19/06/2026
Buongiorno
Venerdì 19 Giugno 2026
S. Romualdo; Ss. Gervasio e Protasio
11.a del T. O.
2Re11,1-4.9-18.20; Sal 131; Mt6,19-23
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«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
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Dove è il tuo tesoro?
Il Vangelo di oggi è una parola che mette a n**o il cuore. Gesù non condanna le cose della terra, ma ci chiede una domanda decisiva: che posto occupano nel tuo cuore?
Ci sono ricchezze che vengono dalla terra e ricchezze che vengono dal cielo. Le prime sono fragili: il denaro può finire, la salute può venir meno, il successo può svanire, gli applausi possono trasformarsi in silenzio. Tutto ciò che nasce dalla terra porta in sé il segno della precarietà. Tarma e ruggine, dice Gesù, consumano ogni cosa.
Esiste però una ricchezza che nessuno può rubare: il nostro rapporto con Dio. Questa è la vera eredità del cristiano. Una preghiera vissuta con sincerità, una fede custodita nelle prove, una ca**tà donata nel nascondimento, un cuore che si abbandona al Padre: sono tesori che attraversano il tempo e arrivano nell’eternità.
Per questo Gesù aggiunge: «Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore». Non è il cuore a scegliere sempre il tesoro; spesso è il tesoro che trascina il cuore. Pensiamo continuamente a ciò che amiamo davvero. Se il nostro interesse principale è il denaro, il prestigio, il possesso, il cuore rimarrà prigioniero della terra. Se invece Dio diventa il nostro tesoro, il cuore comincerà a vivere già delle realtà del cielo.
Ecco allora il significato dell’occhio luminoso. L’occhio è lo sguardo con cui leggiamo la vita. Quando il cuore è orientato a Dio, lo sguardo diventa semplice, limpido, luminoso. Si riesce a vedere il bene, a riconoscere la presenza del Signore, a vivere con gratitudine e fiducia. Ma quando il cuore è schiavo delle cose, lo sguardo si oscura: cresce l’invidia, il confronto, l’insoddisfazione, la paura di perdere ciò che si possiede.
La provocazione del Vangelo è forte: non basta credere in Dio, bisogna verificare dove abita il nostro cuore. Dove corrono i nostri pensieri appena ci svegliamo? Cosa ci preoccupa maggiormente? Cosa ci rende veramente felici o tristi? Le risposte a queste domande rivelano il nostro tesoro.
Chi fa di Dio il proprio tesoro non diventa più povero: diventa immensamente più ricco. Perché possiede una luce che nessuna tenebra può spegnere e una ricchezza che nessuna morte può portare via.
Dov’è il tuo cuore? Lì troverai il tuo tesoro.