29/05/2026
Se, nel lontano 2017, anno di apertura di Dina, qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei trovato a condividere pensieri, tavoli, dubbi, idee e visioni con alcune delle persone che hanno cambiato il modo di guardare alla gastronomia contemporanea, probabilmente avrei pensato a uno scherzo.
E, invece, eccomi qui.
I giorni appena trascorsi con Chefs Community for Innovation sono difficili da descrivere. Non un congresso, non una serie di interventi, non una visita. Piuttosto, la sensazione concreta di entrare dentro un sogno che continua a prendere forma mentre lo stai vivendo.
Ascoltare dal vivo David Zilber, Douglas McMaster, Bernat Guixer, Diego Prado, Cipriano Carrero, Ramón Perisé, Beatriz Pascual, Alatz Bilbao, Ángel León, Ciro Scamardella, Giovanni Oliveri e tutti gli altri protagonisti di questa esperienza, è stato un privilegio enorme. Ma ancora più prezioso è stato poter condividere tempo, domande e prospettive con persone che stanno cercando, ognuna a modo proprio, di immaginare il futuro della gastronomia.
Il e il .goe sono luoghi che ti ricordano quanto la cucina possa essere molto più della cucina: laboratori di idee, centri di ricerca, spazi dove il pensiero incontra il fare.
Torno a casa con la testa piena, il cuore leggero e una gratitudine ardua da contenere.
Grazie a chi ha reso possibile tutto questo, in particolare , .regefalk e tutti gli organizzatori. Grazie a chi ha parlato e a chi ha ascoltato. Ma, soprattutto, grazie chi continua a credere che il cibo possa essere uno strumento culturale, umano e politico.
Per qualche giorno ho avuto la sensazione di vivere dentro un “sogno lucido”. E la cosa più bella è che adesso ho ancora più voglia di tornare in cucina.