08/04/2019
Il cumino. Noi lo usiamo nel nostro hummus e nel nostro delicatissimo cous cous.
Gli antichi romani usavano il cumino come pepe. Come diceva Plinio: "Quando si è stanchi di tutti gli altri condimenti, il cumino rimane sempre gradito".
I semi ovali essicati, che tecnicamente sono frutti, della pianta in fiore Cuminum cyminum, hanno un gusto caldo, robusto, agrodolce e somigliano leggermente al cumino dei prati. Si ritiene che la spezia, la cui raccolta viene descritta nella Bibbia, sia originaria della valle del Nilo, in Egitto. I mercanti arabi delle spezie portarono il cumino in India, poi i fenici lo fecero viaggiare attraverso il Nord Africa fino alla pen*sola iberica, infine i Berberi lo trasportarono attraverso il Sahara nelle loro carovane di spezie. Ora è coltivato in India, Cina, Giappone, Indonesia, Nord Africa e nelle Americhe. Grazie al suo sapore unico e intenso, il cumino è molto versatile. È usato in tutta l'India, nel Nord Africa e nel Medio Oriente e fa parte di numerose miscele di spezie: l'iraniano advieh, l'afgano char masala, gli indiani e bengalesi garam masala, chaat masala e panch phoron; il berbero ras el hanout; il georgiano svanuri marili; l'araba baharat e la nordafricana harissa. In Messico il cumino è una spezia per turti i giorni, aggiunta a tacos, enchiladas, burritos e spezzatini, mentre in India la jeera, come è chiamato il cumino, è fondamentale nel korma, nel masala e nelle zuppe. La tajine marocchina, cotta a fuoco lento per molto tempo, vede insieme il cumino e la curcuma, la cannella e la paprica. In Europa compare nel formaggio olandese al cumino, nei sottaceti tedeschi e nelle salsicce di maiale portoghesi. Usate la spezia con moderazione ma spesso, gli esperimenti vi ripagheranno, e ricordate che tostandola leggermente il suo sapore emergerà in pieno.
Testo tratto da "La grammatica delle spezie", di Caz Hildebrand, Gribaudo editore.