06/10/2025
Amiche e amici stupend*,
alcun* di voi sanno la novità, altri ignorano ciò che sta accadendo nella mia vita.
Questo giovedì La Vecchia Latteria chiude.
Sono felice. Tempo fa ho preso una grande decisione, mi ci è voluto un po’ di tempo e di coraggio per farla avverare ma alla fine ce l’ho fatta.
Dopo settant’anni di risotti, latticini, parmigiane e misti forno sentiamo di essere arrivati al caffè.
Non ditelo a nonno Lino, che si rivolta nella tomba. Lui che negli anni 60 apriva un'umile ma accogliente locanda vegetariana, quando di vegetale si conosceva solo quella che si fumavano i cantanti giamaicani. Sfamava con omelette e verdure operai ma anche artisti, in cambio di opere di dubbia qualità. Vendeva anche uova e formaggi, offriva confortante ristoro.
Poi vennero Giorgio e Teresa, mamma e papà.
Lui, showman, oste baffuto sciupafemmine con voce tonante, tra i tavoli canticchiava strofe sui terun come lei, sua amata lucana che alzava gli occhi al cielo, mentre portava sotto al Duomo i generosi sapori del Sud, ancora alla base di tutto ciò che serviamo.
È stato un onore servirvi anche nelle vostre case ai tempi del Covid e proteggere fino ad ora questo tesoro.
Sento i pianti, il dispiacere, le lamentele e le mille domande che volete farmi - tenetevele dentro! Io invece voglio festeggiare.
Perché ora, chi l’ha mangià, l’ha mangià.
E adess… come diceva il Giorgio dopo il caffè… föra di ball.
Francesca