11/10/2026
C'è una br**ta aria in città. Un clima che parla di condizionamenti e pressioni, una politica che privilegia alcuni e lascia indietro molti; dobbiamo rispondere a questo clima e a queste pressioni seguendo l'esempio di Fuori Binario.
Pubblichiamo l'editoriale dell'ultimo numero di Fuori Binario
Quante volte su queste
pagine avete
letto di persone
senza via di uscita? La Firenze
che privilegia i ricchi
non è vissuta da tutti
allo stesso modo: c’è chi
è vessato dalla burocrazia,
chi non ha diritto ad
esistere perché non ha la
residenza, chi è costretto
al carcere perché privato
delle pene alternative, pur
avendone diritto, chi non
può nemmeno riposarsi su
una panchina. Sono le storie degli ultimi,
da nascondere sotto il tappeto,
spesso raccontate su queste pagine
da loro stessi. Ora però vogliamo fare
un passo in più, vogliamo accompagnare
queste storie da dati statistici,
le vogliamo aggregare, monitorare,
e poi chiedere conto alle istituzioni
delle ingiustizie e delle vessazioni
rilevate. È questo lo scopo dell’Osservatorio
sui Diritti Sociali e Civili,
che costruiremo assieme alla rete di
esperti e fonti raccolte negli anni.
Se ne occuperà Cristiano Lucchi, dal
quale Valentina Baronti raccoglie il
testimone della direzione di Fuori Binario,
continuando nel solco già tracciato:
un’informazione indipendente,
un atto mutualistico, il punto di vista
di chi vive ai margini. Fuori Binario è
una presa di responsabilità collettiva
che va avanti da oltre trent’anni.
Un’eredità importante e preziosa che
continueremo a portare avanti, in
maniera aperta e condivisa, come ha
sempre fatto la comunità che anima
il giornale e l’associazione Periferie
al Centro. Anche con il vostro contributo
se vorrete. L’osservatorio e il
giornale andranno di pari passo, l’uno
raccogliendo dati e analisi, l’altro
raccontando storie e denunciando
insieme inefficienze e ingiustizie.
Saranno due occhi spalancati sulla
città, quella degli angoli bui e dei
sottopassi, quella di chi rovista nei
cestini perché ha fame, di chi dorme
in auto e anche quella di chi, su quelle
panchine e su quei marciapiedi, ritrova
la propria famiglia di scartati
e sperimenta nuove forme di solidarietà.
Continueremo a raccontarvi
tutto questo, nella convinzione che
un editore libero e un’informazione
senza censure e condizionamenti
siano parte vitale della democrazia.