Lapsus caffè libreria

Lapsus caffè libreria Lapsus nasce nel Settembre 2016 da un sogno condiviso all’interno di una famiglia.

Siamo una libreria indipendente che ha scelto di puntare moltissimo sull’editoria per l’infanzia.

Buon 25 aprile, ci si vede lunedì ❤️
24/04/2026

Buon 25 aprile, ci si vede lunedì ❤️

Domani 15 aprile alle 18 saremo in compagnia degli amici di  per presentare "13m². La vita filosofica di Henry David Tho...
14/04/2026

Domani 15 aprile alle 18 saremo in compagnia degli amici di per presentare "13m². La vita filosofica di Henry David Thoreau".

Se siete già venuti alle loro presentazioni sapete che sono irrunciabili, se non ci siete mai venuti è il momento di scoprirlo!

Vi aspettiamo!

Buona Pasqua, fagianoni! Ci rivediamo martedì 7!Consideratevi augurati!
04/04/2026

Buona Pasqua, fagianoni! Ci rivediamo martedì 7!

Consideratevi augurati!

Ricapitolando:Cose che potete fare: leggere, scrivere, disegnare, colorare, fare un puzzle, un solitario, la maglia-il r...
15/03/2026

Ricapitolando:

Cose che potete fare: leggere, scrivere, disegnare, colorare, fare un puzzle, un solitario, la maglia-il ricamo-l'uncinetto, studiare per quel corso di fitoterapia online a cui vi siete iscritti, finire quel progetto che dovete presentare ma che rimandate sempre perché siete dei procrastinatori seriali (I feel you).

Cose che non potete fare: usare il telefono, parlare a voce troppo alta. Sono due ore di tranquillità, sono pensate per staccare la spina: al resto poi ci pensiamo.

Vi aspettiamo!

Ciao, ci è venuto in mente di fare questa cosa un po' anarchica, se vi va di partecipare palesatevi di persona o via wha...
11/03/2026

Ciao, ci è venuto in mente di fare questa cosa un po' anarchica, se vi va di partecipare palesatevi di persona o via whatsapp!

“Un uomo solo” è un libro che ci ha messo moltissimo a raggiungermi. Arriva da un altro tempo, da un'altra vita e l'ho s...
08/03/2026

“Un uomo solo” è un libro che ci ha messo moltissimo a raggiungermi. Arriva da un altro tempo, da un'altra vita e l'ho sempre guardato con un certo sospetto, lì sullo scaffale, come se sapessi che aveva qualcosa da dirmi ma io non lo volessi sentire.

George è un uomo solo, mai titolo potrebbe essere più azzeccato. È inglese ma vive negli Stati Uniti ed ha raggiunto la mezza età. Ha perso il suo compagno, Jim, la persona con cui faceva progetti e divideva la vita. Insegna all'università. Ha un'amica, Charlotte, che è molto restio a frequentare. Ha dei vicini cortesi ma bigotti, con dei figli orrendi. Gira per locali, a volte si ubriaca male.

Non sappiamo molto più di questo di lui e non verremo a sapere molto di più in quest'unica giornata in cui lo seguiremo. La nostra curiosità, anche quella morbosa da pornografia della sofferenza, non sarà soddisfatta: sappiamo che ha perso Jim ma di quel dolore non vedremo alcuna manifestazione. E noi forse un po’ vorremmo vederlo perché lo avvertiamo muoversi sotto la superficie, ma George lo chiuderà tutto in poche parole, asciutte, misurate.
Con Charlotte, che è affettuosa ma è anche un vero accollo, percepiamo tutta l’insofferenza di George ma sappiamo che non sbroccherà.
Flirterà con uno studente ma l’incontro non avrà la piega che, forse, noi ci aspettavamo.

Le persone sono un mistero, un gioco di chiavi e serrature. Ho amato moltissimo l’incipit in cui George si prepara ad affrontare il mondo: imposta la voce, indossa la maschera del George che tutti conoscono, veste i panni di quello strano personaggio che ha costruito. Perché il vero George è inconoscibile. Si palesa, a volte, nella solitudine di un’auto o di una casa, nell’ebbrezza di una serata con una persona che forse potrebbe capire. Capire che, poi? Forse solo che la persona che abita la realtà non è il vero George ma la sua crisalide, la sua corazza rispettabile. Che la tanto decantata esperienza non serve a niente, non aiuta. Che si è davvero soli, alla fine, e che si vive lo stesso.

Io non lo so che cos'è l'insonnia. Mai saputo.Il mio corpo sembra essere stato programmato per dormire, sempre e comunqu...
18/02/2026

Io non lo so che cos'è l'insonnia. Mai saputo.

Il mio corpo sembra essere stato programmato per dormire, sempre e comunque. Anche nei miei momenti peggiori, anche nei lutti e nell'ansia per il futuro, io ho sempre dormito. Anzi, a volte pare che il mio cervello, quando i pensieri iniziano a scottare come un mattone sotto il sole, si stacchi la spina da solo e mi faccia dormire di più. E se non dormo è solo in modo occasionale o per qualche agente meccanico esterno, il russare di qualcuno, il caldo, i rumori forti.

