Il diario di Grace

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Il diario di Grace Grace Kelly🌹 Si scende nel peccato della gola assaporando tutti i gusti, si osserva la storia gustando la Murgia.

Si vive la bellezza della nostra città, ogni sera, da Tredici volte.

✨**Il SESTO SENSO**✨Ho sempre saputo prima di capire. Le persone mi arrivano addosso come un'onda, le sento nello stomac...
17/10/2026

✨**Il SESTO SENSO**✨

Ho sempre saputo prima di capire. Le persone mi arrivano addosso come un'onda, le sento nello stomaco. Capisco subito da chi devo stare lontana. È fisica pura, due calamite al contrario che si respingono. Per anni però sono
proprio lì, dove la repulsione era più forte.

Voglio dirlo chiaramente: non sono mai stata ingenua. Non è che non vedessi. Vedevo benissimo la falsità, l'opportunismo, i sorrisi di circostanza, i giochi alle spalle, la fregatura che stava arrivando. Vedevo chi si avvicinava solo quando gli faceva comodo e chi mi cercava solo per interesse. Se sono rimasta non è stato per scelta. Ero costretta a rapportarmi per obblighi morali e sociali. A lavoro devi collaborare, in famiglia devi esserci, in certe comitive devi tenere insieme. Non restavo perché ci credevo, restavo perché dovevo non rompere.

Detesto l'ostilità, così andavo contro me stessa pur di creare armonia. Mi mettevo in discussione anche quando sentivo nelle viscere che quegli sguardi non erano limpidi. Avevo un'antenna accesa, un'ansia precisa che non ha mai sbagliato una previsione. Sapevo che mi sarei fatta male e ci andavo lo stesso, a corpo morto, per provare a vincere sul mio istinto. Il dolore vero non era quello che mi facevano gli altri, era essermelo procurato da sola restando dove sapevo di non dover stare. Quando arrivava il te l'avevo detto, io lo sapevo già da prima di tutti.

Sentivo di non piacere, di non essere la benvenuta, e invece di andarmene provavo a farmi andare bene lo stesso. Se a volte ho assecondato anche ciò che sapevo falso, non è stato per ingenuità, ma per sfinimento.

Poi ho trovato la chiave per aprire il cancello della prigione mentale.🗝️

Oggi non mi stringo più per entrare in posti stretti. Non mi adatto più. Non mi lego ai ricordi, belli o brutti che siano. Guardo avanti. Scelgo io chi frequentare. Ho imparato che no è una frase completa, ed è bellissimo dirlo. È bella la libertà di essere come sono, senza vincoli. Come si dice?

“Non voglio piacere a tutti, così come non tutti piacciono a me. Uno a uno, palla al centro. 🏐”

Finalmente sono io. Libera.🧚🏾‍♀️

Grace L.❤️

16/10/2026

Vietato ai minori di 18 anni🚫

🔥SCIOPERO🔥Donne, gli uomini stanno già scioperando e noi che facciamo? Stiamo a guardare? NO! ✊Anche noi guidiamo, anche...
15/10/2026

🔥SCIOPERO🔥

Donne, gli uomini stanno già scioperando e noi che facciamo? Stiamo a guardare? NO! ✊

Anche noi guidiamo, anche noi facciamo la spesa, portiamo i figli a scuola, andiamo a lavoro. La benzina a 2 euro ci ammazza anche a noi! ⛽️💸

Il caro trasporti non è una cosa da uomini. È una cosa di tutti noi!

Per questo vi dico: ORGANIZZIAMOCI E SCIOPERIAMO CON LORO! 🚗🚛🔥

Un giorno tutte ferme. Nessuna macchina, nessun acquisto, nessun bus. Facciamo sentire anche la nostra voce, insieme alla loro!

Se ci uniamo siamo il doppio e non ci possono ignorare! 💥

Che ne dite?👇

Non succederà niente, ma almeno c’ho provato 🤷🏻‍♀️🙄

✨✨Colazione offerta✨✨Buongiorno 🌹Prima tappa: fotografo per la foto tessera. Un'esperienza che andrebbe bandita per legg...
15/10/2026

✨✨Colazione offerta✨✨

Buongiorno 🌹

Prima tappa: fotografo per la foto tessera. Un'esperienza che andrebbe bandita per legge. Arrivi già sapendo che verrai malissimo e lui ti dice pure "dai, sorrida". Come si fa a sorridere a comando sapendo che quella foto ti perseguiterà su ogni documento per i prossimi dieci anni? Orrenda, ovviamente. Lorenzo Rinaldi però è sempre carinissimo e prova sempre ad alzarti l'autostima.

