IL Ferroviere Ansaloni GM

IL Ferroviere Ansaloni GM Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di IL Ferroviere Ansaloni GM, Ristorante, Gallo.

PRESIDENTE SEI GRANDE
21/12/2014

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21/12/2014
IL NOSTRO PULMAN  BORGOROSSO FC
21/12/2014

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Completamente ristrutturato e rinnovato per volere di Silvio Berlusconi, Milanello è oggi uno dei centri sportivi più pr...
21/12/2014

Completamente ristrutturato e rinnovato per volere di Silvio Berlusconi, Milanello è oggi uno dei centri sportivi più prestigiosi e all’avanguardia d’Europa. Situato su una collina a 300 metri di altitudine, a soli 50 km da Milano e in prossimità di Varese, Milanello è facilmente raggiungibile attraverso l’autostrada dei Laghi.

Il centro, tenuto a battesimo nel 1963, è immerso in un’oasi verde di 160mila metri quadrati che comprende anche una pineta e un laghetto ed è ubicato tra i comuni di Carnago, Cassano Magnago e Cairate. L’immaginaria linea di confine tra i paesi divide nel mezzo gli spogliatoi di Milanello. Milanello rappresenta oggi un importante patrimonio non solo per la società rossonera, ma per l’intero movimento calcistico italiano. Era questo l’obiettivo di Andrea Rizzoli, che ne decise la costruzione. La continuità è stata assicurata poi da Silvio Berlusconi, che ha da sempre desiderato mettere a disposizione dei tecnici e dei calciatori un complesso studiato in base alle loro esigenze.

Le strutture

Le strutture di Milanello, da sempre all’avanguardia, sono state utilizzate spesso anche dalla Federazione Giuoco Calcio Italiana, che ha potuto preparare qui alcune importanti competizioni della Nazionale come, ad esempio, i Campionati Europei del 1988, del 1996 e del 2000. Milanello dispone infatti di sei campi da gioco regolamentari, di uno in erba sintetica (35 mt. x 30), di un campo coperto con fondo sintetico (42 mt. x 24) e di un campetto esterno con fondo in erba denominato “gabbia” perché il terreno di gioco è circondato da un muro alto mt.2.30 e sormontato da una recinzione alta mt.2.50. All’interno della gabbia si gioca senza sosta, con il pallone sempre in movimento per favorire l’aumento della velocità di esecuzione. Nel bosco è stato ricavato un sentiero, che si sviluppa per circa 1.200 metri su varie altimetrie, utilizzato durante la stagione per la preparazione fisica dei giocatori (corsa e bicicletta) ed anche per il recupero degli infortunati.

Il corpo principale del centro è costituito da una palazzina a due piani (più il piano seminterrato) dove sono stati sistemati gli uffici, le camere dei calciatori, la sala del caminetto, la sala tv, la sala biliardo; il bar, la cucina, le due sale da pranzo, la sala stampa, la sala riunioni, la lavanderia, la stireria e il centro medico. Accanto al corpo centrale si trova la “foresteria”, nella quale vivono anche alcuni calciatori della Primavera. Questi ragazzi, provenienti da diverse parti d’Italia e anche dall’estero, frequentano le scuole come tutti i ragazzi della loro età e nel pomeriggio si recano sul campo d’allenamento messo a loro disposizione.

Lo spogliatoio

Un edificio separato dal corpo centrale ospita i due spogliatoi (uno per la Prima Squadra, l’altro per la Primavera) e una palestra all’avanguardia dotata di attrezzature Technogym di ultima generazione, il fiore all’occhiello del Milan.



La palestra

La nuova palestra, completamente rinnovata, mette a disposizione dei calciatori nuovissime e supertecnologiche soluzioni firmate Technogym.

La palestra del Club rossonero è stata infatti ampliata pochi anni fa, attrezzata con le ultime novità di Technogym e rinnovata anche dal punto di vista estetico, grazie al lavoro degli Interior design di Technogym.

Gli attrezzi cardiovascolari di ultima generazione sono dotati del nuovo display interattivo VISIOweb per connettersi a internet, Tv ed iPod durante l’allenamento e la linea per la forza Purestrength è stata appositamente studiata per le esigenze dei atleti per permettere un potenziamento delle capacità muscolari degli uomini di Allegri.

Oggi Milanello è considerato da tutti gli osservatori internazionali il Centro Sportivo numero uno al mondo. La Nazionale Italiana lo sceglie spesso come sede di ritiro in vista di grandi impegni come i Campionati Mondiali o gli Europei. Strutture e servizi tecnico-alberghieri all’avanguardia favoriscono la gestione dell’attività sportiva che risponde a criteri di altissima qualità.

Servizi per la stampa

Le ultime modifiche apportate alla struttura riguardano il settore della comunicazione: recentemente è stato infatti effettuato il cablaggio per 3.000 metri in modo da collocare nei punti strategici le telecamere di Milan Channel - il canale tematico rossonero - che trasmette agli appassionati del Milan tutto ciò che accade nel centro sportivo. Il Centro Sportivo dispone, inoltre, di due sale stampa attrezzate a ospitare conferenze e incontri con i giornalisti.