Io conosco solo il fastidio del non dormire.
Non conosco la disperazione del non dormire.

Samantha Harvey parla della sua insonnia, insorta dopo la morte di un cugino. Un'insonnia che è durata molto, moltissimo tempo, che ha resistito a farmaci, sedute dal terapeuta, tentativi di domarla con esercizi di mindfulness, rilassamento, meditazione. È diventata una voragine cronica e l'autrice racconta di quanto sia strano avere un corpo che non sa più fare qualcosa che prima faceva benissimo: il suo corpo non sa più dormire, la sua mente in privazione di sonno la porta in luoghi assurdi e inesplorati, luoghi in cui sb****re forte la testa contro il muro nel desiderio di placarsi è del tutto accettabile.

Harvey sembra usare la scrittura per riuscire ad abitare una sofferenza fisica ed emotiva che la fa sentire smarrita, intrecciando il suo memoir con alcune riflessioni sul linguaggio e sulla necessità di vivere nel presente. In questo tempo incerto costruisce un'architettura letteraria in grado di rendere tollerabili sentimenti e sensazioni che al di fuori della scrittura forse sarebbero fuori controllo.

E io l'ho trovata un’architettura davvero bellissima.

Le  .Robert Frost, che il Signore l'abbia in gloria.Immense verità scritte su ormai inutili caselle postali.Alba sotto c...
15/02/2026

Le .

Robert Frost, che il Signore l'abbia in gloria.

Immense verità scritte su ormai inutili caselle postali.

Alba sotto casa, prima che la nebbia si alzi del tutto.

E il più bell'animale esistente, il gatto c***a.

Buona giornata!

Vorremmo tutti che ci riguardasse. ❤️Buon San Valentino, fagianoni.(Marina Cvetaeva, ma come ho fatto a conoscerti così ...
14/02/2026

Vorremmo tutti che ci riguardasse. ❤️

Buon San Valentino, fagianoni.

(Marina Cvetaeva, ma come ho fatto a conoscerti così tardi, ma*****ia)

Questa notte intorno alle 3, mentre la gatta dormiva sdraiata sul mio collo facendo di me la “Dama con ermellino”, mi so...
10/02/2026

Questa notte intorno alle 3, mentre la gatta dormiva sdraiata sul mio collo facendo di me la “Dama con ermellino”, mi sono ritrovata a pensare a quanto mi è piaciuto “Quando le gru volano a sud”. Ho pure frignato, alla fine. Ma che ne so, ultimamente leggo solo libri che mi fanno frignare, è un destino infame.

Bo ha 89 anni e non è che se la passi splendidamente: sua moglie, la compagna di una vita, ha la demenza senile e non lo riconosce più. Lui stesso perde colpi e ha l'assistenza domiciliare. Non vede Ture, il suo migliore amico, da moltissimo tempo ormai: acciaccati come sono, è difficile. E in più quello stressato di suo figlio minaccia a più riprese di portargli via l'amatissimo cane, sua unica ragione per alzarsi dal letto.

In questo quadro non idilliaco Bo sfrutta il tempo e il silenzio per riflettere sulla sua vita o forse solo per ricordare. Una vita semplice, fatta di poche vere scelte e di molte cose che sembravano già scritte eppure, tirando le somme, una vita bella. Il rapporto difficile con suo padre, il lavoro nella segheria che impiegava quasi tutti gli uomini della zona, l’incontro con la futura moglie e l’immagine di lei che raccoglieva fiori di notte, un figlio che crescendo ha preso le distanze da lui. Poteva andare meglio? Chi lo sa, forse. Ma queste erano le carte e Bo è abbastanza sicuro di averle giocate bene.

Non c’è niente di edulcorato in questo ritratto: ci sono le parti della vecchiaia più difficili da accettare, la perdita dell’autosufficienza, della memoria, la stanchezza irritata delle persone intorno. Ma Bo è un uomo che si avvicina alla fine, che la guarda arrivare e pensa che sì, forse se la vivi bene una vita è abbastanza. E non “bene” in modo generico, bene per te, per come sei tu e per chi sei tu. E se la vivi bene forse la puoi anche finire bene, con un sospiro, qualcuno che ti tiene la mano e il cane accanto.

E ADESSO BASTA CHE STO FRIGNANDO DI NUOVO.

Scusate, ma credo che la versione di Luca "barista heavy metal anni 80 con camicia a fiori" sarà la cosa più bella che v...
07/02/2026

Scusate, ma credo che la versione di Luca "barista heavy metal anni 80 con camicia a fiori" sarà la cosa più bella che vedrete oggi.

Grazie per questo attacco d'arte.

Buon sabato olimpico a tutti!

Indirizzo

Via Giuseppe Meda 38
Milan
20141

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 19:00

Telefono

0236562121

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