Dina - Alberto Gipponi

Dina - Alberto Gipponi Il ristorante Dina di Alberto Gipponi si trova a Gussago, in Franciacorta, a pochi minuti da Brescia.
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Se, nel lontano 2017, anno di apertura di Dina, qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei trovato a condividere pe...
29/05/2026

Se, nel lontano 2017, anno di apertura di Dina, qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei trovato a condividere pensieri, tavoli, dubbi, idee e visioni con alcune delle persone che hanno cambiato il modo di guardare alla gastronomia contemporanea, probabilmente avrei pensato a uno scherzo.

E, invece, eccomi qui.

I giorni appena trascorsi con Chefs Community for Innovation sono difficili da descrivere. Non un congresso, non una serie di interventi, non una visita. Piuttosto, la sensazione concreta di entrare dentro un sogno che continua a prendere forma mentre lo stai vivendo.

Ascoltare dal vivo David Zilber, Douglas McMaster, Bernat Guixer, Diego Prado, Cipriano Carrero, Ramón Perisé, Beatriz Pascual, Alatz Bilbao, Ángel León, Ciro Scamardella, Giovanni Oliveri e tutti gli altri protagonisti di questa esperienza, è stato un privilegio enorme. Ma ancora più prezioso è stato poter condividere tempo, domande e prospettive con persone che stanno cercando, ognuna a modo proprio, di immaginare il futuro della gastronomia.

Il e il .goe sono luoghi che ti ricordano quanto la cucina possa essere molto più della cucina: laboratori di idee, centri di ricerca, spazi dove il pensiero incontra il fare.

Torno a casa con la testa piena, il cuore leggero e una gratitudine ardua da contenere.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo, in particolare , .regefalk e tutti gli organizzatori. Grazie a chi ha parlato e a chi ha ascoltato. Ma, soprattutto, grazie chi continua a credere che il cibo possa essere uno strumento culturale, umano e politico.

Per qualche giorno ho avuto la sensazione di vivere dentro un “sogno lucido”. E la cosa più bella è che adesso ho ancora più voglia di tornare in cucina.

È per me un onore far parte di Chefs Community for Innovation, così come aver partecipato in qualità di relatore a “New ...
28/05/2026

È per me un onore far parte di Chefs Community for Innovation, così come aver partecipato in qualità di relatore a “New Frontiers for Innovation” organizzato dal GOe (.goe .regefalk )

Il mio intervento, dal titolo “Pasta reimagined: the simplest canvas for the boldest ideas”, ha trattato una tematica che, dopo quasi 9 anni dall’apertura di Dina, posso affermare sia, ad oggi, la più significativa del mio lavoro: la pasta.

Avrei potuto parlare per giorni interi, ma ho voluto focalizzarmi su alcuni lavori a mio avviso particolarmente interessanti da un punto di vista tecnico.

La pasta “cruda, ma cotta”, che ha visto la sua concretizzazione dapprima nel “casoncello crudo, ma cotto” e, poi, nella “crostatina cruda, ma cotta”, passando per la “pasta vetrificata” e le paste di “Bianco su Bianco” (le trofie al pesto e la pasta sale, mandorla e limone), per giungere sino alla pasta “rock” e la pasta sfoglia bollita.

In sanscrito il suffisso “pa” significa nutrire, proteggere, sostenere e custodire. In italiano, è la radice di parole come padre, pastore, pane e, chiaramente, PASTA!

Spero che il mio contributo possa smuovere nuove riflessioni sulla visione della pasta: la tela bianca su cui è così meraviglioso scrivere, dipingere, immaginare.

Più di quanto sembraPerbellini / GipponiGipponi / Perbellini11 maggio 2026Non è stata una semplice “quattro mani”,  bens...
16/05/2026

Più di quanto sembra

Perbellini / Gipponi
Gipponi / Perbellini

11 maggio 2026

Non è stata una semplice “quattro mani”, bensì un qualcosa di diverso, capace di mettere in dialogo due sensibilità molto più vicine di quanto si possa immaginare.

Una sintonia inattesa, ma nello stesso tempo profonda, tra due visioni del gusto e dell’ospitalità.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile una giornata che non dimenticheremo facilmente.

Grazie a da cui è partita l’idea.

Grazie a e tutti i ragazzi della sua brigata.

Grazie ai produttori presenti fisicamente - , e Michele Loda, e quelli presenti nei loro racconti - Paolo Vodopivec e la famiglia Monte Dall’Ora.

Grazie a e a , da sempre sostenitori di Dina.

Grazie, infine, a tutti gli ospiti che, senza esitare nemmeno un secondo, hanno accolto con entusiasmo l’invito a far parte di questa esperienza unica, resa da tutti memorabile.

Dina siete Voi!

Ph.

Sensazioni chemesteticheIl benvenuto di Dina Shot: un “attacco” quasi bollente che lascia immediatamente spazio ad una s...
26/04/2026

Sensazioni chemestetiche

Il benvenuto di Dina

Shot: un “attacco” quasi bollente che lascia immediatamente spazio ad una sensazione di freschezza data dalla menta.

Successivamente: c***a, finocchietto e pepe.

Chi ci conosce da tempo sa che una delle tematiche ricorrenti nei menu di Dina riguarda le sensazioni “chemestetiche”.

Le sensazioni chemestetiche derivano da una sorta di inganno con cui determinate molecole attivano recettori solitamente sensibili a stimoli fisici. Non sono veri sapori, ma sensazioni “fantasma”, come il bruciore del peperoncino, la pungenza del pepe o la freschezza del mentolo.

