19/01/2018
A Dorgali la tradizione dei fuochi in onore dei martiri, continua stasera con la celebrazione de "su ocu e Santu Sustiane", che arderà nella piazza di S.ta Caterina alle ore 18:00. Il cisto e il rosmarino vengono sistemati a formare un mucchio conico alto fino a 6 m, sormontato da una croce ricoperta di arance. Una volta che il priore e il parroco benediranno il fuoco girandogli attorno, si potranno innescare le fiamme e consentire ai coraggiosi ragazzi di salire velocemente in cima e staccare le arance benedette, lanciandole alla folla.
Vista la concomitanza del fine settimana, l'occasione è ghiotta per fare visita alle tante cantine, che a cominciare da quella del priore della festa offriranno ai visitatori il "vino nuovo" e il "pistiddu", ovvero il dolce più importante di queste feste, fatto con una ciambella e una farcitura a base di vincotto, decorata abilmente con motivi sacri.
Il fuoco, oltre che testimone di una tradizione religiosa, è da sempre a Dorgali occasione di coesione sociale, di accoglienza, di generosità. Le cantine diventano il luogo in cui emigrati fuori dal paese da anni si possono ritrovare, raccontare le loro storie davanti a un bicchiere di vino o semplicemente improvvisare un coro polifonico o un canto a tenore.