Ristorante Dei Cantoni Longiano

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Ristorante Dei Cantoni Longiano La nostra è una cucina semplice, incontra la tradizione dei sapori, fatta con orgoglio e semplicità.
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Esiste un dolce che nasce da una domanda sola, cosa è rimasto?Il bustrèng è la risposta. Un po’ di farina gialla, il pan...
14/10/2026

Esiste un dolce che nasce da una domanda sola, cosa è rimasto?

Il bustrèng è la risposta. Un po’ di farina gialla, il pane grattato, due mele che si stanno stancando di aspettare, fichi secchi, uvetta, la scorza di un limone e di un’arancia, un goccio d’olio, un cucchiaio di miele... e tutto quello che ogni famiglia ci mette senza dirlo a nessuno.

Si racconta che gli ingredienti possano arrivare a trentadue e che una decina siano segreti.
Noi non ne conosciamo qualcuno, venite a provarlo abbinato ai nostri formaggi.

Sembra un dolce povero, e lo è, ma nel senso più nobile.

Una torta, densa, umida, che profuma di frutta cotta e di casa. Di quel profumo che riempie la stanza.
Si taglia a pezzi grossi, storti, irregolari e si accompagna con un bicchiere di vino dolce. Per qualche minuto nessuno ha più voglia di parlare, un silenzio buono, caldo..vagamente colpevole.

13/10/2026

A

Ve lo avevamo promesso, e ora è arrivato.Ci sono arrivi che si annunciano bussando. Il tartufo no, lui si annuncia dal c...
12/10/2026

Ve lo avevamo promesso, e ora è arrivato.
Ci sono arrivi che si annunciano bussando. Il tartufo no, lui si annuncia dal corridoio.

Prima ancora di aprire la scatola, in cucina qualcuno ha alzato la testa come fanno i cani quando sentono il padrone sul vialetto. Un altro ha chiuso gli occhi. Poi siamo rimasti tutti lì, fermi, con il grembiule macchiato e la faccia di chi ha appena dimenticato cosa stava facendo.

Un profumo che non chiede permesso. Di terra bagnata, di bosco, di cantina, di cose segrete e un po’ sfacciate. Dopo dieci minuti lo senti addosso, dopo un’ora nel frigo, a fine serata nei sogni...
e nessuno, qui dentro, se ne lamenta.

Il burro d’alpeggio, arrivato da pochi giorni, lo ha guardato entrare e ha capito subito. Si sono annusati, si sono piaciuti e noi sappiamo bene cosa succede quando li lasci soli.
..Succede una tagliatella.

Tirata a mano, ancora tiepida di farina, col burro che si scioglie piano e il tartufo grattato sopra, sottile come una confidenza. Di quelle che ti fanno posare la forchetta a metà strada per guardare il vuoto un istante, con un sorriso che non sai spiegare.

Il tartufo bianco non ha un profumo solo. Ne ha tanti, e dipende da chi gli sta accanto.

Nasce sottoterra, al buio, in simbiosi con le radici di certi alberi, e da quelle radici prende molto più di quanto si pensi. Chi lo cerca da una vita, i trifolai, lo racconta da sempre. Quello che cresce sotto una quercia è intenso, profondo, quasi aggressivo... quello sotto un pioppo è più morbido, più rotondo, meno prepotente. Il salice lo rende più sottile, il tiglio più aromatico e dolce, il nocciolo più gentile e delicato.

Sono tutti Tuber magnatum Pico, la stessa specie, lo stesso diamante della cucina italiana. Eppure basta cambiare compagno di radici per cambiare carattere.

Il tartufo bianco non si può coltivare, e non per mancanza di tentativi.

Il tartufo nero lo hanno addomesticato. Si piantano alberi già micorrizati, si aspetta qualche anno e, con un po’ di fortuna, la terra restituisce il raccolto. Con il bianco no. Il Tuber magnatum Pico vive in simbiosi con le radici di querce, pioppi, salici e noccioli, ma la sua è una convivenza fatta di equilibri che

Domenica 11 ottobre faremo un piccolo miracolo... ci divideremo in due.Il ristorante sarà aperto regolarmente, con i fuo...
06/10/2026

Domenica 11 ottobre faremo un piccolo miracolo... ci divideremo in due.

Il ristorante sarà aperto regolarmente, con i fuochi accesi e il matterello al suo posto. Ma una parte di noi sarà in piazza a Longiano, a dare manforte agli amici del forno Demetra per la loro Libera Infornata.

