Savini Garden's

Savini Garden's Al ristorante Savini Garden's troverete un’ottima cucina d'autore in un contesto elegante quanto coinvolgente. Venite a scoprire le nostre sale.

IL CIBO MI PIACE MORTO ..."Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, né ferito: morto!"  Woody Allen ...
29/08/2016

IL CIBO MI PIACE MORTO ...

"Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, né ferito: morto!"

Woody Allen – attore e regista americano)

LA SANTA ANORESSIA, DA UN LIBRO DELLO STORICO RUDOLPH BELLIl rapporto con il cibo è sempre stato controverso. Nel Medioe...
29/08/2016

LA SANTA ANORESSIA, DA UN LIBRO DELLO STORICO RUDOLPH BELL

Il rapporto con il cibo è sempre stato controverso. Nel Medioevo, ad esempio, era sinonimo di passioni e di bassi istinti, tanto che alcune sante e mistiche digiunarono a lungo: possiamo dire che fosse simile alla moderna anoressia?

La tipica frase esclamata da un genitore dopo la marachella del figlio è «Ora andrai a dormire senza cena». Il digiuno, dal punto di vista culturale, è strettamente legato alla possibilità di espiare una colpa. La vita di Santa Caterina da Siena lo insegna. Come ci racconta lo storico americano Bell, nel suo libro La Santa Anoressia, Caterina digiunava per espiare le colpe che ella stessa attribuiva alla sua famiglia e a sé stessa. Caterina si crucciava del fatto di non riuscire, attraverso le sole preghiere, ad attrarre la clemenza di Dio. Morì di consunzione nonostante le preoccupazioni dei più alti prelati che la scongiuravano di mangiare. Il digiuno, perciò, come forma di espiazione (dolorosa e appariscente) di una colpa. Questo è il tratto che accomuna le anoressie in profumo di santità a quelle di fattezza postmoderna. Ragazzi e ragazze che si sentono colpevoli per non essere amati, da Dio oppure da un altro essere umano.

Nella foto un dipinto di Giovanni di Paolo "Matrimonio mistico di Santa Caterina

BUCATINI ALL'AMATRICIANA ... PER NON DIMENTICARE!Ho trovato questa ricetta, datata 1896, e l'ho copiata per voi. Non ho ...
29/08/2016

BUCATINI ALL'AMATRICIANA ... PER NON DIMENTICARE!

Ho trovato questa ricetta, datata 1896, e l'ho copiata per voi. Non ho inteso celebrare sapori già noti al mondo intero ma piuttosto stringermi a loro e questo mi è sembrato il modo più caro e triste al tempo stesso, così come possa essere doloroso mangiare piangendo.

Ingredienti: bucatini 400gr, guanciale 100gr, pomodori pelati 500gr, pecorino grattugiato 100gr, olio d'oliva 50gr, aglio, mezza cipolla, peperoncino e sale.

Preparazione: Rosolare nell'olio (un tempo si usava la sugna) l'aglio che poi va eliminato, la cipolla tritata, il guanciale a pezzettini ed il peperoncino. Unire i pomodori pelati, salare con parsimoniae far addensare la salsa a fuoco vivace. Condire i bucatini cotti al dente con la salsa e molto pecorino grattugiato.

L'ESTATE STA FINENDO ... DICE UNA CANZONE CHE CI RATTRISTA UN PO'. MA IL TEMPO NON E' FINITO E NOI DOBBIAMO VIVERLO ... ...
25/08/2016

L'ESTATE STA FINENDO ... DICE UNA CANZONE CHE CI RATTRISTA UN PO'. MA IL TEMPO NON E' FINITO E NOI DOBBIAMO VIVERLO ... MAGARI IN UN GIARDINO CHE CE LO RICORDA COME SOLO DA NOI E' POSSIBILE.

Ferragosto è alle spalle così come l'equinozio d'estate e le giornate si stanno accorciando stupendoci ogni giorno. Durante il telegiornale delle otto sbirciamo gli ultimi raggi di sole mentre settimane prima non ci accorgevamo stesse tramontando. Il tempo scorre inesorabile e di questo, si dice, dovremmo far tesoro vivendo al meglio ogni giorno ... e così abbiamo fatto a Ferragosto deliziando e deliziati dai nostri numerosi clienti accorsi a godere del nostro giardino d'inverno, apprezzando il nostro menu allestito per l'occasione.
In Settembre ritprenderanno le nostre serate musicali, quelle che da noi sembrano fermare il tempo. BENTORNATI, VI ASPETTIAMO!

LA DIABOLICA FRITTATA DI MICHAIL BULGAKOV Michail Bulgakov, ne I'l maestro e margherita', tra le altre cose descrive la ...
25/08/2016

LA DIABOLICA FRITTATA DI MICHAIL BULGAKOV

Michail Bulgakov, ne I'l maestro e margherita', tra le altre cose descrive la Mosca degli anni Trenta, soffermandosi anche sul gruppo di scrittori pagati dalle autorità sovietiche per fare propaganda e glorificare il regime. Il punto d’incontro preferito da questi scrittori era la Casa Griboedov, famosa in tutta Mosca per le sue specialità gastronomiche.