Seconda tappa: salto al Comune a ritirare un documento e poi di corsa dal notaio Digiesi, in centro, proprio presso la Cattedrale.

Ed è lì il momento alta moda. Turisti in pieno agosto, manica corta e pantaloncini, io in versione cipolla: camicia, pantalone e cappottino. Mi sono sentita mezza cogliona, lo ammetto. Però dal 2020 in poi lo siamo un po' tutti, quindi sono in ottima compagnia. 🤍

E ora la cosa bella, ma fino a un certo punto.

Sono tre giorni di fila che esco per commissioni e mi fermo a fare il mio rito: caffè macchiato e tortina alla ricotta, che in questo periodo è una fissa. E sono tre giorni che non pago. Arriva il cameriere e fa: "Offre il signore". ✨

Quale signore? Boh.🤷🏻‍♀️

Allora, grazie ai signori misteriosi, gentilissimi davvero. Ma se offrite, presentatevi. Perché il gesto carino, se resta anonimo, da "che dolce" diventa "chi è e perché mi sta guardando mentre mangio la ricotta?". Un po' inquietante.

Detto ciò, domani devo andare da De Leonardis in gioielleria. Quindi se i signori misteriosi sono ancora in ascolto e vogliono fare le cose in grande, lì il budget sale un pochino. Se volete offrirmi anche un gioiellino, io non mi offendo.

Grace❤️

✨Quando il corpo parla piano 🤍✨È da due giorni che fisicamente non sto benissimo. Non sto neanche male, davvero, ma ho q...
14/10/2026

✨Quando il corpo parla piano 🤍✨

È da due giorni che fisicamente non sto benissimo. Non sto neanche male, davvero, ma ho qualche disturbo fastidioso. Tensione o dolore agli occhi, tensione alla mandibola, o forse a tutta la faccia. Non so spiegarlo nemmeno io. ☁️

Ieri sono andata in banca. La sera prima, molto tardi, avevo effettuato per errore un bonifico in più e avrei dovuto annullarlo prima che partisse. Ieri mattina mi sono svegliata con quel pensiero fisso, perché dal mio portale non ero riuscita ad annullarlo. Fortunatamente in banca hanno provveduto allo storno, ma mentre ero lì ho avuto un malore improvviso, durato un minuto o forse meno. Uno spasmo fortissimo allo stomaco, è mancato poco che perdessi i sensi. Ho iniziato a pensare: oddio, che figura. Se mi sento male proprio qui. Ho iniziato a contare nella mente, a incrociare forte le dita, e poi quello spasmo, insieme al sudore improvviso, è scomparso. 🕊️

Tornata a casa, ho mangiato un panino integrale con pollo e spinaci. Altro malore, diverso: crampi alla pancia, scariche e sangue rosso vivo. Di nuovo panico, poi tutto è rientrato nella norma. Sarà l'aria del paese che mi respinge o sono io a volermene andare, boh. In Germania mai un dolore, nessun disturbo, poi torno qui e mi sento strana. 🍃

Oggi alle 12:30 avevo appuntamento dal dottore e sapevo che avrei fatto tardi. Sono uscita alle 14:20, credo. Troppo tardi per tornare a Gravina, prepararmi qualcosa e mangiare. Avevo già fame alle 13:00, lo stomaco brontolava, così ho deciso di fermarmi al ristorante a due passi dallo studio medico. Avrei voluto fare due passi, ma il vento era freddo. O forse ero io a percepirlo così.