Dalle 10.00 si comincia a preparare il savòr, una ricetta antica, lenta e testarda, di quelle che chiedono ore di paiolo e parecchie chiacchiere. Si porta avanti a più mani, quindi le vostre sono benvenute. Chi sa mescolare mescola, chi non sa impara, e chi proprio non ne ha voglia può sempre dare consigli non richiesti, che dalle nostre parti è comunque un modo molto comune di partecipare.

Dalle 13.00 ci si siede. Tavolata in piazza, con le nostre specialità e quelle del forno. Antipasto, primo, dolce, acqua, vino e caffè a 25€.

Poi nessuno si alza di corsa, perché si va avanti anche dopo pranzo per finire la ricetta tutti assieme. Il savòr non ha fretta... e di domenica, sinceramente, nemmeno noi.

In piazza tanto saremo in buonissima compagnia. Ci saranno Ando del Collettivo Rime con le storie dell’entroterra da ascoltare e da cantare, Carta da Forno con le ricette che diventano lettere, la stamperia Pascucci con le loro tele stampate a mano da oltre duecento anni, Martina ed Enrico di OrtiCà con il miele, l’olio, la farina e tutto quello che producono a Sorrivoli.

Sono amici, e gli amici si presentano come si deve. Per questo qui abbiamo deciso di raccontarveli un po’, uno alla volta... scorrete.

La prenotazione è necessaria, sia per il pranzo sia per assicurarsi un barattolino di savòr da portare a casa, che resta il modo migliore per far durare questa domenica fino a gennaio.

Per info e prenotazioni 334 326 3743

Vi aspettiamo, in collina o in piazza.
Basta che abbiate fame e voglia di stare assieme!!!!

04/10/2026

Vi piacciono i dolci? Anche a noi.

C’è un momento, a fine pasto, in cui ...No il dolce no, sono a posto.

Ma noi lo sappiamo che non è vero.
Lo sappiamo dal modo in cui si finisce per osservare il tavolo accanto, dagli sguardi verso un piatto che passa tra le mani di un cameriere...

Per questo i nostri dolci ce li facciamo con le nostre manine, in casa, sempre. Col burro che profuma davvero di burro, il cioccolato lavorato con pazienza e gli agrumi che arrivano con tutta la sfacciataggine del sole. Dolci che non fanno rumore quando arrivano, ma che quando finiscono lasciano quella faccia lì, un po’ assorta, un po’ colpevole, un po’ innamorata.

Quindi sì, fate pure finta di essere a posto.
Ordinate il primo, il secondo, il vostro bicchiere preferito. Ma lasciate un angolino libero.

Noi, intanto, il cucchiaino ve lo teniamo pronto.

Vi aspettiamo in collina

03/10/2026

Domenica Longiano si veste da cercatore di tesori.

Il 4 ottobre il nostro borgo entra a far parte di qualcosa più grande di noi, una caccia al tesoro che in quel giorno attraversa cento borghi italiani nello stesso momento, tutti uniti dalla stessa Bandiera Arancione che certifica le cose fatte bene, quelle che non hanno bisogno di gridare per farsi notare.

Non è una gara. È un percorso a sei tappe pensato per farvi perdere, nel senso buono, tra vicoli che conoscete già e dettagli che forse non avete mai notato... quella porta, quella pietra, quella storia che il borgo custodisce senza raccontarla a tutti.

Chi completa il percorso si porta a casa un pezzetto di territorio vero, una sacca zaino, un passaporto timbrato tappa dopo tappa, e la sensazione di aver visto Longiano con occhi un po’ diversi dai soliti.

Iscrivendosi, il Touring Club Italiano regala anche la versione digitale di un volume dedicato ai borghi certificati Bandiere Arancioni, per continuare il viaggio anche da seduti, con un libro in mano invece di una mappa.

Noi, in collina, vi aspettiamo comunque a fine giro, con quello che sappiamo fare meglio... un tavolo, due chiacchiere, un bicchiere per chi ha camminato tutto il giorno a caccia di tesori che non si vedono subito.

Domenica 4 ottobre. Longiano aspetta solo di essere scoperta.

Info e iscrizioni: https://www.touringclub.it/eventi/caccia-ai-tesori-arancioni-di-longiano-2026

Indirizzo

Via Santa Maria, 19
Longiano
47020

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