«Alcuni di noi vecchi abitanti di Mosca ancora ricordano il famoso Griboedov. Ma i filetti bolliti di pesce persico non erano niente, mio caro Ambrose! Che dire dello storione, storione in una padella argentata, filetti di storione serviti tra code di aragoste e caviale fresco? E le uova in casseruola con purea di funghi presentate in piccole ciotole?».

NOTA: Michail Bulgakov è stato uno scrittore e drammaturgo russo della prima metà del XX secolo. È considerato uno dei maggiori romanzieri del Novecento.

MANCANO ORMAI SOLO TRE GIORNI A FERRAGOSTO E VI RIPROPONIAMO IL NOSTRO MENU AD € 35 VI ASPETTIAMO!
12/08/2016

MANCANO ORMAI SOLO TRE GIORNI A FERRAGOSTO E VI RIPROPONIAMO IL NOSTRO MENU AD € 35 VI ASPETTIAMO!

IL FERRAGOSTO: DALL'ANTICA ROMA AI GIORNI NOSTRIIl termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (ripo...
07/08/2016

IL FERRAGOSTO: DALL'ANTICA ROMA AI GIORNI NOSTRI

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.
La festa anticamente cadeva il 1º agosto; lo spostamento si deve alla Chiesa Cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con il giorno liturgico dell'Assunzione di Maria.Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il "Palio dell'Assunta" che si svolge a Siena il 16 agosto. (da Wikipedia)

IL FERRAGOSTO IN CUCINA

Il piatto tradizionale per eccellenza del pranzo di Ferragosto è il piccione arrostito. Tale usanza, un tempo diffusa in buona parte d'Italia e che ancora sopravvive in alcune zone, pare sia nata in Toscana, in epoca carolingia. «A ferragosto si mangiano i piccioni arrosto.» Detto popolare.
L'antica tradizione piacentina prevede la preparazione della bomba di riso con piccioni, una sorta di grosso cilindro di riso cotto al forno, con pezzi di piccione all'interno.In Sicilia si usa preparare per Ferragosto il tipico gelu di muluna, decorato con foglie di limone e fiori di gelsomino.A Roma il piatto tradizionale del pranzo di Ferragosto è costituito dal pollo in umido con peperoni, spesso preceduto dalle fettuccine ai fegatelli e seguito da cocomero ben freddo. Infine in Puglia il piatto tipico di ferragosto è costituito dal galluccio, un gallo di circa 3 kg ripieno, cotto al forno con patate.

- NELLA FOTO: LA LOCANDINA DEL FILM "IL PRANZO DI FERRAGOSTO" DEL 2008

I QUATTRO PRINCIPALI GRUPPI ALIMENTARI"E questa cosa sarebbe?" "Sarebbe lattuga" "…lattuga?" "Sì, è una verdura, fa part...
05/08/2016

I QUATTRO PRINCIPALI GRUPPI ALIMENTARI

"E questa cosa sarebbe?" "Sarebbe lattuga" "…lattuga?"
"Sì, è una verdura, fa parte dei quattro principali gruppi alimentari!" "Ce li ho io i quattro principali gruppi alimentari: fagioli, pancetta, whisky e lardo!"

(dal film "Atlantis – L’impero perduto")

I CRAUTI ... DA UNA CANZONE DI MONICA VITTIIo non capisco la genteche non ci piacciono i crautibisogna andare molto caut...
05/08/2016

I CRAUTI ... DA UNA CANZONE DI MONICA VITTI

Io non capisco la gente
che non ci piacciono i crauti
bisogna andare molto cauti
perché perché perché:
i crauti sono quella cosa
che si schiaffano dentro i barili
e poi si vendono a chili
quattro etti mezzo etto a piaser.
No proprio non lo sapevo
che la pi***la era carica
certo l'avessi saputo
non avrei fatto "bum".
Ma adesso che il guaio è fatto
portate via il morto
sì sì sì starò più accorto
e non farò "bum".
Ricordo una sera a Varazze
che venivo giù da Savona
Non era Varazze e non era nemmeno Savona
non era nemmeno quella volta lì.

PERCHE' L'OLFATTO CI AIUTA A DISTINGUERE I GUSTI ?da un articolo di Francesca Bono per 'Il Giornale del Cibo'Sarà che mi...
05/08/2016

PERCHE' L'OLFATTO CI AIUTA A DISTINGUERE I GUSTI ?
da un articolo di Francesca Bono per 'Il Giornale del Cibo'

Sarà che mi capita spesso di cucinare con il naso, perché non mi piace assaggiare, ma mi affascina il legame tra olfatto e gusto, forse più di quello più conosciuto tra cibo e papille gustative.
Quanto l’olfatto è importante nel definire il gusto? Se l’odore non ci convince, il cibo arriva alla bocca con qualche pregiudizio. E quanto le immagini che l’olfatto ci richiama giocano nella percezione gustativa? Più di quanto immaginiamo: l’odore dei cibi, infatti, stimola non solo piacere o disgusto, ma ricordi e immagini di luoghi o persone.

