02/03/2020
Che pizza sta pizza!
Pensiero comune:
"Quella pizza non la digerisco. L'impasto è troppo pesante. Mi sento gonfio. Stanotte non ho dormito. Secondo me è un problema di lievito. Forse sono intollerante al glutine".
Anzi sicuro. Il glutine “fa la colla” e il lievito continua a “lievitare nello stomaco”.
Realtà:
Diametro pizza più o meno 30 cm (più o meno 2 etti e mezzo di pasta.)
Come farcitura, il quantitativo ideale per una settimana, oltre all'aggiunta di olio al di sopra. (Una semplice Margherita ha almeno 700 calorie).
Ingurgitata voracemente senza nemmeno masticare.
Accompagnata da quasi un litro di birra.
E senza dimenticare l'antipasto.
La bruschetta e il supplì, qualche fritto chi se lo fa mancare?
E a volte, In chiusura anche il tiramisù. Però senza latte. Con la soia. Senza uova. E senza caffè. E senza biscotti e farina.
Così se ne può mangiare fino a 2 chili, che non fa male ed è biologico.
PS: state tranquilli cari pizzaioli, ma non è con le lunghe "maturazioni" degli impasti che si risolvono i problemi.
Nemmeno con la giusta maturazione dell’impasto. Possono incidere, come anche la giusta cottura dell’impasto che può essere rallentata dall’acqua che viene fuori dalla mozzarella in cottura e rende umido l’impasto interno della pizza, cuocendo meno la maglia glutinica. (Per quello ci possiamo svegliare con la bocca asciutta, specie se la farcitura è ricca di salumi e formaggi che sono salati)
Per questo anche se cercate in tutti i modi di accontentare i clienti, dovreste puntare a far capire le cose.
Ma, alcuni di voi, disonesti, preferiscono cavalcare l’onda dell’ignoranza e del marketing.
Guadagnano di più.
Mangiate la pizza con la consapevolezza che state mangiando una pizza.
E non esagerare con il resto.
Ma soprattutto ricordate che la digestione dipende soprattutto dalla masticazione, dalla velocità con cui mangiate e ingurgitate bocconi, dalla farcitura e dalla presenza di grassi e proteine che hanno dei tempi di svuotamento gastrico diversi, oltre al fatto che l’alcol incide sulla digestione.
Ovviamente in tutto questo bisognerebbe capire la differenza tra i danni causati dal cibo e indotti dal contatto tra qualsiasi cibo e intestino infiammato.
Perché in presenza di colon irritabile, Sibo, disbiosi che sia, anche l’acqua crea gonfiore e problemi.
Dott. Antonio Pacella
Medico Specialista in Scienza dell’alimentazione
Diploma Universitario in Medicina Estetica
Perfezionato in Mesoterapia Antalgica
Professore Universitario aC in Scienza dell’alimentazione e Nutrizione Clinica