13/08/2026
Ci sono persone che appartengono un po’ a tutti.
Mio padre era una di quelle persone.
Per tanti è stato semplicemente “Gigino del Mundial 90”: quello che salutava gridando, quello che con il suo dialetto barese riusciva sempre a farsi riconoscere, quello che conoscevano tutti e che, in un modo o nell’altro, ha lasciato un ricordo.
Il Mundial 90 è stato per anni un punto di incontro, un pezzo di vita del nostro paese.
E oggi, in quello stesso luogo, c’è Casa Diliso.
Forse è proprio questo che rende ancora più speciale questo posto per me.
Perché dentro queste mura c’è anche un pezzo della sua storia, della nostra storia e dei ricordi di tante persone.
Oggi sento il bisogno di condividere qui una lettera che ho scritto per lui.
Una lettera per mio padre, ma anche un piccolo modo per parlare a tutti quelli che lo hanno conosciuto, che hanno passato una serata al Mundial 90, che hanno scambiato una parola con lui, che hanno riso con lui o che semplicemente lo hanno incontrato lungo il cammino.
Ognuno avrà il suo ricordo di Gigino.
Io ho il mio: quello di mio padre.
Dopo tre anni di una battaglia affrontata con una forza che faccio fatica a spiegare, ci lascia tantissimo da ricordare, da raccontare e da custodire.
E forse è proprio questo che vorrei: che il suo ricordo continui a vivere anche attraverso tutti voi.
Se avete conosciuto Gigino, sono sicura che da qualche parte avete un piccolo ricordo di lui.
Io oggi, in questo modo, vi lascio il mio. 🤍
Ciao Babbo.
Ti amo.