04/08/2025
Mi sono dovuto fermare. Non volevo il giorno si chiudesse come un fazzoletto sul naso,dopo la commozione. Sono alla rotonda di Tricase, sono entrato in una strittula. Ho bisogno di equilibrio.
Non sto a raccontare perché.
Stavo camminando sul lungomare di Tricase porto, Dodo e Martino stavano già a mangiare il panino all'alimentari, stavo recuperando la macchina perché il cielo voleva dire la sua.
Io della Taverna del Porto riconosco tutto, la qualità stupenda,la posizione, i vini, il modus.
Ci ho mangiato diverse volte,sempre benissimo,e non lo dico a sproposito.
Ma non sono amico di Alessandro. Lo sono di Alfredo, ma di Alessandro meno,solo perché ci conosciamo da meno tempo.
Stavo camminando, mi sento chiamare. Io tengo quasi sempre la testa bassa quando cammino,peso degli errori, insegnamento.
Mi sento chiamare.
La faccio breve.
Questo si è tolto gli occhiali, mi è corso incontro in mezzo alla strada, mi ha stretto forte col sorriso.
Ha chiamato Alfredo in cucina, abbiamo riso un quarto d'ora.
Non sapevo più come fare a non accettare tutto quello che voleva regalarmi...no,non è giusto, condividere,ecco,con me, non regalare .Voleva darmi una tartare, vino, un fritto da asporto, una cosa da mangiare per strada,e dovevo fare duecento metri.
Ecco quello che intendo.
Mi sono commosso come un bimbo.
Io non conosco i significati,non conosco il valore. Sono poco più di un asino bello,la mia forza è la sopportazione, la resistenza. certo non il talento con l'umano.
Che lezione, Alessandro mio.
Io mi ricordo quando ho iniziato. Quello che mancava nello stipendio era compensato dal tribalismo. Eravamo 'noi',i cuochi. Era bello. Poi si è perso.
Oggi ancora mi sono sentito così,parte di qualcosa.
Ci sono persone che raggiungono il successo e raggiungono insieme a lui la loro vera essenza. Eri gentile perché dovevi.
Poi c'è gente che ha inventato forse l'attività commerciale più brillante del Salento, che quando cammina guarda per terra, appunto, e rischia di slogarsi una spalla per stringerti in un abbraccio.
Che lezione Alessandro, davvero.
Me ne sono andato a mangiare il mio panino Galbanino e mortadella, con l'anima piena, due buste di crackers per mio figlio e una lama di speranza che ha tagliato in due netto il mio senso di disfatta occidentale.
La ristorazione è la gente.
Una stupenda,mia amata, metafora del vivere.
Oggi mi hai strizzato il petto in mano,amico mio, e hai fatto spazio per la bellezza della tua Verità.
Grazie dal profondo della mia anima malandata.
Questo va insegnato e perseguito.
Fai meglio che puoi.
Prima di tutto, il cuore.
Grazie