Ah, quasi dimenticavo Kira. Kira è il cane che incontro ogni volta che vado allo studio medico, ci salutiamo amichevolmente. Ci adoriamo. 🐾✨

Entro nel ristorante, qualcuno mi guarda, forse si chiede perché sia sola, non so, ma non mi interessa. Mi siedo in un bell'angolo, molto carino. A servirmi una ragazza molto giovane, orientale, che mi porta l'entrée di benvenuto. Ordino un Aperol Spritz e un piatto di orecchiette con salsiccia, cime di rapa e peperone crusco. 🍽️

Pranzo in silenzio, osservo due donne che pranzano di fronte al mio tavolo. Mi piace. Poi due uomini accanto al mio tavolo e altri due dall'altro lato. Io sto a mio agio. Non c'è cosa più bella che godersi un pasto in un bel posto dove nessuno ti conosce e nessuno ti parla, a parte la cameriera. Non sorrido a nessuno, perché poi magari qualcuno potrebbe rivolgermi la parola e io non voglio parlare con nessuno. Voglio solo gustarmi il mio pranzo, con la musica in sottofondo, e osservare i volti delle persone che non conosco. Sto bene, sono serena. Forse anche felice. 🤍

Torno a casa, mi spoglio e mi metto comoda. Di nuovo tensione alla faccia, agli occhi. Mi fa un po' male la testa. Prendo un Oki? No. Decido di no, perché poi diventa dipendenza. Ma dentro di me si rafforza il pensiero che qui non è più casa mia e che voglio trasferirmi. 🌿

Fine.

ciao grace ❤

✨✨**Pensiero del giorno**✨✨Sono quasi sicura che molti piccoli fuochi si sarebbero spenti sul nascere, se tra due parti ...
11/10/2026

✨✨**Pensiero del giorno**✨✨

Sono quasi sicura che molti piccoli fuochi si sarebbero spenti sul nascere, se tra due parti in discussione non si fossero infilati i piromani.

È vero, quando le persone sono esasperate diventano più vulnerabili, come mine pronte a esplodere. Ma è altrettanto vero che persone che si ritengono stabili, serie, comprensibili, empatiche e ragionevoli, invece di accogliere uno sfogo e custodirlo, hanno scelto di riportare fatti e situazioni esaltandone alcuni aspetti e alimentando le discussioni. Voglio sperare lo abbiano fatto sottovalutando in buona fede che avrebbero innescato bombe atomiche. Poi non ci si deve stupire se di tutto quello che c'era alla fine è rimasto il niente, solo fazioni.

Attenzione, non è che una parte avesse ragione e l'altra torto. Erano semplicemente in contrasto e, lasciate sole, probabilmente avrebbero appianato e trovato un punto di incontro. Ma la terza parte cosa ha fatto? La strage.

Alla fine le due parti, con il tempo, stanno lentamente ritrovando la loro serenità. Sono gli esterni che hanno impedito questo incontro e ora ne pagano il prezzo, perché il boomerang si è ritorto contro.

Per restare nella metafora, avete presente la guerra tra Russia e Ucraina? I portatori di pace sono stati quelli che hanno dato le armi per alimentarla. Ecco, io spero con tutto il cuore che la Russia e l'Ucraina trovino finalmente la pace. E spero che la NATO, che si è presentata come portatrice di pace mentre dava le armi per alimentare la guerra, si faccia un bell'esame di coscienza e paghi le conseguenze dei propri errori.

E sia chiaro, non parlo di Stati. Parlo di persone.

Questo succede nelle famiglie, non solo tra Stati. Ci sono persone coinvolte che avrebbero potuto godere di una serenità e l'hanno persa, mentre le due parti direttamente interessate la stanno ritrovando. Chi è causa del proprio mal pianga se stesso.

Col❤️…Grace🌹

🖤Mio padre.🖤Abbiamo avuto un confronto intenso. Ha pianto, mi ha chiesto di stringergli la mano. Non mi fidavo. Ha insis...
10/10/2026

🖤Mio padre.🖤

Abbiamo avuto un confronto intenso. Ha pianto, mi ha chiesto di stringergli la mano. Non mi fidavo. Ha insistito. Ho ceduto. Gli ho creduto e ci siamo chiesti scusa.

È bravissimo a toccare i sentimenti, a recitare il dolore. Mi ha smossa qualcosa dentro e sono caduta nella trappola. La stessa trappola in cui è caduta mia madre per 60 anni.

