06/08/2023
"Durante la stagione 1996/97, un infortunio al tendine di Achille non mi consente di allenarmi come vorrei. Faccio fatica a recuperare e salto diverse partite. Passano settimane in cui convivo col dolore e rientro non sentendomi al meglio.
Alla fine, cerco d’essere onesto e guardare la realtà per quello che è: meglio fare un passo indietro, farmi da parte. Sono il capitano e non voglio essere un peso per nessuno.
Lo comunico alla società, che mi lascia tutta la libertà di decidere serenamente.
Ho vinto tutto, non ho rimpianti, sono passati vent’anni dal mio esordio e li ho trascorsi vestendo sempre gli stessi colori e la stessa maglia, la numero 6.
Mi sento fortunato e onorato.
Poco tempo dopo, la società mi chiede se sono d’accordo a organizzare una partita d’addio.
Penso di rifiutare.
Non ricordo nemmeno di averne mai vista una ma riescono a convincermi.
Nel frattempo, d’estate, alla presentazione della squadra per la nuova stagione, Berlusconi prende un’iniziativa allora inedita in Italia: il ritiro della maglia. Il numero 6 del Milan non potrà mai più essere indossato. C’è uno spettacolo grandioso in cui la mia maglia viene innalzata verso il cielo.
Poi, consegno la fascia di capitano nelle mani di Paolo Maldini.
Arriva il giorno del mio addio al calcio, il 28 ottobre 1997. A San Siro si gioca una partita tra ex compagni e avversari di una vita che vengono da tutto il mondo. È una festa incredibile.
Un’emozione mai provata prima. Sono tutti lì per me.
Lo stadio è pieno. Una celebrazione senza precedenti. Prima dell’incontro il presidente Berlusconi mi fa una sorpresa e mi regala un simbolico Pallone d’Oro, l’unico trofeo che manca nella mia bacheca.
Resto in campo fino all’85', quando lascio il terreno di gioco senza essere sostituito e la gara si interrompe. Faccio il giro di campo sulle note di My Way di Frank Sinatra.
Non potrebbe esserci canzone più adatta.
Abbraccio e ringrazio tutti."
25 anni fa l'addio al calcio di Franco Baresi... ❤️
Fonte: Baresi - Libero di sognare.