11/07/2015
16 Ottobre 1993 – Luglio 2015
Così finisce un pezzo di storia. Della nostra storia almeno. Il ristorante Chacaito, conosciuto da molti come L’Osteria di zio Aldo, chiude i battenti, ringrazia e si congeda. Cosa faremo adesso? Beh, 22 anni di esperienza nella ristorazione, corsi da sommelier, corsi di cucina, alta ristorazione, tra l’altro in una città poco attenta alla qualità come Foggia, hanno temprato il nostro spirito pronto a collaborare con chi voglia, per necessità o per cultura, usufruire del nostro sapere.
Dal 1993 ad oggi abbiamo resistito a tempeste, terremoti e alluvioni. Abbiamo visto lentamente morire una strada. Persone con cui scambiavi appena un cenno del capo in segno di saluto e con cui abbiamo condiviso le lacrime per la chiusura della propria attività. Abbiamo sopportato un anno intero di lavori su via arpi, le strade erano impraticabili, i clienti dovevano districarsi tra pedane traballanti fogne aperte e cacche di cane (perché il condomino sa essere molto educato quando vuole!)e ad ogni scavo “toh, un passaggio segreto” o “ toh, un’anfora del 4° secolo” ma no!? Di sicuro era più importante salvaguarda il patrimonio storico della nostra città che salvare dal fallimento decine e decine di famiglie.
I nostri clienti in 22 anni di attività ci hanno raggiunto da tutta l’Italia, alcuni non li abbiamo più visti, moltissimi sono tornati e se la distanza era troppa, ci pensava una cartolina a colmare il cuore.
Ecco. È stata questa la grandezza del nostro lavoro, arrivare ad essere un ricordo non solo per la buona cucina, ma per il livello di umanità. Arrivare a toccare quelle corde in modo che lo zio Aldo fosse più amico e meno commerciante. Nelle vostre recensioni è palese la goliardia di quest’uomo che molti hanno amato e che altri hanno detestato, disapprovato, condannato.
Dirò una cosa che non piacerà a nessuno, forse chi ha un locale come noi potrà capirla, ma siamo in chiusura e qualche sassolino dalla scarpa mi sarà pur concesso: ho visto poche città andare dietro le mode come la mia città. Il nostro era un locale in, si faceva la fila per entrare, ci si divertiva, bella musica, bella gente, buona cucina. Per anni siamo stati sulla cresta dell’onda. Poi si pensa a migliorare, allora è arrivato il primo restyling, siamo cresciuti, abbiamo alzato il tiro, migliorato la cucina, l’ambiente, l’offerta, selezionato la clientela in modo naturale. Il secondo restyling ci ha osannati nelle guide, gambero rosso, michelin, 1500 etichette di vini, 3000 tra grappe e distillati. Era chiaro, se volevi fare bella figura con qualcuno dovevi portarlo al Chacaito, e la fila che si vedeva dietro la porta era composta di clienti venuti da altre città, altre regioni. Poi con la crisi finanziaria queste persone non avevano più i mezzi di fare tanti chilometri per ve**re nel nostro “paradiso” fatto di cultura enogastronomica.
E così ci sono rimasti i clienti della nostra città. E il Chacaito era troppo caro. E zio Aldo era troppo chiacchierone. “e dallo zio Aldo non si mangia più bene”. Zio Aldo era diventato scomodo.
E così le stesse persone che 22 fa avevano creato la tendenza, erano le stesse ad averla distrutta.
Non sono arrabbiata, non sono delusa, semplicemente non ci siamo capiti. Il foggiano medio vuole sedersi al ristorante e mangiare il troccolo con lo scoglio e la frittura di calamari e pagare 10 euro. Di cosa vogliamo parlare? Solo chi fa questo mestiere sa quanto costino le materie prime, quanto si possa essere maledettamente farabutti e truffaldini e disonesti, e noi non abbiamo voluto cedere al compromesso. Non era possibile retrocedere, cambiare la qualità della materia prima per abbattere i prezzi.
Abbiamo preferito la morale. La nostra morale.
Questo commiato si sta dimostrando più lungo del previsto ed io non ho ancora cominciato a ringraziare chi davvero lo merita!
Ringraziamo di gran cuore chi ci ha sostenuti all’inizio di quest’avventura e lo sta facendo tuttora in questa chiusura. Ringraziamo chi ha lavorato con noi per un giorno o per più di un anno. Chi ha fatto parte delle nostre vite condividendo il pranzo di tutti i giorni, quelli che condividevano la cena, e pure quelli che erano con noi nelle serate che continuavano fuori dal ristorante!
Ringraziamo Ciccio il bel nostro co-fondatore. L’indimenticabile Tizianella. Ringraziamo Christine Smallwood e il suo meraviglioso libro e con lei tutti i fotografi e i giornalisti che hanno parlato di noi in tutti questi anni. Ringraziamo i vicini commercianti di via Arpi e piazza Mercato.
Ringraziamo la nostra famiglia, numerosa, rumorosa, ma sempre presente.
Terremo tutti nel cuore, tutti. Conserveremo le risate, i capodanni, le pettolate della viglilia di natale, i canti, le strimpellate, le sbronze, i compleanni, gli arrivi, le partenze, gli incontri, le separazioni di chiunque sia passato di qui. Alcuni di loro non ci sono più, alcuni li ho persi di vista, altri sono tutti i nostri amici.
Dal cuore, grazie.
Zio Aldo e Tiziana Massimo