04/06/2026
Il trauma e la colpa, la vittima e il consenso, non sono destini immutabili.
Ieri sera durante la presentazione di Alleanze Ribelli, libro collettaneo tradotto e curato dal , sono usciti molti spunti per una ripresa della questione femminista oltre i suoi limiti identitari, oltre le sue derive punitive.
Allargare il discorso alle alleanze - ovvero colmare quell'abisso che limita le possibilità del dialogo e della comprensione tra il diverso - non solo aiuta teoricamente a scardinare alcuni assunti politicamente fallimentari (identità chiuse in se stesse, parola solo alla vittima), ma sembra essere opportuno per immaginare un modo diverso di oltrepassare insieme quel dolore e quei traumi (che esistono ogni giorno!) lontano dai luoghi della giustizia penale, più vicino agli spazi di dialogo e condivisione.
Di fronte all’ascesa del neoliberismo, nella sua veste più autoritaria, e al moltiplicarsi della violenza patriarcale, la giustizia femminista deve fornirci una nuova grammatica per la lotta. Una presa di coscienza collettiva per prendersi cura delle vite e dei corpi. Un luogo dove trovarsi, un fronte collettivo di resistenza.
Ringraziamo di cuore .riz_ e che hanno tenuto viva la chiacchierata e ancora una volta offerto un bel respiro al nostro piccolo pianeta.