Olfatto e gusto: come sono legati tra di loro?

Si parte dalla preistoria, quando l’uomo attraverso l’olfatto capiva se un cibo poteva essere sicuro e buono o nocivo e avariato, per arrivare alla storia personale di ciascuno di noi, fatta di odori legati a luoghi e persone. Entrando in una cucina potremmo riconoscere l’unica persona in grado di preparare quella ricetta come la stiamo annusando, oppure potremmo essere catapultati in un luogo visitato o dove abbiamo vissuto parte della nostra esistenza. A Marcel Proust, come scrive nella sua opera Alla ricerca del tempo perduto, bastano alcune briciole di una Madeleine immersa in una tazza di the fumante, per rivivere la sua infanzia e le scorpacciate del dolce a casa della zia.
Per non parlare di quanto il cibo, con i suoi odori, può descrivere un Paese e le sue tradizioni.

Neurogastronomia: perché l’odore ci aiuta a percepire il gusto

Non si tratta di sole sensazioni e romanticismo, ci sono anzi prove scientifiche del ruolo chiave che l’olfatto gioca nelle percezioni di gusto.
Gordon Shepherd è un professore del dipartimento di Neurobiologia di Yale, a cui si deve l’invenzione del termine neurogastronomia, cioè il complesso di meccanismi che permettono al cervello di creare i sapori. Come spiega nel libro Neurogastronomy: How Brain Creates Flavor and Why It Matters, la percezione del gusto è un processo complicato che coinvolge non solo i cinque sensi, ma anche memoria, emozioni e ricordi. Secondo il neuroscienziato: “i sapori non sono nel cibo, ma vengono creati dal nostro cervello” e “i sapori sono creati per la maggior parte dal nostro sistema olfattivo”.

Le molecole degli odori portano informazioni e stimolano i nostri recettori olfattivi, i quali trasmettono tali informazioni al cervello, che le traduce in immagini. Questo collegamento ai più alti centri cognitivi del cervello è una proprietà speciale dell’odore, che è fondamentale per l’esperienza del sapore.
In tema di cibo allora potrebbe non essere approssimativo l’andare a naso! Il gusto che proviamo per un cibo arriva dalle immagini, emozioni e ricordi che l’olfatto ha saputo trasmettere al nostro cervello in maniera più o meno conscia.

Sapevate già che il legame tra olfatto e gusto è così importante? Che ricordi olfattivi avete legati al cibo? Ci sono odori che sanno raccontarvi la vostra vita? O piatti che adorate perché vi ricordano qualcosa o qualcuno?

MERITA DI ESSERE LETTA. VI TRASCINERA' NEL VORTICE DEI SAPORI E DEGLI ODORI'A riggina 'e napule (a pummarola) di Alfredo...
04/08/2016

MERITA DI ESSERE LETTA. VI TRASCINERA' NEL VORTICE DEI SAPORI E DEGLI ODORI

'A riggina 'e napule (a pummarola) di Alfredo De Lucia

Ce ne stanno riggine ncopp' 'a terra,
ca fanno bene a chesta umanità
ca so' carnale e ca nun fanno 'a guerra,
ma 'a riggina cchiù ricca è chesta ccà!

Quanno 'o sole addeventa na furnace,
essa spanne 'int' 'e ccase addore e gusto,
cchiù zucosa addeventa e cchiù te piace
quanno nfoca 'a cuntrora 'o mese austo.

A Napule che regna? 'A pummarola!
Aggarba 'o maccarone e 'a mulignana,
chesta riggina 've fa cunzulà.

Quanno 'a spremmite dint' 'a cassarola
o pappea p' 'o rraù dint' 'a tiana,
pure a nu muorto fa risuscità.

NOTA: Alfredo De Lucia è l'autore de "O spassatiempo"

UN PROVERBIO NAPOLETANO CHE LA DICE LUNGA SUL SENSO DELLA VITA ...Quattro li cose a ‘o munno ca te fanno cunzulà: ‘a fem...
04/08/2016

UN PROVERBIO NAPOLETANO CHE LA DICE LUNGA SUL SENSO DELLA VITA ...

Quattro li cose a ‘o munno ca te fanno cunzulà: ‘a femmena, l’argiamma, lo suonno e lu magnà.

Quattro le cose al mondo che ti consolano: la donna, il denaro, il sonno ed il mangiare.

Nella foto "Il mangiatore di fagioli di Annibale Carracci (1585)

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele II, 56
Corsico
20094

Orario di apertura

Martedì 19:30 - 22:30
Mercoledì 19:30 - 22:30
Giovedì 19:30 - 22:30
Venerdì 19:30 - 22:30
Sabato 12:30 - 14:30
19:30 - 22:30
Domenica 12:30 - 14:30

Telefono

024401984

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