Dina - Alberto Gipponi

Dina - Alberto Gipponi Il ristorante Dina di Alberto Gipponi si trova a Gussago, in Franciacorta, a pochi minuti da Brescia.
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Seppia e rafano (e pasta rock)Abbiamo atteso l’ultimo servizio del 2025/2026 prima di pubblicare ufficialmente un piatto...
15/06/2026

Seppia e rafano (e pasta rock)

Abbiamo atteso l’ultimo servizio del 2025/2026 prima di pubblicare ufficialmente un piatto che è diventato uno dei simboli di CIAO: seppia e rafano (e “pasta rock”).

Durante la stagione appena trascorsa, abbiamo invitato i nostri ospiti ad indovinare l’“elemento” (o, meglio, la “lavorazione”) nascosta nel piatto: la “pasta rock” appunto, presentata alla quinta edizione di “Science and Cooking World Congress” (SCWC), tenutasi a Barcellona a novembre 2024, insieme al Prof. Davide Cassi dell’Università di Parma.

La “pasta rock” nasce da una lavorazione termica della farina che, in questo caso, prima di ve**re impastata e resa nella forma di piccole tagliatelle, cuoce in forno per due ore a 105 gradi. Al morso la pasta risulta “tesa”, ma altrettanto “elastica”, assumendo così una consistenza diversa rispetto ad una classica pasta di grano duro, simile a quella di una seppia. E vi possiamo assicurare che non tutti i nostri ospiti sono riusciti a notare la differenza!

Un ringraziamento sentito va senza dubbio a Davide Cassi, fonte inesauribile di conoscenza, risposte e domande, con il quale ho la fortuna di collaborare ormai da parecchi anni, e a Mattia Trabetti , chef del ristorante Alto di Fiorano Modenese, grazie al quale, durante la presentazione del libro “Pasta cruda, pasta cotta” di Davide, è nato il connubio seppia-pasta rock.

Ph. Alberto Blasetti

Pane e NutellaaliasDiaframma e nocciolaQuanto cambia la percezione di ciò che degustiamo quando ad esso viene attribuito...
13/06/2026

Pane e Nutella
alias
Diaframma e nocciola

Quanto cambia la percezione di ciò che degustiamo quando ad esso viene attribuito un titolo o una denominazione manifestatamente inaspettata e fuori contesto?

In prima battuta, forse, straniamento; successivamente, approvazione.

Ed è ciò che leggiamo inizialmente negli occhi di chi si trova davanti “Pane e Nutella” e, subito dopo, nel sorriso compiaciuto.

Nel raccontare la genesi di questo piatto, ci piace citare due amici: Francesco Simone Sodano , in primis. Da abbiamo visto per la prima volta il macchinario per estrarre olio da frutta secca e semi (oltretutto Francesco propone un piatto che si chiama “Pane e Nutella”), e Nicola Borgato di Nicola Borgato, che, da ormai un anno, ci fornisce una materia prima oltre lo straordinario.

Ph. Alberto Blasetti

Se, nel lontano 2017, anno di apertura di Dina, qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei trovato a condividere pe...
29/05/2026

Se, nel lontano 2017, anno di apertura di Dina, qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei trovato a condividere pensieri, tavoli, dubbi, idee e visioni con alcune delle persone che hanno cambiato il modo di guardare alla gastronomia contemporanea, probabilmente avrei pensato a uno scherzo.

E, invece, eccomi qui.

I giorni appena trascorsi con Chefs Community for Innovation sono difficili da descrivere. Non un congresso, non una serie di interventi, non una visita. Piuttosto, la sensazione concreta di entrare dentro un sogno che continua a prendere forma mentre lo stai vivendo.

Ascoltare dal vivo David Zilber, Douglas McMaster, Bernat Guixer, Diego Prado, Cipriano Carrero, Ramón Perisé, Beatriz Pascual, Alatz Bilbao, Ángel León, Ciro Scamardella, Giovanni Oliveri e tutti gli altri protagonisti di questa esperienza, è stato un privilegio enorme. Ma ancora più prezioso è stato poter condividere tempo, domande e prospettive con persone che stanno cercando, ognuna a modo proprio, di immaginare il futuro della gastronomia.

Il e il .goe sono luoghi che ti ricordano quanto la cucina possa essere molto più della cucina: laboratori di idee, centri di ricerca, spazi dove il pensiero incontra il fare.

Torno a casa con la testa piena, il cuore leggero e una gratitudine ardua da contenere.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo, in particolare , .regefalk e tutti gli organizzatori. Grazie a chi ha parlato e a chi ha ascoltato. Ma, soprattutto, grazie chi continua a credere che il cibo possa essere uno strumento culturale, umano e politico.

Per qualche giorno ho avuto la sensazione di vivere dentro un “sogno lucido”. E la cosa più bella è che adesso ho ancora più voglia di tornare in cucina.

È per me un onore far parte di Chefs Community for Innovation, così come aver partecipato in qualità di relatore a “New ...
28/05/2026

È per me un onore far parte di Chefs Community for Innovation, così come aver partecipato in qualità di relatore a “New Frontiers for Innovation” organizzato dal GOe (.goe .regefalk )

Il mio intervento, dal titolo “Pasta reimagined: the simplest canvas for the boldest ideas”, ha trattato una tematica che, dopo quasi 9 anni dall’apertura di Dina, posso affermare sia, ad oggi, la più significativa del mio lavoro: la pasta.

Avrei potuto parlare per giorni interi, ma ho voluto focalizzarmi su alcuni lavori a mio avviso particolarmente interessanti da un punto di vista tecnico.

