Ha interrotto gli studi in terza elementare perchè i chilometri per raggiungere le scuola erano molti, quasi 20 ed in casa, con tutti quei fratelli affamati c’era sempre bisogno di una mano per preparare da mangiare. Questo è quello che mi ha raccontato ….. In campagna non le piaceva andare, così per contribuire in famiglia iniziò a preparare dei quantitativi di gelato artigianale e con la motore
tta lo andava a vendere presso Copparo agli operai dalla Berco. E’ diventata mamma a 17 anni,non di me! Io sono la terza di tre fratelli. Dovevo essere la menopausa dei suoi 43 anni! Noemi ha iniziato vendendo di tutto… frutta, panini, gelati sempre spostandosi per molti chilometri nelle campagne. Aveva sviluppato un gran intuito commerciale. Era molto bella e quando passava nella piazza del paese tutti la guardavano e gli dicevano:
“ Noemi mettiti dei sassi in tasca che voli via”. Gli anni passarono e alla prima occasione di non fare più tutti quei spostamenti… prese una bella osteria alla Barnarda (paese vicino a Copparo). Non so quanto tempo rimase qui con mio padre e mio fratello piccolo.. quello che mi ricordo è che in seguito dopo la nascita di mia sorella si spostarono in un’ altra osteria “adlà da Po” oltre il fiume Po; Noemi aveva imparato a fare il baccalà alla veneziana e pesce gatto in umido. Nel 1958 con i soldi ereditati dalla morte del padre (mio nonno Primo) e firmando numerose cambiali, acquistò questa trattoria! Mio padre era contrario, perché gli avevano assegnato della terra da coltivare verso il delta del Po ottenuta da opere di bonifica! Mia mamma categorica gli disse: mi a vag a Frara, ti fa quel cat vo! Traduzione: io vado a Ferrara tu fai quello che vuoi! Tanto per farvi capire che donna forte era! Instancabile! Noemi si alzava tutti i giorni alle 4 del mattino, prima puliva la trattoria poi impastava la sfoglia per fare i cappellacci, i cappelletti, le tagliatelle. All’ora di pranzo entrava in cucina e iniziava a preparare le pietanze per i clienti. Mio padre stava in sala a fare i conti ( gli è sempre piaciuto fare il contabile ). Finito il servizio riassettava la cucina e poi e poi c’erano tutte le faccende di casa.. non è mai stata una patita per l’ordine! Questa è l’unica cosa che non ho preso da lei, per il resto spero di assomigliargli molto! Grazie mamma! Borgazzi Maria Cristina