Sahara 76 nasce come un ambizioso progetto per unire mondi diversi in un unico spazio comune. Così come il Sahara non è solo un deserto, ma soprattutto un intrecciarsi di rotte e movimenti possibili, Sahara 76 raccoglie dentro di sé, come in una gigantesca carovana di popoli e culture, stimoli e suggestioni da tutte le principali tradizioni culinarie dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterrane
o. Scegliendo come base Firenze, la culla della cultura europea, Sahara 76 espande i propri orizzonti verso Sud, Est e Ovest, contaminandosi con un’idea di cucina fusion estremamente ampia e inedita, che parte innestandosi sui tronchi della cucina araba e italiana per poi ramificarsi verso tutte le altre direzioni. Forte del concetto secondo cui il cibo non è solo cibo ma sostanzialmente arte, benessere, socialità, Sahara 76 mira a coinvolgere il pubblico in una nuova esperienza, che non sia mai solo cucina, ma prima di tutto un vero e proprio viaggio nelle terre al di là dei propri confini. LA NOSTRA STORIA
Sahara 76 non è solo un progetto di cucina interculturale, ma è prima di tutto una storia. Una storia che parla di due amici e di un viaggio in un luogo ai confini del mondo, anzi di due mondi diversi. I due amici, che più che amici sono veri e propri fratelli, sono Vincenzo e Hicham, figli di due sponde diverse del Mediterraneo incontrati a Firenze. Il viaggio, invece, è quello che li ha portati a Tenerife, la perla delle Canarie, un mondo a cavallo tra Europa e Africa dove, in una villetta vista mare che riporta accanto al portone il numero 76, la bussola è sembrata indicare la giusta strada e il futuro ha preso forma in un nuovo progetto: Sahara 76 New Experience. Una nuova esperienza per trasmettere l’energia travolgente che i due amici hanno provato sulla propria pelle, utilizzando la cucina, da sempre il più potente aggregatore sociale e culturale del mondo, per raccontare l’intreccio di radici che ha portato Vincenzo, originario del meridione d’Italia, e Hicham, marocchino di Casablanca, a sentirsi fratelli. E soprattutto per condividere la sensazione di sentirsi tutti quanti fratelli e sorelle, seduti attorno ad una stessa tavola, sulla terrazza di una villetta vista mare che si affaccia su una scogliera, dove un nuovo vento comincia a soffiare.