La pasta “cruda, ma cotta”, che ha visto la sua concretizzazione dapprima nel “casoncello crudo, ma cotto” e, poi, nella “crostatina cruda, ma cotta”, passando per la “pasta vetrificata” e le paste di “Bianco su Bianco” (le trofie al pesto e la pasta sale, mandorla e limone), per giungere sino alla pasta “rock” e la pasta sfoglia bollita.

In sanscrito il suffisso “pa” significa nutrire, proteggere, sostenere e custodire. In italiano, è la radice di parole come padre, pastore, pane e, chiaramente, PASTA!

Spero che il mio contributo possa smuovere nuove riflessioni sulla visione della pasta: la tela bianca su cui è così meraviglioso scrivere, dipingere, immaginare.

Più di quanto sembraPerbellini / GipponiGipponi / Perbellini11 maggio 2026Non è stata una semplice “quattro mani”,  bens...
16/05/2026

Più di quanto sembra

Perbellini / Gipponi
Gipponi / Perbellini

11 maggio 2026

Non è stata una semplice “quattro mani”, bensì un qualcosa di diverso, capace di mettere in dialogo due sensibilità molto più vicine di quanto si possa immaginare.

Una sintonia inattesa, ma nello stesso tempo profonda, tra due visioni del gusto e dell’ospitalità.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile una giornata che non dimenticheremo facilmente.

Grazie a da cui è partita l’idea.

Grazie a e tutti i ragazzi della sua brigata.

Grazie ai produttori presenti fisicamente - , e Michele Loda, e quelli presenti nei loro racconti - Paolo Vodopivec e la famiglia Monte Dall’Ora.

Grazie a e a , da sempre sostenitori di Dina.

Grazie, infine, a tutti gli ospiti che, senza esitare nemmeno un secondo, hanno accolto con entusiasmo l’invito a far parte di questa esperienza unica, resa da tutti memorabile.

Dina siete Voi!

Ph.

Sensazioni chemesteticheIl benvenuto di Dina Shot: un “attacco” quasi bollente che lascia immediatamente spazio ad una s...
26/04/2026

Sensazioni chemestetiche

Il benvenuto di Dina

Shot: un “attacco” quasi bollente che lascia immediatamente spazio ad una sensazione di freschezza data dalla menta.

Successivamente: c***a, finocchietto e pepe.

Chi ci conosce da tempo sa che una delle tematiche ricorrenti nei menu di Dina riguarda le sensazioni “chemestetiche”.

Le sensazioni chemestetiche derivano da una sorta di inganno con cui determinate molecole attivano recettori solitamente sensibili a stimoli fisici. Non sono veri sapori, ma sensazioni “fantasma”, come il bruciore del peperoncino, la pungenza del pepe o la freschezza del mentolo.

Sensazioni la cui intensità è estremamente soggettiva e che vi lasceranno un ricordo nel gusto e oltre il gusto.

Ph.

Aperture straordinarie prima della pausa estiva che comincerà il 16 giugno 2026. Potete riservare il vostro tavolo diret...
25/04/2026

Aperture straordinarie prima della pausa estiva che comincerà il 16 giugno 2026.

Potete riservare il vostro tavolo direttamente dal sito (https://www.dinaristorante.com/prenota/) oppure chiamandoci al numero 0302523051

Vi aspettiamo!

Sapevate che siamo l’unico ristorante in Italia ad utilizzare l’“Ergonomica”?“Ergonomica” è il nome della collezione di ...
23/04/2026

Sapevate che siamo l’unico ristorante in Italia ad utilizzare l’“Ergonomica”?

“Ergonomica” è il nome della collezione di posate disegnata per MEPRA da Angelo Mangiarotti, architetto e designer italiano, che nel 1991 vinse per questo progetto il premio “Design Plus”.

Essendo impossibile stampare delle posate del genere, esse vengono realizzate interamente a mano e sono ricavate da tre parti: ogni ma**co di forchetta, coltello e cucchiaio è composto da due pezzi, saldati insieme e successivamente spazzolati, senza che si noti la saldatura; viene poi applicata la parte superiore (rebbi, lama o tazza).

Definite “posate disegnate” proprio per l’accurata ricerca formale che le contraddistingue e per lo studio della funzionalità che ci sta dietro, da Dina le utilizziamo per alcuni dei nostri piatti più iconici.

Ph.

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella stanza di “decompressione”. Opera realizzata per Al...
17/04/2026

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella stanza di “decompressione”. Opera realizzata per Alberto dall’artista Jonathan Monk, nel corso degli anni è diventata una delle immagini più associate a Dina.

Ma sapevate che nella “stanza della noia e dell’attesa” si nasconde un’altra opera dello stesso artista britannico ? Non è facilmente individuabile da tutti, ma solo dai più attenti.

La vache chi rit® (2016): siete curiosi di conoscerne la storia?

Ph.

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella “stanza di decompressione”. Opera realizzata per Al...
17/04/2026

“Until then if not before” è la scritta al neon che si staglia nella “stanza di decompressione”. Opera realizzata per Alberto dall’artista Jonathan Monk, nel corso degli anni è diventata una delle immagini più associate a Dina.

Ma sapevate che nella “stanza della noia e dell’attesa” si nasconde un’altra opera dello stesso artista britannico ? Non è facilmente individuabile da tutti, ma solo dai più attenti.

La vache chi rit® (2016): siete curiosi di conoscerne la storia?

Ph.

Indirizzo

Via Santa Croce 1
Gussago
25064

Orario di apertura

Lunedì 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Giovedì 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Venerdì 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Sabato 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00
Domenica 12:30 - 14:00
19:00 - 23:00

Telefono

+390302523051

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