Dal 2013 abbiamo affiancato alla Libreria del Mondo Offeso la Caffetteria Bistrot della Libreria dove si puo’ fare colazione, pranzo, merenda e aperitivo in mezzo ai libri con prodotti dell'altro mercato, slow food, biologici, filiera corta, pasticceria fresca, primi e secondi cucinati per noi da Soul Kitchen Bio e Cucina-TO. Vini e birre artigianali e delle terre confiscate alla mafia, bibite equosolidali.
da ottobre 2008... Resistiamo!
La tua storia in 280 caratteri Nata nel 2008 in corso Garibaldi, con l’obiettivo di essere un luogo dove… è vietato calpestare i sogni! Dopo cinque anni traslochiamo, aprendo la caffetteria bistrot. Dal 2016 torniamo nel quartiere nativo. Col tempo abbiamo ampliato l’assortimento mantenendo però l’identità.
Che libreria sei, in una sola parola? Fra le opzioni indicate mi definirei una libreria «storica» in quanto ogni libro è scelto titolo per titolo e nelle nostre specializzazioni abbiamo profondità nell’assortimento oltre a leggere i libri e consigliarli; «di quartiere» in quanto lavoriamo sul territorio e «militante» nel senso che non ci pieghiamo alle regole del mercato di massa ma facciamo delle scelte di assortimento con una linea e un’identità ben precisa. Questo non esclude però il servizio al cliente e quindi l’ordine su richiesta di titoli non presenti in assortimento.
Qual è il libro che identifica la tua libreria? «Conversazione in Sicilia» di Elio Vittorini. Il mondo offeso di cui il nome della libreria è il «mondo offeso» di Elio Vittorini in «Conversazione in Sicilia», a cui è dedicato un intero capitolo.
Qual è il personaggio letterario che rappresenta la tua clientela? Cidrolin da «I fiori blu» di Italo Calvino. Onirico, calmo, curioso, attento, combattivo, ironico, critico. Sognatore ma con i piedi per terra!
A chi vorresti vendere un libro? E quale libro? Vorrei vendere e regalare i libri al mondo intero … Se la domanda è riferita a qualcuno in particolare vorrei vendere i libri a me più affini, agli ignoranti e ai politici. Inizierei con «L’oca al passo» di Tabucchi, proseguirei con «Un canto clandestino saliva dall’abisso» di Mimmo Sammartino, per finire con «Appunti per un naufragio» di Davide Enia.
Qual è la domanda più strana che ti è stata fatta? Avrei bisogno di libri per arredare casa. No comment!
Qual è la tua libreria preferita nel mondo? E in Italia? Nel mondo Word On The Water - The London Bookbarge a Londra. In Italia beh, sono innamorata della mia… ma mi sono innamorata anche della Libreria Namasté di Tortona. Amo molto tutte le librerie e rispettivi librai indipendenti fuori da Milano città, li trovo più affini al mio approccio «passionale» e non modaiolo. Ma a Milano mi trovo vicina alle librerie Linea di Confine, Linea d’Ombra, Del Convegno e Trittico.
Usciti dalla tua libreria bisogna andare assolutamente… dove? A visitare la Basilica di San Simpliciano che domina in tutto il suo splendore la Piazza e in via San Marco alle chiuse dei Naviglio di Leonardo Da Vinci.
Cosa trovo da te che non trovo altrove? Beh, molte persone mi fanno i complimenti proprio per la scelta dei titoli in assortimento che normalmente non trovano in altre librerie. E mi dicono che è casa.