Come raggiungere il Centro Sportivo

Da Malpensa: prendere l’autostrada in direzione Varese (A8). Uscita Solbiate Arno: seguire le indicazioni per Carnago e quindi per Milanello.
Da Linate: prendere la tangenziale est o ovest in direzione Como – Varese – Chiasso – Malpensa, proseguire in direzione Varese (A8). Uscita Solbiate Arno: seguire le indicazioni per Carnago e quindi per Milanello.
In auto da tutta Italia: prendere l’autostrada direzione Laghi, proseguire per Varese (A8). Uscita Solbiate Arno: seguire le indicazioni per Carnago e quindi per Milanello.
Non sono a disposizione mezzi pubblici per raggiungere il Centro Sportivo

Didier PironiCarriera 1982 F1: Scuderia Ferrari SpA SEFAC, 2º, 39 punti (2 vittorie, 6 podi, 2 pole positions, 2 giri pi...
21/12/2014

Didier Pironi
Carriera
1982 F1: Scuderia Ferrari SpA SEFAC, 2º, 39 punti (2 vittorie, 6 podi, 2 pole positions, 2 giri più veloci)
1981 F1: Scuderia Ferrari SpA SEFAC, 13º, 9 punti (1 giro più veloce)
1980 F1: Equipe Ligier Gitanes, 5º, 32 punti (1 vittoria, 5 podi, 2 pole positions, 2 giri più veloci)
• Le Mans 24h (IMSA): BMW France, 14º
• F1 Non-champ: Equipe Ligier Gitanes
• Spa 24h (serT+2.5): Ecurie G. Benoit
1979 F1: Team Tyrrell, Candy Tyrrell Team, 10º, 14 punti (2 podi)
1978 F1: Elf Team Tyrrell, 15º, 7 punti
• Le Mans 24h (S+2.0): Equipe Renault Elf Sport, Vittoria
1977 Le Mans 24h (S+2.0): J. Haran de Chaunac
• F2 Euro: Ecurie Renault Elf, 3º, 38 punti (1 vittoria, 5 podi, 1 pole position, 1 giro più veloce)
1976 Le Mans 24h (GT): Porsche Kremer Racing, 19º

21/12/2014
21/12/2014
Stazione di Modena Piazza ManzoniLa stazione di Modena Piazza Manzoni, conosciuta anche come "stazione piccola", in cont...
21/12/2014

Stazione di Modena Piazza Manzoni
La stazione di Modena Piazza Manzoni, conosciuta anche come "stazione piccola", in contrapposizione alla stazione RFI, è la seconda stazione ferroviaria della città emiliana.
Posta sulla linea per Sassuolo, è gestita dalle Ferrovie Emilia Romagna, ed ospita la rimessa dei rotabili di quella compagnia utilizzati per l'esercizio della linea
La stazione di piazza Manzoni fu inaugurata nel 1932 in concomitanza con la trasformazione a scartamento ordinario della rete delle ferrovie provinciali, che precedentemente attraversavano la città in sede stradale.

Modena Stazione piccola.jpeg

La nuova stazione, posta a sud-est del centro cittadino e battezzata Modena Ferrovie Provinciali, divenne capolinea delle tre linee per Mirandola, Sassuolo e Vignola; la rete delle ferrovie provinciali, infatti, era collegata alla rete nazionale solo da un raccordo per il trasporto merci.

L'importanza della "stazione piccola" cominciò a scemare con la chiusura delle linee per Mirandola (1964) e Vignola (1969).

Il 26 gennaio 2004 la linea per Sassuolo, unica rimasta in esercizio, fu prolungata fino alla stazione RFI[1]. La stazione piccola ha così perso il ruolo di capolinea, a favore di una migliore integrazione fra le diverse linee ferroviarie.

FORMULA MORTE - LA SICUREZZA DELLA FIA SOTTO ACCUSA, L’EX FERRARISTA MASSA: “SCANDALOSO. NON SI VEDEVA NULLA” - LAUDA DI...
21/12/2014

FORMULA MORTE - LA SICUREZZA DELLA FIA SOTTO ACCUSA, L’EX FERRARISTA MASSA: “SCANDALOSO. NON SI VEDEVA NULLA” - LAUDA DIFENDE I COMMISSARI: “LA PIOGGIA NON ERA COSÌ INTENSA, È STATO GIUSTO CORRERE” (MA NEL 1976 AL FUJI SOTTO IL DILUVIO IL PILOTA AUSTRIACO DECISE DI RITIRARSI)
Dopo il durissimo atto d’accusa di Massa il responsabile della sicurezza del Circus Charlie Whiting finisce sul banco degli imputati: non si capisce perché non abbia pensato alla safety car - il presidente Fia, Jean Todt, potrebbe prendere anche decisioni clamorose (da tempo si parla della rimozione di Whiting)...
I vertici della Formula Uno, almeno quelli che sovrintendono la sicurezza, si chiudono a riccio. Non una parola da parte del responsabile, Charlie Whiting,su quanto è accaduto in pista, non un chiarimento, solo la spiegazione dei fatti e della dinamica dell’incidente affidata ad un comunicato ufficiale, redatto tre ore dopo il momento drammatico e la conseguente sospensione della corsa con sette giri d’anticipo.