Sensazioni la cui intensità è estremamente soggettiva e che vi lasceranno un ricordo nel gusto e oltre il gusto.

Ph.

Aperture straordinarie prima della pausa estiva che comincerà il 16 giugno 2026. Potete riservare il vostro tavolo diret...
25/04/2026

Aperture straordinarie prima della pausa estiva che comincerà il 16 giugno 2026.

Potete riservare il vostro tavolo direttamente dal sito (https://www.dinaristorante.com/prenota/) oppure chiamandoci al numero 0302523051

Vi aspettiamo!

Sapevate che siamo l’unico ristorante in Italia ad utilizzare l’“Ergonomica”?“Ergonomica” è il nome della collezione di ...
23/04/2026

Sapevate che siamo l’unico ristorante in Italia ad utilizzare l’“Ergonomica”?

“Ergonomica” è il nome della collezione di posate disegnata per MEPRA da Angelo Mangiarotti, architetto e designer italiano, che nel 1991 vinse per questo progetto il premio “Design Plus”.

Essendo impossibile stampare delle posate del genere, esse vengono realizzate interamente a mano e sono ricavate da tre parti: ogni ma**co di forchetta, coltello e cucchiaio è composto da due pezzi, saldati insieme e successivamente spazzolati, senza che si noti la saldatura; viene poi applicata la parte superiore (rebbi, lama o tazza).

Definite “posate disegnate” proprio per l’accurata ricerca formale che le contraddistingue e per lo studio della funzionalità che ci sta dietro, da Dina le utilizziamo per alcuni dei nostri piatti più iconici.

Ph.

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella stanza di “decompressione”. Opera realizzata per Al...
17/04/2026

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella stanza di “decompressione”. Opera realizzata per Alberto dall’artista Jonathan Monk, nel corso degli anni è diventata una delle immagini più associate a Dina.

Ma sapevate che nella “stanza della noia e dell’attesa” si nasconde un’altra opera dello stesso artista britannico ? Non è facilmente individuabile da tutti, ma solo dai più attenti.

La vache chi rit® (2016): siete curiosi di conoscerne la storia?

Ph.

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella “stanza di decompressione”. Opera realizzata per Al...
17/04/2026

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella “stanza di decompressione”. Opera realizzata per Alberto dall’artista Jonathan Monk, nel corso degli anni è diventata una delle immagini più associate a Dina.

Ma sapevate che nella “stanza della noia e dell’attesa” si nasconde un’altra opera dello stesso artista britannico ? Non è facilmente individuabile da tutti, ma solo dai più attenti.

La vache chi rit® (2016): siete curiosi di conoscerne la storia?

Ph.

Entrare da Dina significa entrare in un luogo dove l’ospitalità è concreta: ogni gesto, ogni attenzione è pensata per fa...
04/04/2026

Entrare da Dina significa entrare in un luogo dove l’ospitalità è concreta: ogni gesto, ogni attenzione è pensata per far sentire chi arriva a proprio agio.

Non è solo cucina, non è solo servizio: è una forma di cura silenziosa, ma costante che trasforma un pasto in un’esperienza di vicinanza.

In fondo, accogliere (bene) significa questo: riconoscere chi hai davanti e far sentire che il suo tempo e la sua presenza contano.

Dina è – oggi più che mai – un luogo che si modella o, addirittura, viene modellato attraverso gli sguardi e le personalità dei suoi ospiti. Ogni servizio cambia perché sono evidentemente diverse le persone che lo animano.

Accogliere chi si siede alla nostra tavola è il ciò che fonda Dina: noi ti amiamo di già!

La pasta sfoglia bollita è il piatto di Dina la cui realizzazione risulta tra le più complesse.Nasce da un gesto istinti...
28/03/2026

La pasta sfoglia bollita è il piatto di Dina la cui realizzazione risulta tra le più complesse.

Nasce da un gesto istintivo e quasi banale: non buttare i ritagli della sfoglia.
Da lì prende forma qualcosa di inatteso: una pasta al b***o.

La struttura è quella della sfoglia.
Pastello e panetto, b***o incassato. Due masse che si incontrano e, se lavorate con precisione, non si separano più.

La difficoltà arriva in cottura.

Se non viene piegata nel modo giusto, se viene lavorata prima che b***o e pastello diventino una struttura “coesa”, si rompe tutto.
Il b***o si separa, la pasta perde consistenza.

È una pasta estremamente “delicata”.

Ancora oggi non è del tutto chiaro perché funzioni. Ormai riesce sempre, ma, per noi, il motivo esatto rimane ancora difficile da spiegare.

Il piatto viene servito quasi in modo didattico:
una pappardella di pasta sfoglia bollita, una vera pasta al b***o.

Accanto, caviale ghiacciato. Un modo per togliere al caviale uno dei suoi pregiudizi più forti: la temperatura.

E anche un piccolo omaggio alle tagliatelle di pasta choux di Matteo Baronetto.

Ma il punto non è solo il piatto.

È la possibilità che questa pasta apre:
potrebbe restare una pasta al b***o, oppure diventare la parte soffice di una lasagna (per proseguire l’illuminazione di Massimo Bottura), oppure inaspettati futuri.

Per ora è solo l’inizio.

Ph.

Indirizzo

Via Santa Croce 1
Gussago
25064

Orario di apertura

Lunedì 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Giovedì 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Venerdì 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Sabato 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Domenica 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00

Telefono

+390302523051

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