30/07/2016
La rivincita della pasta: non fa ingrassare ed è il cibo ideale per chi fa sport (art del 27/7/2016 repubblica.it)
Secondo uno studio su oltre 23.000 persone, l'alimento centrale della dieta italiana non si associa a un aumento del peso corporeo, ma al contrario migliora l’indice di massa corporea, la circonferenza addominale e la proporzione tra vita e fianchi. I medici sportivi la considerano ideale per gli atleti: alle Olimpiadi di Rio ne saranno servite 2,7 tonnellate
di IRMA D'ARIA
Secondo lo studio la pasta non fa ingrassare QUAL è la prima cosa che si fa quando ci si mette a dieta? La maggior parte delle persone elimina subito la pasta, accusata di far ingrassare. Sbagliato! Perché – stando a un recente studio italiano - il consumo di pasta non solo non contribuisce all’obesità, ma è addirittura associato ad una diminuzione dell’Indice di Massa Corporea. Tanto che è un alimento consigliato soprattutto agli sportivi e sarà protagonista anche alle prossime Olimpiadi di Rio. Saranno, infatti, 2,7 le tonnellate di pasta che verranno servite ad atleti e addetti a lavori dei Giochi brasiliani. Sufficienti a preparare più di 1.000 piatti di spaghetti e fusilli al giorno per le tre settimane di gare.
Fa diminuire la circonferenza addominale. La ricerca, condotta dal Dipartimento di Epidemiologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli e pubblicata sulla rivista scientifica Nutrition and Diabetes, ha preso in esame oltre 23.000 persone inserite in due grandi studi: Moli-sani e Inhes (Italian Nutrition & Health Survey), condotti dallo stesso Dipartimento. “Analizzando i dati antropometrici dei partecipanti e le loro abitudini alimentari” spiega George Pounis, primo autore del lavoro “abbiamo visto che il consumo di pasta, diversamente da quello che molti pensano, non si associa a un aumento del peso corporeo. Al contrario: i nostri dati mostrano che mangiare pasta si traduce in un più salutare indice di massa corporea, una minore circonferenza addominale e un miglior rapporto vita-fianchi”.
Perché fa bene agli sportivi. Da anni le maggiori organizzazioni scientifiche di nutrizione nazionali e internazionali e anche l’American College of Sports Medicine ribadiscono che è indispensabile che la dieta degli sportivi preveda una congrua quantità di carboidrati, semplici e complessi, da assumere prima, durante e dopo l’allenamento e le gare. Ma perché? “Il fabbisogno di carboidrati aumenta proporzionalmente al crescere delle ore settimanali e all’intensità degli allenamenti” spiega Michelangelo Giampietro, nutrizionista e medico dello sport, più volte responsabile sanitario delle squadre nazionali di varie discipline sportive ai Giochi Olimpici estivi. “Per la popolazione generale è di 2-3 g per ogni chilo di peso corporeo, ma nel caso degli atleti triplica (6-10 g. per kg). Ed è ancora superiore (10-12 g per kg nei giorni precedenti alla gara) per maratoneti, nuotatori di fondo, triatleti o ciclisti”.
L'alimentazione delle Olimpiadi. Guardando a una decina di Olimpiadi fa (almeno fino a Monaco ‘72) vigeva nello sport la “dittatura” della bistecca, con i medici dello sport concordi nel basare l’alimentazione dello sportivo soprattutto sulle proteine nobili. La chiamavano “Dieta del marine”, con un chiaro riferimento alla cultura alimentare dove la carne è da sempre al centro del menù. Oggi, invece. la scienza sconsiglia per le persone attive diete ad alto contenuto proteico e con pochi carboidrati. E non si contano le testimonianze dei benefici di una “dieta della pasta” per chi pratica sport. L’ultima in ordine di tempo quella firmata da 20 medici e scienziati della nutrizione con la Dichiarazione di Consenso Scientifico “Healthy Pasta Meals”, presentata in occasione del World Pasta Day 2015. “La pasta - si legge nel documento - come altri cereali, fornisce carboidrati ed è anche una fonte di proteine. Per avere una migliore prestazione fisica, può essere consumata scondita o con poco condimento prima di un allenamento oppure insieme ad altri cibi dopo aver praticato attività sportiva. Diete ad alto contenuto proteico e con pochi carboidrati sono sconsigliate per le persone attive”.