06/05/2020
Scriveva Rodari: «Vorrei che tutti leggessero non per diventare letterati o poeti ma perché nessuno sia più schiavo»
Apriamo!!! Apriamo!!! Bene. E poi??? Problemi della ristorazione. NOOO Problemi dei bar!!!!!
Il bar non è paragonabile ad altre realtà della stessa ristorazione. Al ristorante si va, sapendo che finito il pranzo si va via. Sicuramente è piacevole andare in gelateria, scegliere un gelato e mangiarlo passeggiando. La pizza da asporto ha un suo perché… ma il bar???!!! Perché si va al bar? Perché non trovo una lattina di coca-cola? Un tè o perché non so aprire una bottiglia di prosecco? Evidentemente non è per questo, anche perché troverei tutto al supermercato, risparmiando notevolmente. Al bar si va per il piacere di bere una coca-cola, un tè o un prosecco in compagnia. Chiacchierando e “cazzeggiando”… facendo passare il tempo. Il bar è il luogo dell’incontro, del tempo apparentemente perso. Quanti saranno disposti a darsi un appuntamento al bar, sapendo che ci sarà un turnover, logicamente, più veloce?
Aumentiamo le concessioni per gli spazi esterni… ma di quanto? Possiamo far diventare le città distese di tavolini? E il passeggio? Abbiamo già esempi di strade, anche molto carine, off-limits per il 50% della popolazione.
Leggiamo di baristi, subito pronti ad aprire il 4 maggio, che lamentano incassi irrisori. Era cosi difficile prevederlo? L’asporto di un bar è prevalentemente caffè, cappuccino, cornetto o brioche a secondo della latitudine… ovvio che siano irrisori.
Siamo sicuri che molti colleghi non si rendano conto delle limitazioni che ci saranno e che giustamente dovranno esserci… con chi ce la vogliamo prendere con il Covid-19?
E allora che si fa? Booh!!! “noi di risposte non ne abbiamo, noi siamo solo baristi”. Baristi esterrefatti davanti al giubilo dei rappresentanti di categoria(!!??!!) che esultano e propongono solo riaperture, senza coperture. Esterrefatti soprattutto per non aver ascoltato, ad oggi, nessuno che abbia posto l’accento sulla diversificazione dei bar dal più ampio concetto di ristorazione, e ancora peggio, di turismo.