05/08/2016
PERCHE' L'OLFATTO CI AIUTA A DISTINGUERE I GUSTI ?
da un articolo di Francesca Bono per 'Il Giornale del Cibo'
Sarà che mi capita spesso di cucinare con il naso, perché non mi piace assaggiare, ma mi affascina il legame tra olfatto e gusto, forse più di quello più conosciuto tra cibo e papille gustative.
Quanto l’olfatto è importante nel definire il gusto? Se l’odore non ci convince, il cibo arriva alla bocca con qualche pregiudizio. E quanto le immagini che l’olfatto ci richiama giocano nella percezione gustativa? Più di quanto immaginiamo: l’odore dei cibi, infatti, stimola non solo piacere o disgusto, ma ricordi e immagini di luoghi o persone.
Olfatto e gusto: come sono legati tra di loro?
Si parte dalla preistoria, quando l’uomo attraverso l’olfatto capiva se un cibo poteva essere sicuro e buono o nocivo e avariato, per arrivare alla storia personale di ciascuno di noi, fatta di odori legati a luoghi e persone. Entrando in una cucina potremmo riconoscere l’unica persona in grado di preparare quella ricetta come la stiamo annusando, oppure potremmo essere catapultati in un luogo visitato o dove abbiamo vissuto parte della nostra esistenza. A Marcel Proust, come scrive nella sua opera Alla ricerca del tempo perduto, bastano alcune briciole di una Madeleine immersa in una tazza di the fumante, per rivivere la sua infanzia e le scorpacciate del dolce a casa della zia.
Per non parlare di quanto il cibo, con i suoi odori, può descrivere un Paese e le sue tradizioni.
Neurogastronomia: perché l’odore ci aiuta a percepire il gusto
Non si tratta di sole sensazioni e romanticismo, ci sono anzi prove scientifiche del ruolo chiave che l’olfatto gioca nelle percezioni di gusto.
Gordon Shepherd è un professore del dipartimento di Neurobiologia di Yale, a cui si deve l’invenzione del termine neurogastronomia, cioè il complesso di meccanismi che permettono al cervello di creare i sapori. Come spiega nel libro Neurogastronomy: How Brain Creates Flavor and Why It Matters, la percezione del gusto è un processo complicato che coinvolge non solo i cinque sensi, ma anche memoria, emozioni e ricordi. Secondo il neuroscienziato: “i sapori non sono nel cibo, ma vengono creati dal nostro cervello” e “i sapori sono creati per la maggior parte dal nostro sistema olfattivo”.
Le molecole degli odori portano informazioni e stimolano i nostri recettori olfattivi, i quali trasmettono tali informazioni al cervello, che le traduce in immagini. Questo collegamento ai più alti centri cognitivi del cervello è una proprietà speciale dell’odore, che è fondamentale per l’esperienza del sapore.
In tema di cibo allora potrebbe non essere approssimativo l’andare a naso! Il gusto che proviamo per un cibo arriva dalle immagini, emozioni e ricordi che l’olfatto ha saputo trasmettere al nostro cervello in maniera più o meno conscia.
Sapevate già che il legame tra olfatto e gusto è così importante? Che ricordi olfattivi avete legati al cibo? Ci sono odori che sanno raccontarvi la vostra vita? O piatti che adorate perché vi ricordano qualcosa o qualcuno?