardia contro l’uso del polietilene (la plastica) per questo scopo: quando si scalda rilascia sostanze chimiche, mentre le foglie non lo fanno e conferiscono aroma. In Nigeria il moi moi (budino di fagioli speziato) viene cotto avvolto nelle foglie di banano. In Uganda esiste il luwombo, stufato cucinato e servito dentro foglie di banano. In Camerun l’ekwang usa foglie di plantain. In Benin studi sul campo hanno censito oltre cinquanta specie di foglie utilizzate per confezionare quasi trenta tipi di cibi diversi: paste di mais, torte di arachidi, pesce affumicato, cassava, verdure, carne. Anche piccole porzioni di arachidi, mango tagliato o altri alimenti da mercato venivano (e in molti luoghi vengono ancora) avvolte o servite su foglie.
Questa non è una moda recente. È una pratica ancestrale, documentata come continua e culturalmente radicata in gran parte dell’Africa tropicale e subtropicale. Le foglie non erano solo “imballaggio”: proteggevano, aromatizzavano, erano biodegradabili, disponibili localmente e, in molti casi, avevano proprietà antimicrobiche riconosciute dalla tradizione.
Oggi, però, gran parte del continente è sommersa dalla plastica.
L’Africa produce una frazione minima della plastica mondiale. La stragrande maggioranza di polimeri, prodotti finiti e imballaggi arriva dall’esterno: studi che hanno analizzato i flussi tra il 1990 e il 2017 stimano che siano entrati nel continente circa 230 milioni di tonnellate di plastica (polimeri primari + prodotti + componenti contenuti in merci).

Indirizzo

Milan

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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