Condotta Slow Food Valle Ossola

Condotta Slow Food Valle Ossola La Condotta Slow Food Valle Ossola è nata nel 2008 a Domodossola. Volontari si occupano della riscoperta e valorizzazione dell'enogastronomia tradizionale.

COMUNICATO STAMPASLOW FOOD VALLE OSSOLA: «DIFENDERE L’AGRICOLTURA E L’ALLEVAMENTO DI MONTAGNA SIGNIFICA DIFENDERE IL FUT...
05/08/2026

COMUNICATO STAMPA

SLOW FOOD VALLE OSSOLA: «DIFENDERE L’AGRICOLTURA E L’ALLEVAMENTO DI MONTAGNA SIGNIFICA DIFENDERE IL FUTURO DELLE ALPI»

La recente predazione subita dall’allevatore Luca Marta presso l’Alpe Pedriola, in Valle Anzasca, richiama l’attenzione su una questione che va ben oltre il singolo episodio. Esprimiamo innanzitutto la nostra piena vicinanza a Luca e a tutti gli allevatori che ogni giorno vivono e lavorano sulle montagne dell’Ossola, affrontando difficoltà sempre più gravose.

Il tema dei grandi carnivori, e in particolare del lupo, rappresenta oggi una delle principali preoccupazioni per chi pratica la pastorizia e l’allevamento estensivo. Non possiamo ignorare il peso economico, organizzativo e psicologico che le predazioni comportano, né sottovalutare il senso di scoraggiamento che colpisce chi vede compromesso il frutto del proprio lavoro.

Allo stesso tempo, Slow Food Valle Ossola ritiene che sarebbe un errore limitare il dibattito esclusivamente alla presenza del lupo. La questione è molto più ampia e riguarda il futuro stesso dell’agricoltura e dell’allevamento di montagna.

Le aziende agricole alpine operano infatti in condizioni profondamente diverse rispetto a quelle di pianura. I costi di produzione sono più elevati, le superfici sono frammentate, la meccanizzazione è spesso limitata dalla morfologia del territorio e la competitività economica risulta inevitabilmente più difficile. A questo si aggiungono una crescente pressione burocratica, norme sempre più complesse, difficoltà nel reperire manodopera, cambiamenti climatici, spopolamento delle vallate e servizi sempre più ridotti nelle aree interne.

In questo contesto si inserisce anche la presenza dei grandi carnivori. Il lupo, come l’orso nelle aree dove è presente, costituisce una criticità reale che richiede una gestione seria, scientificamente fondata e condivisa con chi vive quotidianamente la montagna; il lupo non è né un nemico da abbattere né un simbolo da idealizzare. È una specie protetta che svolge un importante ruolo ecologico, ma la sua presenza non può essere gestita ignorando le conseguenze che ricadono sugli allevatori.

La convivenza è possibile solo se accompagnata da adeguate misure di prevenzione, sostegni economici efficaci, indennizzi tempestivi, assistenza tecnica e un costante monitoraggio della fauna selvatica. Tuttavia, queste misure, da sole, non bastano.

La vera sfida è garantire un futuro all’agricoltura di montagna. Gli allevatori non producono soltanto latte, formaggi e carne di qualità: svolgono un servizio pubblico fondamentale. Mantengono aperti pascoli e alpeggi, contrastano l’abbandono del territorio, limitano l’avanzata incontrollata del bosco, preservano la biodiversità, conservano razze autoctone e varietà locali, custodiscono paesaggi che rappresentano un patrimonio ambientale, culturale e turistico di valore inestimabile.

Il loro lavoro contribuisce inoltre alla prevenzione del dissesto idrogeologico attraverso la cura costante dei versanti, dei prati e delle opere tradizionali di regimazione delle acque. Senza agricoltori e allevatori la montagna diventa più fragile, meno sicura e più povera, con conseguenze che ricadono anche sulle comunità di fondovalle.

Per questo motivo Slow Food Valle Ossola rivolge un appello alle istituzioni politiche e alle associazioni di categoria, affinché affrontino il tema con una visione complessiva. Servono politiche che riconoscano la specificità dell’agricoltura alpina e la sostengano concretamente: semplificazione burocratica, strumenti che rendano competitive le piccole aziende di montagna rispetto a quelle di pianura, adeguati servizi nelle aree interne, incentivi per i giovani che scelgono di continuare questo mestiere, investimenti nella prevenzione delle predazioni e una gestione della fauna selvatica basata su dati scientifici e sul dialogo con i territori.

Difendere gli allevatori di montagna significa difendere il paesaggio alpino, la sicurezza del territorio, la biodiversità, la qualità delle produzioni locali e il futuro delle nostre comunità.

L’auspicio è che il dibattito pubblico non si fermi all’emergenza del momento, ma diventi l’occasione per costruire una politica di lungo periodo capace di restituire dignità, prospettive e serenità a chi ogni giorno sceglie di vivere e lavorare in montagna. Senza agricoltori e allevatori non c’è futuro per le Alpi.

22/05/2026

Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, presso la sua abitazione, a Bra (Cn), all’età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini.

Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.

𝐶ℎ𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑖𝑛𝑎 𝑢𝑡𝑜𝑝𝑖𝑎, 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia.

La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi.

Il nostro ricordo è su slowfood.it

Ieri, sabato 18 aprile, abbiamo partecipato a una bellissima giornata presso l’azienda risicola  Garlanda di Rovasenda (...
19/04/2026

Ieri, sabato 18 aprile, abbiamo partecipato a una bellissima giornata presso l’azienda risicola Garlanda di Rovasenda (VC), un’esperienza che ci ha permesso di conoscere da vicino una realtà agricola attenta all’ambiente e al futuro.

La visita ci ha fatto scoprire un modello di produzione biologica basato su metodi sostenibili, capaci di eliminare l’utilizzo di sostanze chimiche e di mantenere un prezioso equilibrio tra attività agricola ed ecosistemi. Un approccio che tutela la biodiversità, valorizza il territorio e dimostra come sia possibile coniugare qualità, rispetto della natura e innovazione.

L’iniziativa, è stata anche un importante momento di condivisione e crescita, al quale abbiamo preso parte come soci della condotta Slow Food Valle Ossola.

Le immagini raccontano una giornata ricca di spunti, tra paesaggi suggestivi, conoscenze approfondite e la passione di chi ogni giorno lavora per un’agricoltura più consapevole.

19/04/2026

Indirizzo

Domodossola
28845

Telefono

0324482152

Sito Web

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