05/10/2023
𝗟𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗧𝗘 𝗙𝗜𝗢𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗜 𝗧𝗢𝗣𝗜𝗡𝗔𝗠𝗕𝗨𝗥
Un paio di anni fa, proprio in questo periodo dell'anno, avevo scritto una sorta di 𝗲𝗹𝗲𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗼𝗽𝗶𝗻𝗮𝗺𝗯𝘂𝗿 (vi metto il link nei commenti). Insieme all'edera, è l'ultima vera, 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗳𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗮𝗽𝗶, domestiche e selvatiche, possono sfruttare in vista dell'autunno e, in seguito, dell'inverno.
Non so perché, ma a me, anche nelle giornate più tristi, 𝗶𝗹 𝘁𝗼𝗽𝗶𝗻𝗮𝗺𝗯𝘂𝗿 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝗶𝘇𝘇𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗴𝗿𝗶𝗮. Sarà il suo colore giallo, l'aria arruffata di chi si è alzato di corsa al mattino, il suo fregarsene delle convenzioni e il continuare a crescere dove ci ostiniamo ad arare e buttare diserbanti, ma vedere una striscia di topinambur fioriti 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗮.
Per molti è solo una rottura di scatole, perché 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗮𝘀𝗶𝘃𝗼, fa fatica a starsene nelle aiuole che, secondo le convenzioni umane, dovrebbe occupare. Il topinambur non conosce le regole o, se le conosce, non le rispetta e 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼. E poi fiorire, quando meno te lo aspetti da quell'ammasso aggrovigliato di steli e foglie che hai visto lì per gran parte dell'anno. Alcuni li chiamano addirittura erbacce.
Ma è intorno a quelle erbacce fiorite - 𝗹𝗲 𝗲𝗿𝗯𝗮𝗰𝗰𝗲 𝗳𝗶𝗼𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 - che la vita va avanti, una vita capace di guardare al futuro. Perché le api che si affannano intorno a quei fiori gialli lo stanno facendo 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼𝗿𝗼, che moriranno ora di fatica oppure tra pochi mesi, non appena le giornate inizieranno di nuovo ad allungarsi. 𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, che mai vedranno nella loro breve vita. Tuttavia, non è, almeno per loro, un buon motivo per non continuare a impegnarsi, a fare la cosa giusta e, cioè, 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗹𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗺𝗶𝗲𝗹𝗲.
Quindi, quando vedete un topinambur fiorito, beh, 𝘀𝗼𝗿𝗿𝗶𝗱𝗲𝘁𝗲 𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗲𝗹𝗼 𝗳𝗶𝗼𝗿𝗶𝗿𝗲. C'è un mondo di speranza in quei petali gialli, 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼.