Dalla mente de soci della società PEPE NERO srl, esperti di food & beverage e degli architetti del DLA design lab Architettura, nasce il progetto OFFICINA 34. Fuori: oltre le vetrine grandi e luminose il flusso rilassato della vita quotidiana di Via di Ravecca, i suoi intonaci scrostati, la ridotta luce inequivocabile degli stretti vicoli del centro storico. Sembra di stare a Londra o a New York.
Il provincialismo angusto evapora di colpo, si azzera e improvvisamente ti trovi catapultato in una dimensione altra, futura, lontana, oltre le paure e i paletti quotidiani che accorciano il respiro e le prospettive. Dentro: vertiginose scaffalature che incombono, arredi di minimalismo, caldo e avvolgente; n**e pareti in cemento faccia vista che dialogano con il calore del legno e l’informalità delle sedute, tutte diverse, tutte nere, tutte no design; le luci dove servono, come servono, senza velleità decorative. Lo stile – asciutto e volutamente informale – è quello internazionale, ricercato dai globe-trotter in giro per il mondo ma riconosciuto anche dai residenti pigri, quelli che viaggiano sulla rete e sanno ormai distinguere e selezionare. Si osserva, all’interno di questo spazio commerciale, un filone di stile “industrial-chic” che, mantenendo le linee industrial, propone materiali più ricchi e pregiati. Il legno, lasciato quasi grezzo, viene impiegato spesso in accostamento agli arredi metallici per dare calore all’ambiente. Contraddistinti da legni scuri e metallo, i mobili in stile industriale – tavolini, sedie e lampade da ufficio, diventano elementi chic nel moderno design d'interni, pezzi vintage sorprendentemente passati dalle fabbriche al bistrò, da pratici oggetti d'uso a raffinati oggetti d'arte, che rivelano l'incredibile influenza, la versatilità e il duraturo fascino dell'industrial design, oggetti con tratti forti e marcati, ispirati al mondo delle fabbriche, con materiali dal sapore vissuto e con una spiccata personalità. Senza stravolgere la struttura originale, questi locali sono stati ristrutturati e trasformati mantenendo la loro impronta iniziale e valorizzando gli elementi strutturali. Il primo pensiero che viene in mente è quello del tipico loft newyorkese con ampie vetrate e infissi metallici, mattoni a vista e soffitti alti, arredi vintage e travi in legno. Gli arredi stessi spesso sono stati riciclati in modo creativo per essere riutilizzati come complementi d’arredo dal fascino vintage. Pensiamo a mole ed ingranaggi, lampade industriali, tavole da lavoro. I colori utilizzati sono, il grigio cemento delle pareti grezze, oltre al bianco della tradizionale piastrellatura ceramica che riveste le pareti della zona bar e della cucina a vista, ma protagonisti sono il nero, il marrone scuro (magari bronzato, tipico delle tubature a vista) e il grigio antracite, mentre toni di colore quali l’azzurro sono realizzati con i patchwork creati dalle cementine, ripresi da dettagli come i cavi elettrici in tessuto delle lampade a sospensione. Insieme agli architetti che hanno curato il design di Officina 34, si è pensato alla funzionalità e a come ottimizzare i ridotti spazi. Il tavolo sociale è un concetto che all’inizio i genovesi potranno non capire ma che con il tempo impareranno ad apprezzare. Ispirato ai ristoranti del Nord Europa, dove anche se stellati, sono molto minimal e le atmosfere sono calde e accoglienti. Officina 34 non si può etichettare: è bistrò, burger house, ristorante,wine bar che propone piatti contemporanei e al tempo stesso legati al territorio. Un concept che racchiude ricerca per il cibo, global e local, architettura, praticità e contemporaneità. L’esperienza del cibo, come momento conviviale riconosciuto, familiare, antico, si veste di modernità e di armonia, di ordine e raffinatezza, in sintonia con un altrove non più così lontano e diventa eccezione, evasione, spettacolo. Su questo palcoscenico antico e contemporaneo la rappresentazione è un cibo che ha forma e formule globalizzate e universalmente riconosciute ma contenuto al 90% local, utilizzando selezionatissimi prodotti facendo cultura gastronomica vera e seria, tutelando e promuovendo il territorio e comunicando che una filiera controllata di qualità è possibile e doverosa. Officina 34 nasce quindi come un luogo di ricerca e di incontro, informale e accogliente, dove, oltre alle eccellenze liguri, è possibile trovare prodotti di alta qualità nazionali e internazionali. La proposta eno-gastronomica sconfina dalla tavola agli scaffali, dove occhieggia in perfetto e maniacale ordine un tripudio di bottiglie ed etichette sapientemente selezionate, cento etichette nazionali e internazionali, una bella selezione di vini locali disponibili anche a bicchiere, e birre artigianali. Diventare un punto di riferimento per i genovesi amanti del food contemporaneo e al tempo stesso legato al territorio, trasformando via Ravecca nella via enogastronomica per eccellenza della città. Un must to go per sentirsi in Europa. Qui i concetti di slow food, chilometro zero, innovazione e tradizione, rispetto per i piccolo produttori, stagionalità del menu sono di casa. Nel progetto di Officina 34 nulla è lasciato al caso. A partire dal gioco linguistico del nome, dove il nome “officina” rappresenta un luogo innovativo e di sperimentazione, dalla volontà di mettere insieme anni di ricerca sul cibo, di viaggi enogastronomici, di passioni culinarie e di storie di produttori coinvolti in questa avventura. Multi concept restaurant: che è aperitivo, ma soprattutto pranzo, cena, e che soprattutto non parte da un’idea canonica di ristorante. Una realtà del tutto nuova ma che dà grande spazio alla tradizione ligure e non solo, dove è anche possibile bere un cocktail, oppure fare un aperitivo.