16/08/2026
Wicky Priyan, il visionario che ha riscritto la cucina giapponese in Italia
La vita di Wicky Priyan cambia in appena due ore. È a Tokyo, poco più che ventenne, seduto davanti al maestro Kan, una delle figure più autorevoli dell’alta cucina giapponese. Sul tavolo c’è un pesce. L’ordine è semplice: taglialo.
Il risultato non è perfetto, ma il maestro vede qualcosa che conta più della tecnica. Disciplina. Rispetto. Umiltà. Eleganza nei gesti. Sono qualità rare, sufficienti per accogliere quel giovane dello Sri Lanka nella propria scuola.
Da quel giorno Wicky diventa il primo allievo straniero ammesso alla prestigiosa formazione del maestro Kan, apprendendo la cucina tradizionale di Kyoto e tecniche antiche custodite da poche generazioni di chef.
Un destino già scritto… che decide di cambiare
Nato a Gampaha, nello Sri Lanka, Wicky Priyan appartiene a una famiglia che da oltre ottocento anni tramanda la medicina ayurvedica. Il futuro sembrava inevitabile.
Eppure la sua curiosità lo porta altrove. Si laurea in Criminologia all’Università di Colombo, lavora per un periodo nell’ambito diplomatico e coltiva con rigore le arti marziali, passione che lo conduce in Giappone. È lì che comprende quale sarà la sua vera vocazione.
La cucina.
Dai grandi alberghi internazionali a Milano
Dopo l’apprendistato giapponese arriva il primo importante incarico nel 2000 come executive chef al Four Seasons di Bali. Seguono anni di viaggi e lavoro tra Asia, Oceania, Africa ed Europa, esperienze che arricchiscono la sua visione gastronomica senza mai allontanarlo dal rigore della scuola nipponica.
Arrivato in Italia, dopo alcune collaborazioni con ristoranti milanesi, inaugura nel 2011 il primo Wicky’s in via San Calocero.
Dal 2015 il ristorante si trova nella sede di Corso Italia 6, a pochi passi dal Duomo, diventando uno dei punti di riferimento della cucina giapponese contemporanea in Italia e confermando anche nel 2026 il proprio riconoscimento nella Guida Michelin.
Il 2026 segna una nuova evoluzione
A quasi undici anni dal trasferimento in Corso Italia, Wicky’s inaugura una profonda trasformazione.
Gli ambienti vengono completamente ripensati ispirandosi alla filosofia giapponese del wabi-sabi, grazie alla collaborazione con il marchio giapponese Niponique, trasformando il ristorante in uno spazio dove design, ospitalità e gastronomia dialogano in perfetta armonia.
Anche la cucina evolve.
Accanto ai celebri percorsi dedicati al pesce, entrano con maggiore decisione carni selezionate provenienti dal Giappone e ingredienti italiani d’eccellenza, in una proposta che punta a un equilibrio tra mare e terra senza rinunciare all’identità maturata in oltre vent’anni di ricerca.
Parallelamente prende forma anche un nuovo progetto internazionale: l’apertura di una sede a Miyazaki, in Giappone, pensata come il naturale completamento di un percorso che unisce Oriente e Mediterraneo.
La Wicuisine: uno stile prima ancora di una cucina
Wicky Priyan evita da sempre l’etichetta di “fusion”. Preferisce parlare di Wicuisine, un’identità gastronomica costruita attraverso studio, tecnica e cultura.
La precisione della cucina giapponese incontra la ricchezza delle materie prime mediterranee, senza contaminazioni forzate né effetti scenografici fini a sé stessi. Ogni piatto nasce da un equilibrio rigoroso tra sapore, estetica e rispetto dell’ingrediente.
Per Wicky la cucina è prima di tutto un linguaggio universale fatto di disciplina, conoscenza e sensibilità. Le spezie, gli abbinamenti e la tecnica non servono a stupire, ma a raccontare una storia.
È questa filosofia che, ancora oggi, rende il suo percorso uno dei più originali della gastronomia internazionale: quello di uno chef nato nello Sri Lanka, formato in Giappone, consacrato in Italia e capace di trasformare culture diverse in un’unica, riconoscibile firma culinaria.