Ho cambiato atteggiamento. Sono tornata ad essere premurosa e dolce.
Lui mi ha fatto promesse che non avevo chiesto. Mi sono commossa e non ho dormito la notte.

Il giorno dopo è bastata una telefonata, o forse solo il bisogno di tornare al solito copione, e ha ricominciato. Peggio di prima. A screditarmi davanti a delle estranee, esattamente come faceva con mia madre.
Uguale. Racconta una versione distorta dei fatti, dipingendosi come una vittima indifesa. Vittima solo delle sue azioni, delle sue parole, delle sue sceneggiate.
Prima fa leva sui sentimenti, poi il giorno dopo ti colpisce senza pietà e senza rimorso.

Questo è mio padre per me.

Io lo perdono, perché non posso cambiarlo. Ma scelgo di stare a chilometri di distanza, perché a livello psicologico ti demolisce. E io non glielo permetterò mai più.

Chi lo ama, se ne prenda cura. Io chiudo il portone per sempre e non mi vedrà mai più!

Aveva ragione Mia Martini, ‘Gli uomini non cambiano’.

✨Grace Lorusso✨

✨✨La casa per me✨✨La casa, per me, è un luogo sacro.Lo so, per molti sembrerò fissata. Forse ho un modo sbagliato di viv...
09/10/2026

✨✨La casa per me✨✨

La casa, per me, è un luogo sacro.
Lo so, per molti sembrerò fissata. Forse ho un modo sbagliato di viverla, ma per me non è mai stata una chiesa aperta a tutti. È esattamente il contrario.

Un mese fa scrivevo che non sono gelosa degli affetti, né delle cose materiali. Ero sincera allora e lo sono adesso. Se vivo questo spazio come un diario è proprio per questo: so benissimo che espormi così mi porterà più detrattori che sostenitori, ma alla mia età non mi interessa piacere a tutti. Voglio piacere ai miei simili.

Dei miei spazi non sono gelosa. Ne ho bisogno. È il posto dove mi ritrovo. Divano, tv, bagni, camere, studio, cucina devono essere esattamente come li voglio io: puliti, in ordine, silenziosi, miei. Quando la apro a chiunque mi sento derubata, provo fastidio, perché in casa mia voglio essere, non adeguarmi a chi entra come ospite. Non è la casa da mostrare ad amiche, parenti, conoscenti e soprattutto estranei. Lo stesso disagio lo provo quando sono io ospite da altri.

Per me gli spazi vanno rispettati, sempre. Anche mia figlia deve rispettare il mio, come io rispetto il suo. Piccolo esempio.

Quando sono atterrata a casa di mamma per sostituirla, è vero, mi sono sentita padrona. Ma ero anche quella che puliva, cucinava, lavava. Prendendo in mano le redini, le cose dovevano andare a regime, a modo mio.

Vuoi spalancare le finestre o andare fuori? Va bene, ma prima pulisco. Altrimenti non le apri, perché mi sporchi dentro. Se fuori ha piovuto e vuoi entrare, ti pulisci le scarpe. Io te le farei togliere, ma mi accontento che te le pulisca. Sbagliato? Può darsi. Ma ho le mie regole.

Le tende le ho tolte e lavate. La polvere zero, perché si spolvera ogni giorno. Il bagno si pulisce ogni volta che si sporca, una volta, due se serve. Ero un generale? Sì. Ma se pulisco io, chi entra si adegua al mio stile di vita, non il contrario.

Ti spogli? Lo sporco va nel cesto giusto. La giacca appesa. Le lenzuola cambiate ogni due, tre giorni. Mangi un biscotto, un panino, un pezzo di frutta? Ti siedi a tavola, con un tovagliolo o una tovaglietta, un piattino, e rispetti il mio lavoro. Se sporchi, pulisci con me.
La mia regola è sempre stata una sola: pulire sul pulito. Non rimandare a domani quello che si sporca oggi, perché poi si accumula e mi innervosisco. Vivo nell'ordine perché amo la mia casa.

Da mamma, all'inizio, mi sentivo persa. Aveva spostato tutto, non era più lei, era strano trovare ogni cosa fuori posto. Sono stata vista come quella che voleva comandare. Ma io dovevo comandare. C'ero io.

