26/05/2026
MA DAVVERO PENSATE CHE QUELLE UOVA POSSANO FINIRE NEL CONSUMO UMANO?
In questi giorni stanno girando immagini molto forti legate al servizio di Report su Eurovo.
Io però sento il dovere di dire una cosa, perché nel mio percorso professionale ho collaborato con Eurovo come tecnico dimostratore e ho avuto modo di visitare e vivere direttamente l’azienda.
E quello che ho visto io è molto distante dalla narrazione che sta passando.
Ho visto reparti di sgusciatura, pastorizzazione e confezionamento con standard igienici impressionanti, ambienti che sembravano quasi sale operatorie, sistemi di tracciabilità rigidissimi, controlli continui, laboratori interni con tecnologi e analisi microbiologiche costanti.
Ogni pallet, ogni lotto, ogni categoria di prodotto era tracciata.
Chi lavora davvero nel settore alimentare sa benissimo che esistono:
* scarti di lavorazione,
* prodotti classificati non idonei al consumo umano,
* categorie destinate allo smaltimento,
* aree separate in base alla destinazione del prodotto.
Ed è normale che esistano.
Ma davvero pensate che uova marce, muffe, plastica o addirittura carcasse possano entrare in una filiera industriale controllata senza che nessuno se ne accorga?
Un uovo realmente in putrefazione ha un odore talmente forte da rendere impossibile lavorarlo senza accorgersene immediatamente.
Questo non significa che le aziende non debbano essere controllate.
I controlli sono fondamentali. Sempre.
Ma significa anche che bisogna stare molto attenti a trasformare immagini forti e decontestualizzate in verità assolute.
Perché tra ciò che vediamo in televisione e la realtà tecnica di una filiera produttiva complessa… c’è una differenza enorme.
E io, personalmente, per quello che ho visto con i miei occhi, posso dire di aver trovato un’azienda estremamente strutturata, controllata e organizzata.