Si racconta di come si è intervenuti, prima le doppie bandiere gialle per via dell’entrata in pista della gru, chiamata a soccorrere Sutil e a rimuovere il più in fretta possibile la sua Sauber, poi la safety car, dopo il botto effettuato da Bianchi e resisi conto della gravità dell’incidente, e infine la bandiera rossa, stop immediato alla corsa, necessario perché ormai nel traffico sul tracciato c’era anche un’ambulanza.



Il resoconto e non le spiegazioni, cosa che non basta a placare le polemiche che infuriano nel paddock e che immediatamente si sono abbattute sulla Formula Uno. Il primo a sparare a zero è stato Massa, che nel 2009 a Budapest si prese una molla in testa, rischiò la vita, ed è molto sensibile all’incolumità dei piloti.



«Quanto è accaduto è assurdo, scandaloso. Non si vedeva nulla, pioggia, oscurità, da cinque giri invocavo alla radio la sospensione, chiedevo alla mia squadra di muoversi, di parlare ai commissari di gara. Dovevamo fermarci e invece è avvenuto l’incidente di Bianchi. Questa gara è iniziata troppo presto, quando la visibilità era pessima, ed è finita troppo tardi, quando di nuovo le condizioni della pista erano critiche».

Un atto d’accusa durissimo. Che trova consensi in molti altri box. Soprattutto non si capisce perché Whiting non abbia subito pensato alla safety car, che avrebbe costretto i piloti a rallentare sensibilmente, con un richiamo sonoro e senza il rischio di non vedere le due bandiere gialle, cosa che pare sia capitata proprio a Bianchi.



Alonso lascia aperto l’interrogativo: «Sono stato talmente poco in pista, che non posso pronunciarmi con certezza sulle condizioni di sicurezza. Ho qualche dubbio, ma davvero non so se la gara andava sospesa prima».





Resta il fatto che la Formula Uno, pur prodigandosi in materia di sicurezza (l’ultima tragedia a livello piloti è datata vent’anni, la morte di Senna nel 1994 ad Imola), non riesce ad affrancarsi del tutto dai pericoli.



A livello di gru in pista viene in mente la buona sorte di Schumacher, che sotto la pioggia in Brasile, alla Curva del Sole (quando il destino vuole divertirsi), ci finì ad un pelo o quando Brundle ne sfondò una senza conseguenze, ma se invece si pensa alle tragedie, bisogna ricordare il commissario di pista Beveridge, morto in Australia colpito dai detriti della macchina di Jacques Villeneuve, o il volontario italiano Gislimberti a Monza, caduto per colpa di una ruota di Frentzen, o ancora l’addetto alla pista che ha pagato con la propria vita il suo lavoro un anno fa in Canada, schiacciato anche lui da una gru.





Sono pagine nere che dimostrano come il pericolo sia sempre in agguato e quanto letali possano essere certi corpi estranei, quando si materializzano nel raggio del circuito.



Ne sa qualcosa la Marussia, che prega per Bianchi e già ha dovuto piangere la scomparsa di Maria De Vilota, la sp****la che durante un test nel 2012 andò a sb****re lungo la corsia dei box contro un camion, riportando gravi ferite e perdendo un occhio. Per le conseguenze di quell’incidente morì un anno dopo, nel luglio 2013.



Il presidente Fia, Jean Todt, da sempre è un paladino della guida sicura (anche su strada) certamente rifletterà sull’accaduto che porta polemiche, ma potrebbe aprire anche nuovi scenari (da tempo si parla della rimozione di Whiting). Non va dimenticato tuttavia che questo è un mondo che ama dividersi.



Lauda per esempio difende l’operato dei commissari. «Si è trattato solo di fatalità, una terribile sfortuna che rischia di avere esiti gravissimi. La safety car sarebbe dovuta entrare prima? Sono scelte difficili: quando Whiting si è reso conto di come la situazione stesse precipitando, è subito intervenuto. La pioggia non era così intensa, è stato giusto correre».



Al contrario di un altro Giappone, datato 1976, Fuji e non Suzuka, il gran rifiuto dell’austriaco per il tempo troppo inclemente, il titolo mondiale lasciato ad Hunt. Oppure, storia recente, luglio scorso, Silverstone, quando Lauda accusa Whiting per aver impiegato troppo a ricostruire le barriere. Risposta di allora: «Niki non capisce niente di sicurezza. Se non sono perfette, un altro pilota può rischiare tantissimo». Come finire contro

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