Quindi no, non ti permetto di entrare con le scarpe bagnate sul parquet. Non ti permetto di mangiare sporcando mezza casa, perché non ne pulivo una, ne pulivo due: la mia e quella di mamma. Ho tolto i tappeti perché inciampava. Ho spostato un mobile perché si trascinava, o semplicemente per tenere tutto in ordine. In fondo anche lei aveva questa mania di spostare e cambiare. Ho preso da lei.

Questo via vai che c'è adesso in quella casa mamma non lo avrebbe mai voluto. Lei le tavolate le faceva nel tugurio che amava mio padre. Poi c'era il museo, e io volevo che durante la malattia stesse nel museo con me, mentre io pulivo.

Non dico che avrebbero dovuto dirmi grazie. Ma apprezzarmi sì. Stavo solo cercando di seguire il suo sentire. So che certa gente lei non l'avrebbe mai fatta entrare. Ne era gelosa. Invece qualcuno ha voluto far entrare degli estranei.

E adesso volete sapere com'è ridotta quella casa? Un disastro. Lampadari non puliti dai primi di giugno, tende idem, mobili non spolverati. Io lavavo il pavimento tutti i giorni, anche due volte se serviva. Non c'era una cosa fuori posto. Se avete pensato che prendessi dei soldi, vi dico che non ne ho mai presi e non mi interessano neanche. Perché mamma, era mamma.

Controllavo troppo, e avevano da ridire. E adesso? 50 persone che vanno e vengono e la casa è sporca e i soldi escono per andare nelle tasche di chi il dovere non lo fa.💸

Io? Non atterro da Giugno. E si vede.

Anna e Daniela monitorano mamma che è allettata, dalle 5 di mattina alle 23:00. Tutto GRATIS.

L’infermiere fa il suo lavoro.

Le oss, anche.

La casa la pulisce il Messia col pensiero.

Fine.

✨✨**Il CORRIERE**✨✨ Ricapitolando, vi ricordate il post di questa mattina? Ecco, vi racconto la conclusione della mia ma...
08/10/2026

✨✨**Il CORRIERE**✨✨

Ricapitolando, vi ricordate il post di questa mattina? Ecco, vi racconto la conclusione della mia mattinata😪

Ero parcheggiata davanti al Figò. Cambio idea. Torno a casa.

Arrivo, chiudo la macchina in garage, salgo, mollo le scarpe sul pianerottolo e mi metto a fare una carbonara al volo. Ma la mia, eh. Alla Grace. Non quella con l'uovo semicrudo che balla nel piatto, a me piace cotta tipo frittata. Mi disgusta altrimenti🍝

Acqua che bolle, calo la pasta. Tempismo perfetto. Suona il campanello. È Anna, in ansia: "Scendi giù, c'è il corriere, non sa dove mettere il pacco, non entra!"

Io: "Non entra dove?"

Lei: "Dice che è una pedana!"

Io: "Pedana di che? Io non ho ordinato niente... arrivo giù."

Scendo borbottando, con la testa alla pasta. Apro il portone grande. Nessuno. Guardo la hall, spazio ce n'è eccome. Mi giro e lo vedo.

'Nu sort d baccalè. Due metri, tutto altezza e zero ossa, con il carrello e sopra un pacco quasi grande come una lavatrice. 📦

Mi guarda e fa: "E quindi?"

Io: "E quindi che? Ho aperto il portone."

Lui: "E io lo devo prendere e metterlo lì?"

Io: "E chi se no? Mi avete fatta scendere per aprire, ho aperto."

Lui, serissimo: "Io non sono tenuto a prenderlo."

Io: "Ma mi vedi? Se è pesante per te, figurati per me."

E inizia il ping pong più surreale del mondo, su chi dovesse spostare di un gradino 'sto pacco che tra l'altro non era nemmeno mio.

Io: "Dai, alza il carrello e dammi una mano."

Lui: "No, non sono tenuto." 🤦‍♀️

Io: "E allora lascialo sulla pedana, che ti devo dire."

Per fortuna passa Vincenzo, il nipote di zia Pina. Gli dico: "Vincè, mi dai una mano?"

Il genio del carrello: "No, è pesante."

Vincenzo lo ignora proprio e prova a
prenderlo da solo, ma dall'altro zero aiuto.

