17/03/2024
Ancora una volta il Comune di Gabicce svende i propri gioielli con un'operazione assolutamente dubbia che solleva molte perplessità e svilisce la funzionalità pubblica e sociale del nostro patrimonio. Ci riferiamo alla proposta di deliberazione del Consiglio Comunale n.7 del 28 febbraio 2024 con cui l'amministrazione comunale si è detta pronta alla cessione di tre appartamenti siti a Gabicce Monte destinati all'edilizia residenziale pubblica, proponendo la loro permuta con unità immobiliari che garantiscano - si legge nel testo - "il rispetto dei valori economici di stima degli alloggi ceduti e il diritto di abitazione degli attuali e futuri assegnatari". I motivi che ci portano a criticare questa decisione sono diversi.
1. L'effettiva corrispondenza tra il valore economico dei tre appartamenti e quello degli immobili oggetto di permuta: che garanzie ci sono in tal senso?
2. Parliamo di una dismissione assolutamente non necessaria che il Comune motiva alludendo allo stato precario degli immobili dovuto ad una scarsa manutenzione: perché - viene spontaneo chiedersi - un Comune che ha dimostrato di essere di manica larga, spendendo milioni in opere di vario genere, non è riuscito a trovare nemmeno un euro per la loro sistemazione e adeguamento, lasciando che tutto andasse in malora?
3. Riteniamo estremamente offensive le parole che, nel documento, vengono utilizzate per descrivere gli appartamenti e il contesto in cui si trovano, quello di Gabicce Monte. Parliamo certamente di immobili di non facilissimo accesso e con alcuni problemi da risolvere, che l'amministrazione tenta di far passare per dei "ruderi" allo scopo di giustificare un'operazione non limpidissima; il tutto dimenticandosi che quella in questione è una palazzina di rilevanza storica, con una targa riferita ai caduti della prima guerra mondiale che riveste per la comunità una grande valenza anche simbolica.
4. Non ci convincono le caratteristiche tecniche e costruttive degli alloggi da acquisire in permuta, che riteniamo essere estremamente selettive e limitanti, escludendo quindi da un potenziale bando di gara la grande maggioranza dei privati eventualmente interessati a presentare un'offerta. A pensare male si fa peccato, ma a volte si indovina... è lecito porsi delle domande sulle modalità e i requisiti indicati nella proposta.
In definitiva non comprendiamo l'effettivo vantaggio di un'operazione sulla quale permangono molti dubbi e per quale motivo l'amministrazione comunale abbia deciso di privarsi, così a cuor leggero, di quella che è forse l'ultima proprietà pubblica rimasta in quell'area.
I Consiglieri Comunali Monica Melchiorri, Matteo Baldassarri, Evaristo Mandrelli