Quella della congiura è una storia antica, incisa nella leggenda; una storia di giustizia e di libertà, che ebbe origine in un paese lontano. Erano tempi bui, che correvano tra morte e povertà; non esisteva legge se non i capricci di un re f***e e viziato. Gli uomini finirono per odiarsi tra di loro e le tenebre sembravano non dover mai schiarire. Durante una notte fredda e tempestosa, 5 giovani c
acciatori di rientro come sempre da una deludente ed amara battuta di caccia, si sedettero a tavola e, responsabile la fame o la vita ormai logora, decisero di dire basta alla tirannia del loro sovrano. Elaborarono un piano e strinsero un segreto accordo che avrebbe dovuto riportare un po' di luce nel loro affamato regno. Così, dei 5 ragazzi, il legnaiuolo si mise alla ricerca della migliore legna da ardere, il fabbro costruì a fuoco vivo, alcuni strumenti di precisione, la massaia, che in tempi lontani fu fedele cuoca di un re giusto, si rimise alla propria memoria per preparare i più succulenti condimenti, il mescitore rubò i migliori grappoli per preparare il più fresco succo d'uva mai assaggiato ed infine il ladro promise, a costo della vita, di sottrarre ogni notte una v***a grassa dal ricco e prezioso allevamento di sua maestà. E fu così che, grazie alla legna del legnaiuolo, agli strumenti del fabbro, ai manicaretti della massaia, al succo del mescitore e soprattutto alle mucche del re, a casa del ladro venne allestita una segreta taverna senza insegna e senza nome. Nel cuore della notte gli affamati potevano gustare in segreto le migliori carni alla brace del re e la leggenda vuole che i viandanti affaticati, parlando tra di loro, chiamassero "La congiura" il luogo segreto che rifocillava gli uomini, ingannando i tiranni. Ad ogni modo "La congiura" non fu mai scoperta dalle guardie del re il quale, vedendo il suo popolo mangiare e le sue mandrie decrescere a poco a poco, lentamente impazzì. Ancora oggi negli anfratti più nascosti della Toscana, alcuni giramondo e menestrelli cantano de "La congiura", il luogo che nessuno seppe mai, dove ladroni poveracci e prigionieri politici si incontravano di nascosto per mangiare le bistecche del re.