21/06/2026
Ci sono ponti costruiti per gli animali, non per le auto.
Quando un'autostrada attraversa un bosco non taglia solo il paesaggio: divide in due il territorio degli animali, che per cercare cibo o un compagno sono costretti ad attraversare l'asfalto — e spesso non ce la fanno.
In molti Paesi la risposta non è rassegnarsi. Si costruisce un ecodotto: un ponte verde, ricoperto di terra, erba e arbusti, che scavalca l'autostrada. Cervi, tassi, volpi, anfibi e piccoli mammiferi lo attraversano come fosse terreno naturale, mentre il traffico scorre sotto. Reti e barriere ai lati li accompagnano verso il passaggio.
Non è immediato: gli animali impiegano anni a fidarsi e a imparare a usarlo. Ma quando lo fanno, i risultati sono enormi. Dove questi passaggi esistono, gli incidenti con la fauna calano in modo drastico — fino all'80-90% in meno — e le popolazioni separate dalla strada tornano a incontrarsi e a scambiarsi i geni. A Banff, in Canada, undici specie di grandi mammiferi li hanno attraversati oltre 200.000 volte in diciassette anni.
Non è una soluzione lontana. I Paesi Bassi hanno il ponte faunistico più lungo del mondo, quasi un chilometro. E anche in Italia esistono ecodotti e "rospodotti" — passaggi pensati per far attraversare i rospi in sicurezza — lungo autostrade e strade, costruiti per ricucire i corridoi ecologici spezzati.
Una strada non è per forza un muro per la natura. A volte basta lasciarle un varco.