Alla fine gli dico: "Senti, mettilo vicino alla serranda."

Lui: "Incustodito?"

Io: "Eh certo, lascialo lì."

Lui: "Ma non può stare lì."

Io: "E allora mettilo nel portone. Sicc."

Vincenzo, che assisteva a 'sta scena, chiude lui la pratica: "Facciamo così, mettiamolo nel mio garage e basta."

Il gorilla prende il carrello e lo parcheggia da Vincenzo.

Cioè, non gli ho chiesto di portarlo sulla Torre Eiffel. Era un gradino. Uno. Col carrello. Bastava un minimo di sforzo. 😅

Risultato: pacco in ostaggio nel garage di Vincenzo, pasta scotta e incollata alla pentola, acqua che aveva quasi spento il fuoco e io che ho pranzato con una brioche.

E alle 16 dovevo stare ad Altamura.
Macchina bloccata, non potevo uscire perché stavano asfaltando la strada. Tutto questo perché non sono rimasta a mangiare da Figò.

Domani per dispetto ci vado. E invito pure Vincenzo, che mi ha salvata da quell’extraterrestre. 👽🛸

Buonanotte a tutti ✨🌙💋

✨✨La mia mattinata✨✨Ti svegli serena e poi...😪Mi sveglio, faccio colazione, rifaccio il letto e do una spolverata in cam...
08/10/2026

✨✨La mia mattinata✨✨

Ti svegli serena e poi...😪

Mi sveglio, faccio colazione, rifaccio il letto e do una spolverata in camera da letto. La casa è tutta in ordine, quell'ordine che mi riempie il cuore. Però per la mia fissazione passo lo Swiffer su tutto il pavimento, perché tanto anche se ho lavato ieri, un alone sullo Swiffer lo trovi sempre. Soprattutto qualche capello, e a me quel capello in casa dà proprio fastidio.

Poi penso: esco o non esco? Non ne ho voglia, ma devo. Devo andare a pagare l'assicurazione, prima in banca e poi da Maria Grazia.

Scendo in garage, apro con il telecomando e non posso uscire. Stanno facendo l'asfalto. Da un lato una gioia inaspettata, perché lo desideravo da tempo, dall'altro mi blocca. Mi dico: se stanno lavorando, mica posso uscire con la macchina. Risalgo a casa, mi affaccio dal balcone e vedo che gli operai sono in pausa. Rimetto al volo le scarpe che avevo lasciato sul pianerottolo per non sporcare casa e torno giù in garage.

Vado in banca e poi mi dirigo da Maria Grazia per l'assicurazione. Chiuso.

Mi rimetto in macchina e penso: se torno a casa e metto la macchina in garage, poi quando ricominciano a lavorare non la posso più tirar fuori. E io alle 16 devo stare ad Altamura. A fare cosa? Non ve lo dico, mo volete sapere assai 🤣

Allora penso: se torno a casa e non la metto in garage, fuori è un incubo. Ci sono due del quartiere che sono sempre pronti a fare le foto per mandarle ai vigili. E quindi mi dico: quasi quasi mi fermo a pranzo da Figò, quello vicino alla pineta. Si chiama così, no?

Parcheggio proprio davanti al ristorante, vedo uscire un gruppo di ragazzi, poi due uomini e intanto chiamo Rossella, mia figlia. Le dico: Roo, vuoi pranzare con me al ristorante? Mi dice che sta già mangiando. E allora le chiedo: ma secondo te, se mangio da sola in un ristorante qui a Gravina, esco su Vita in Diretta? A Quarto Grado?

Lei ride e mi fa: boh! Vai da Paterno.

E io: ma scusa, sto davanti a Figò ora, devo andare da Paterno a mangiarmi il pane?

Lei mi dice: ma no, da Paterno fanno anche i primi.

E io: e che cambia se vado da Paterno o da Figò? Sempre a Gravina sto.

E lei: ma scusa, cosa me lo chiedi a fare allora? Vai a Figò.

Le chiudo il telefono e torno a casa. Lo avessi mai fatto. Volete sapere cos'è successo?

Lo devo metabolizzare prima😪

Ve lo dico stasera. 💋

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