25/03/2026
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Immagina uno stadio da 11.000 posti.
Non a Roma. Non a Napoli. A Larino, Molise — un paese che la maggior parte degli italiani non sa nemmeno dove si trovi sulla cartina.
Eppure è lì, nel mezzo del centro abitato: un anfiteatro romano ellittico, asse maggiore quasi 98 metri, arena di 59 per 41. Costruito tra il I e il II secolo d.C., probabilmente inaugurato sotto l'imperatore Tito nell'ultimo ventennio del I secolo.
E no, non fu lo Stato a pagarlo.
Fu un solo uomo: il senatore Lucio Capitone, ricco personaggio locale di rango senatorio, che lasciò per testamento i fondi per costruire l'intera struttura. Fece anche incidere il suo nome sull'iscrizione della porta occidentale. Il tipo non era esattamente modesto.
La struttura è parzialmente scavata direttamente nella roccia arenaria — metà costruita, metà incisa nel terreno. Il paramento esterno è in opus reticulatum, quei caratteristici blocchetti piramidali a rete che riconosci subito come romani. L'interno: malta, pietrame grezzo, ghiaia. Quattro porte principali che scandivano l'ingresso degli spettatori, dei gladiatori vincitori, dei vinti.
Aspetta.
Quattro porte per quattro destini diversi. I romani ci tenevano alla regia dello spettacolo quanto alla struttura.
Larino all'epoca si chiamava Larinum, era un nodo viario strategico nella valle del Biferno, e non aveva un teatro. Quindi l'anfiteatro svolgeva anche funzioni teatrali e circensi — uno spazio ibrido, un contenitore urbano totale.
I primi scavi moderni risalgono al 1962, con un consolidamento strutturale. Nel 1978 interviene la Soprintendenza Archeologica del Molise insieme al Comune. Tra il 1981 e il 1982 la Regione Molise finanzia ulteriori campagne di scavo, che confermano misure, forma e depauperamento secolare dei materiali.
Oggi l'anfiteatro è in mezzo al paese, a due passi dalla ferrovia. Parzialmente affiorante, parzialmente sepolto sotto strade e abitazioni stratificate nel tempo.
Gli stadi da 11.000 posti in Italia si contano sulle dita. Questo esiste da duemila anni ed è ancora lì, ignorato dai più.
Se un senatore romano ti costruisce uno stadio e ci mette il nome sulla porta, almeno il minimo sindacale è ricordarselo.
In breve:
A Larino (Molise) esiste un anfiteatro romano da 11.000 posti, costruito tra I e II sec. d.C.
Fu finanziato per intero dal senatore Lucio Capitone, che volle il suo nome inciso sulla porta d'ingresso
Scavato in parte nella roccia arenaria, in opus reticulatum, è ancora oggi nel mezzo del centro abitato, poco conosciuto fuori dalla regione